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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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Inizio questo post con una citazione di Gerhart Hauptmann perché in questi giorni che ero andato a Merano ad insegnare ikebana ho appreso dalle mie stesse allieve. Ma andiamo per ordine.

Sofu Teshigahara diceva: “Qualcuno una volta mi chiese cosa avrei fatto se fossi vissuto in un posto come la Manciuria dove non ci sono fiori o piante. Gli risposi che forse avrei organizzato la terra…. Ovviamente è una fortuna se uno ha i fiori con cui può lavorare, però non sostengo che se si vive in un luogo dove non ci sono fiori è necessario coltivarne a tutti i costi per produrre ikebana. Va ricordato che il termine ikebana è costituito da due parole; ikeru, che significa organizzare o creare, e Hana, che designa fiori, e che tra i due, ikeru è il più importante. Ogni volta che vado a realizzare una composizione floreale, la mia prima considerazione è l’impostazione. Il mio obiettivo è sempre quello di organizzare quei materiali che ho in modo tale che si adattino armoniosamente con l’ambiente circostante.”

Fare ikebana non è “semplicemente” posizionare in modo elegante o “strano” dei fiori in un vaso, è l’unione di uomo e natura, uomo e arte, mente/anima/mano che esegue. I concetti sono molti da imparare (e per questo per dirla alla Fowles: Non si fa la felicità di molti facendoli correre prima che abbiano imparato a camminare), ma ancora di più dobbiamo apprendere come si guarda il mondo con una visione differente del solito sguardo distratto con cui ci muoviamo quotidianamente. Notare ogni piccolo dettaglio perché se osserviamo bene la natura che noi dovremo poi rappresentare in un contenitore il gioco è… quasi fatto.

Noi uomini moderni siamo facilitati dato che oggi con qualsiasi dispositivo possiamo immortalare la natura e le suggestioni che ci offre, memorizzarle, riguardare le foto per trarre ispirazione da esse.

Io sono anche fortunato perché Patrizia Ferrari (allieva al IV livello) ha una bella preparazione botanica e passeggiare con lei nei Giardini di Castel Trauttmansdorff  è davvero affascinante ed istruttivo come divertirsi a fare le foto assieme a Chiara Giani e Ilaria Mibelli. Studiare i colori, la luce o anche vedere cose che ad ognuno di noi potrebbero sfuggire, ma che vede l’altro come nel caso della foto seguente che ho scattato dopo che Chiara mi aveva fatto notare come quel punto del giardino sembrasse un paesaggio toscano.

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Qui alcuni dei miei scatti fatti durante questa bella passeggiata.

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Già osservando queste prime due foto è palese il significato della lezione del V livello della mia scuola dedicata a Green Plant Materials.

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Non solo il mondo vegetale può esserci di ispirazione per capire come abbinare i colori (anche con forti contrasti) oltre al fatto che spesso in ikebana si è ricorso all’utilizzo di piume.

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La mia fortuna è anche di avere Silvia Barucci esperta dell’affascinante e incredibile mondo delle orchidee e ci ha fatto da guida ed istruttrice presso il Raffeiner Orchideenwelt.

Ringrazio le mie allieve per ciò che mi sanno insegnare e vi lascio con alcune foto che ahimè nemmeno si avvicinano lontanamente a descrivere questi incredibili fiori.

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Concentus Study Group

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