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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(a sinistra installazione di Sofu Teshigahara a destra opera di Marcel Duchamp)

Quando al MAXXI tenni la conferenza inerente l’ikebana Sogetsu sottolineai come l’arte moderna avesse molto influito sul percorso artistico della nostra scuola. Se l’Occidente ha subito la fascinazione del mondo orientale (vedasi Van Gogh) è innegabile che sia accaduto anche l’inverso (nella conferenza paragonavo alcune installazioni di Sofu alla land art oltre al surrealismo come si può vedere nel montaggio fotografico di apertura del post).

Il connubio arte – ikebana non era una novità, basti pensare alla scuola Ohara e alla composizione Rimpa (un tipo di ikebana ideato dal terzo direttore della scuola, Houn Ohara, e che si basa sulle opere altamente decorative della Scuola Rimpa, che fiorì durante il periodo Edo. L’obiettivo è quello di catturare nell’ikebana le qualità decorative dei materiali e gli effetti complessivi di design tipici delle opere d’arte del Rimpa).

La Sogetsu però pare andare a prediligere soprattutto l’arte occidentale moderna (basti pensare all’incontro tra Sofu Teshigahara e Andy Warhol nel 1970) nel suo sperimentare forme, colori e materiali pur rimanendo sempre nel solco della tradizione secolare dell’ikebana.

Nel regolamento per gli insegnanti viene chiesto non solo di sfruttare le doti personali di ogni appartenente del gruppo, ma di ampliare il proprio sguardo partecipando ad eventi, mostre etc. e per questo coinvolgo sempre le mie allieve in tali proposte, ma accolgo volentieri anche inviti, come quello di ieri, dell’Istituto Giapponese di Cultura per l’inaugurazione della mostra il cui titolo è il medesimo di questo mio scritto.

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Riporto il comunicato stampa ricevuto:

“AMANO Kazumi, Ay-Ō, FUKAZAWA Yukio, FUKITA Fumiaki, HIWASAKI Takao, KAMIYA Shin, KANAMORI Yoshio, KIMURA Kōsuke, KUROSAKI Akira, KUSAMA Yayoi, KIYOTSUKA Noriko, NAGAI Kazumasa, NODA Tetsuya, OKABE Kazuhiko, ONOGI Manabu, ONOSATO Toshinobu, OZAKU Seishi SAITO Yoshishige, TAKAMATSU Jirō, TAMURA Fumio, YAYANAGI Go, YOKOO Tadanori, YOSHIDA Katsurō, Lee U-FAN
Dal BOOM economico degli anni ‘60 al BEAT post68, fino alla bolla speculativa, la BUBBLE (economy) nata negli anni ‘80 ed esplosa nel decennio a seguire: il racconto per icone di un paese che si guarda attorno concentrandosi su se stesso. Il mezzo è l’incisione, arte in cui i giapponesi sono maestri dalla notte dei tempi, i temi sono mille, le opere 54, i nomi 24. In collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dalla collezione dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma; storia nella storia, tra acquisizioni e motivazioni, museologia, sociologia e relazioni internazionali. E arte, sopra e nonostante i tempi.”
Con il maestro Lucio Farinelli abbiamo non solo osservato bene queste opere (in esposizione fino al 12 ottobre), ma anche notato le descrizioni di come sono state eseguite. O di materiali utilizzati dagli artisti in altre tipologie di opere rispetto all’incisione come tavole di compensato che venivano traforate con il trapano per poi aggiungervi materiali vari.
Questo subito ci ha ricordato una lezione presente sui nostri vecchi libri di studio del IV livello (Dried Material Relief on Playwood or Cardboard) e di recente ripresa nel nuovo testo del V livello (Relief Works) dove si vanno a creare dei “quadri” tridimensionali. Materiale secco, colorato si va a comporre in maniera artistica e seguendo le “regole” dell’ikebana.
Nel 2011, presso il Gran Teatro Giacomo Puccini, tenni una dimostrazione di ikebana per celebrare la Madama Butterfly proveniente dal Giappone per la regia di Takao Okamura, scene di Naoji Kawaguci e costumi di Yasuhiro Ciji.
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Per l’occasione feci anche un ikebana nella hall del teatro ed una parte dell’allestimento era costituito proprio da un pannello in cui cercavo di “unire” la bandiera del Giappone (quindi un quadrato di legno che avevo colorato con vernice bianca mescolata a sabbia per renderlo materico e al centro delle canne tinte di rosso) a quella dell’Italia (simboleggiata da tre giunchi verdi che si univano ai colori della precedente).
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