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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Kasumi Teshigahara-2

Kasumi Teshigahara è stata la seconda Iemoto della scuola Sogetsu. Figlia di Sofu e sorella di Hiroshi tra i vari apporti che portò alla scuola fondata dal padre ci fu quello di una classe per bambini (dove insegnò ikebana anche alla nipote Akane, attuale Iemoto della scuola) e gli ikebana in miniatura che divennero una delle sue cifre stilistiche fin da quando aveva diciannove anni.

Questi lavori, ispirati alle miniature che gli ammanuensi dipingevano nei libri medioevali e successivamente a piccoli ritratti portatili, non presentano tanto delle difficoltà “tecniche” come gli ikebana di maggiore dimensione, ma “estetiche”. Non è necessario essere Edward Scissorhands per fare questi ikebana, ma un ottento osservatore della natura che ci circonda…  e non solo.

Iniziamo a guardarci attentamente attorno in casa, qualunque oggetto che possa contenere (ed ovviamente trattenere) acqua e sia di piccole dimensioni fa al caso nostro, da veri e propri vasetti, alle boccette di profumo, ai posaceneri, alle scatoline. Tutto può essere reinterpretato dalla nostra fantasia.

Andremo ad utilizzare almeno cinque contenitori (meno sarebbe errato nè da considerarsi una propria interpretazione del tema) perché la difficoltà di questo tema sta anche nel fatto che dovremo “abbinare” tra di loro questi vasetti differenti e il materiale vegetale in esso contenuti da formare una piccola scenografia, un piccolo microcosmo. Sotto vi posizioneremo un vassoio, un piatto, uno specchio, della carta giapponese, ciò che ci sembra collegare al meglio il nostro lavoro. Ed ancora non siamo a nulla….

Piccoli contenitori…. quindi che materiale andremo ad utilizzare? Qui la nostra esperienza di ikebanista ci dovrebbe venire incontro. Dovremmo essere abituati ad osservare la natura, a coglierne gli aspetti peculiari, sapere quale materiale una volta reciso dura, quale subito sfiorisce, quale diviene interessante se usato in una sua parte (petalo, rametto, foglia)… dovremo analizzare un mondo microscopico per metterlo al centro della nostra attenzione.

Per fare questo lavoro prima ho scelto i contenitori (dei vasetti, una boccetta da profumo, una scatolina di ferro verde ed un bicchiere per la degustazione dell’olio), ho deciso di utilizzare un’orchidea avanzata dal mio precedente lavoro (Ukibana) e di vedere cosa il mio giardino romano proponesse da abbinare non solo ad un fiore così importante e visivamente molto “presente”, ma anche ai vasetti scelti. Armato di hasami mi sono messo rasoterra ad osservare le varie piantine, erbe, fiori selvatici, fili d’erba e piano piano il disegno del mio lavoro si delineava nella mia mente. Non mi era ancora chiaro però cosa avrei messo come supporto di base per legare il tutto fino a che l’occhio non ha incrociato le riviste che la Sogetsu manda ai maestri. Per non sciuparle ho rimosso con cura le graffette metalliche e….. questo è il risultato.

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Concentus Study Group

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