Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

 

Stamani mi è arrivato il nuovo numero della rivista riservata agli iscritti di Ikebana International, l’associazione che raccoglie le maggiori scuole di ikebana.

A Roma c’è il chapter da me presediuto, ma ancora per poco. Il testimone sta per passare a:

Lucio Farinelli (Presidente)

Romilda Iovacchini (Vice Presidente)

Silvia Barucci (Tesoriere)

Buon lavoro a tutti loro.

La rivista di Ikebana International è interessante perché oltre alle foto di ikebana (sia a “tema libero” sia dato un fiore vedere come le varie scuole lo vanno ad interpretaree) ci sono sempre articoli di luoghi, cultura e tradizione giapponese. Tutti temi che non solo possono essere di spunto per i nostri lavori, ma ci fanno maggiormente capire e “centrare” l’argomento ikebana.

Come scritto in altri post fare ikebana è una continua ricerca, sperimentazione, mettersi in gioco.

Per lo stesso motivo mi son subito preso l’ebook del nuovo libro del professore Aldo Tollini che ho già avuto la fortuna di ascoltare in conferenze presso l’Orto Botanico di Roma.

18518088_1552505024783659_946637984632895971_o

Dopo aver amato ed adorato i precedenti libri (Lo Zen e La cultura del tè in Giappone – questo donatemi dalla maestra Silvana Mattei) ho iniziato questo bellissimo nuovo viaggio ricco di informazioni che si legge come un romanzo tanto avvince ed affascina.

Il sito Einaudi lo presenta in questo modo:

“La Via occupa un posto di particolare rilievo nella civiltà giapponese medievale, dando vita, nelle varie forme in cui si manifesta, tra le quali la Via del Guerriero, del Tè, della Poesia, al nucleo fondamentale della cultura che si sviluppò tra i secoli XII e XVII. È il periodo in cui i samurai vennero alla ribalta della scena politica e sociale, e poi anche culturale, prendendo e gestendo il potere effettivo: un’epoca di sanguinose lotte, ma pure di una grande fioritura intellettuale che ha lasciato un segno indelebile persino sulla società giapponese contemporanea. Questo libro ripercorre le principali fasi dello sviluppo dell’ideale della Via, esplorandone la storia e le principali manifestazioni all’interno del pensiero dei samurai, nella poesia e nel Buddhismo. Guerrieri, monaci e poeti sono gli attori principali della scena medievale giapponese: nella pratica della Via, nella sua forma piú elevata, essi sono uniti dall’unico ideale del perfezionamento spirituale.  “

Nell’introduzione si legge:

“”In estrema sintesi, si può affermare che la pratica costante della ricerca della perfezione da parte di chi percorre una Via comporta, per analogia, il raffinamento dello spirito, e ciò avviene attraverso l’interiorizzazione della gestualità esteriore, sia essa la gestualità ritualizzata del maestro del Tè, o del monaco che esegue una cerimonia, o allo stesso modo di un samurai impegnato a combattere, poiché mondo esteriore e mondo interiore sono in sintonia, e quello che si fa con il corpo si riverbera all’interno. E quindi diventa estremamente importante non solo quello che si fa con la gestualità, ma soprattutto come lo si fa. La ritualità dei gesti o la loro perfezione formale, entrambe acquisite con lungo esercizio, e di conseguenza la loro efficacia, sono il simbolo di una raggiunta perfezione interiore. In quest’ottica, la perfezione dei gesti del maestro del Tè che gli permettono di eseguire una «cerimonia» di alto livello artistico, o i gesti altrettanto rituali del monaco buddhista, che fanno sí che la sua «cerimonia» venga officiata secondo i canoni, o i gesti bellicosi di un samurai, minuziosamente calibrati con lunga pratica e che gli permettono di sopraffare l’avversario, possono essere considerati, nell’ideale della Via, sullo stesso piano: diversi per forma, ma tutti volti allo stesso fine ultimo. Esteriorità e interiorità si influenzano reciprocamente anche in senso contrario, poiché il perfezionamento interiore si manifesta esteriormente nell’esecuzione, la quale scaturendo da un cuore perfezionato si esplica nella perfezione formale. La Via, quindi, conduce alla creazione artistica, che è la manifestazione concreta della maturazione raggiunta nel percorrerla. Colui che «ottiene la Via», cioè, giunge a realizzare lo scopo della Via, qualunque essa sia: quando agisce crea.”

Credo che già solo questo estratto possa essere illuminante per chi studia ikebana (o un’arte orientale) e faccia comprendere, a chi si avvicina ad essa, come non ci si debba MAI stancare di ripetere gli esercizi, gli stili base, le tecniche. Quando lo scorso anno a Gand ebbi la fortuna, e l’onore, di partecipare al workshop tenuto dalla Iemoto della mia scuola Akane Teshigahara, seguii con emozione la sua dimostrazione non solo per gli stupendi ikebana che realizzò (creò è il termine più consono), ma perché pareva che eseguisse una danza. Era incredibile come spostasse la manica del kimono mentre tagliava un ramo o sistemava un elemento e, appena terminato, la manica ritornasse al suo proprio posto. Da solo questo sincronismo si capisce la preparazione intesa come nel brano sopra riportato.

Alle mie allieve da sempre consiglio non solo i libri inerenti la storia della scuola nostra (Sogetsu), ma anche di cultura generale giapponese perché sarebbe come studiare Michelangelo senza sapere in quel preciso momento storico cosa stesse accadendo in Italia.

L’ikebana non è solo disporre dei fiori, o fare una composizione strana, è un’arte a 360° come gli ikebana della Sogetsu che danno sempre idea di profondità e movimento, mai di muro. Perché al di là di essi c’è tutto un orizzonte da esplorare.

Concentus Study Group

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: