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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Inizio questo post con una massima di Confucio che ben si adatta al percorso che fa uno studente di ikebana all’interno della mia scuola. V livelli di apprendimento (IV se uno non vuole diventare maestro) ognuno dei quali vanno ben assimilati, introiettati, compresi. Per questo le mie allieve fanno un livello all’anno. Fare le corse nello studio in generale, e soprattutto dell’arte, non portano ad un vero apprendimento, ma solo ad una conoscenza superficiale. Per questo io mi documento e studio di continuo, voglio che le mie allieve abbiano insegnamenti concreti non le perle di saggezza di Osho. A giorni con alcune di esse andremo a fare lezione a Merano e questo mi fa piacere perché il nostro gruppo è solido e connaturato da divertimento ed amicizia. I livori li lasciamo fuori dalla sala di ikebana, non facciamo come persone che scrivono proclami su internet per spiegare che sono brave persone illuminate vittime del fato, come si dice dalle mie parti fatti non parole.

Ma torniamo allo studio dell’ikebana e ciò, che per me, comporta.

Da due anni affianco ad esso lo studio della ceramica perché la nostra scuola prevede che un maestro sappia anche ideare, progettare e creare i vasi per i suoi ikebana. Lo stesso fanno le mie allieve e ovviamente il maestro Lucio Farinelli. Siamo gli unici in Italia ad aver dato questa impostazione importante per la nostra crescita anche se, ovviamente, prima di tutto si deve imparare l’ikebana. Troppa carne al fuoco non viene cotta bene. Non è che faccio ikebana, ceramica, cucina, abbraccio gli alberi e gite turistiche. Bisogna focalizzarci su un solo tema e ben svilupparlo. Per questo ho atteso 10 anni di studio dell’ikebana prima di cominciare i primi passi nel laboratorio del maestro Sebastiano Allegrini.

I risultati per ora non sono soddisfacenti per quello che mi sono prefissato, ma in due anni sto vedendo un lievissimo miglioramento dalle prime cose da me realizzate che parevano uscite fuori da Guernica…. Le tecniche per ora usate sono colombino (e qui diciamo che me la cavo) e lastra. Il tornio per me è ancora lontano, ma volutamente. La lastra per me è difficile e per questo le ultime cose le sto realizzando con questa tecnica. Non ho fretta. Devo imparare non realizzare. Sto studiando le forme che mi possono creare difficoltà tecniche, quelle che facilitano il mio compito, sto imparando come dare gli smalti, in quali combinazioni. Un lavoro che si prospetta lungo. Fortunatamente perché ho un maestro che vuole che impari non che produca vasi scadenti o che tiri a soddisfare il mio ego. E così anche la sua coinsegnante Angelica Mariani che ieri mi ha seguito nella realizzazione di un vaso a lastra con tecnica mista che mi ero incaponito nel realizzare. Studiamo forme, colori, suggestioni e ogni volta comprendo come io sia ancora una goccia in un mare immenso, come lo stesso nell’ikebana. Infatti nei 4 workshop che si terranno ad ottobre affronteremo temi mai realizzati in Italia proprio per continuare a crescere, studiare ed esercitarsi, perché, nonostante i traguardi raggiunti, io so di non sapere, non amo sedermi sugli allori o credermi  arrivato. Quello è l’arrotino… o solo uno che non ha capito cosa voglia dire studiare un’arte.

Ecco alcuni vasi da me realizzati con l’aiuto del mio maestro.

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(questo lo utilizzai per il concorso internazionale della Sogetsu che poi vinsi)

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Concentus Study Group

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