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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(varie tipologie di kenzan e uno shippo)

Nel moribana della scuola Sogetsu (ma anche Ohara) si utilizza uno strumento di sostegno che si chiama kenzan. La scuola Ohara utilizza anche lo Shippo kenzan che in foto è quello dietro al kenzan di plastica.

Di kenzan ce ne sono di tutte le forme, colori e materiali. Quelli in foto sono solo alcuni di quelli in possesso mio e del maestro Farinelli perché.. ecco diciamo che tendiamo a cercare di essere attrezzati il più possibile.

Molti kenzan (o almeno i più particolari) li ho acquistatai ad The Ikebana Shop anche se la dogana mi ha fatto rimpiangere questa mia mania di collezionista 🙂

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Il titolo di questo articolo fa riferimento ad una frase che l’ikebanista Valeria Raso Matsumoto ripeteva spesso. Ovvero che il komi (il sostegno, l’aggancio, tutto ciò che ci aiuta a sostenere i fiori nel vaso, tutto ciò che è all’interno del vaso) non deve diventare gomi ovvero spazzatura. Non so il giapponese per cui mi fido della parola della Matsumoto su questi due termini (sperando siano esatti come da me riportati) però la frase  rende bene l’idea di come in un ikebana tutto debba essere preciso e in ordine.

Trascrivo la regola che la Sogetsu pone nel suo libro di testo del I livello (pag.  37 per chi lo ha) perché forse non tutti ricordano bene i contenuti dei testi, ma io li ripasso constantemente per essere sicuro di non dare mai informazioni errate ai miei allievi o interpretazioni personali:

Covering the kenzan

It must be noted that, although the Kenzan is used in Moribana for fixing stems, the kenzan is a utensil. It should, therefore, not be seen when the arrangement is completed. It must always be covered using subordinate stems or pebbles. Once they are added to the arrangement, however, they become a part of the arrangement. It is important for stems, leaves, or pebbles used for covering the Kenzan to look natural and be in harmony with the entire arrangement.

Traduco per chi non avesse chiaro l’inglese:

Copertura del Kenzan

Si deve notare che, sebbene il Kenzan sia utilizzato nel Moribana per il fissaggio degli steli, il Kenzan è uno strumento. Quindi non deve essere visto quando la disposizione è completata. Deve sempre essere coperto utilizzando steli subordinati o sassolini. Una volta che vengono aggiunti alla disposizione, tuttavia, questi diventano parte della disposizione. E’ importante che gli steli, le foglie, o i sassolini utilizzati per coprire il Kenzan abbiano un aspetto naturale e di essere in armonia con l’intera disposizione.

In un colpo solo la Sogetsu ci da due insegnamenti. Il primo e più importante è che il Kenzan va SEMPRE COPERTO e NASCOSTO. Questo per la scuola Sogetsu (e a quanto so anche per l’Ohara che però non utilizza i sassolini) è ben chiaro: il Kenzan non va MAI visto. Non ci sono degli ikebana dove i sassi darebbero un tocco country. Se il kenzan si vede è un grosso errore.

Chi fa diversamente o sostiene diversamente o non si ricorda ciò che scrive nelle prime pagine del corso la scuola o non lo sa oppure fa una cosa contro le regole della scuola o non ha nemmeno letto il nuovo libro per il V livello..

Nel suo ultimo ikebana realizzato per il suo portale di studio di quest’arte Ilse Beunen Sensei utilizza (per il contenitore basso) un kenzan nero che in un vaso nero si mimetizza talmente tanto da non notarsi.

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Per questo motivo anche io ricorro a volte a kenzan neri, o verdi o con la base in resina. Oggi ci sono talmente tante possibilità di colori e materiali che se andiamo a mettere un kenzan a vista vuol dire proprio che non amiamo ciò che stiamo facendo e realizziamo il tutto con sciatteria o che abbiamo scelto il contenitore sbagliato. Lo so bene che non è facile coprire bene il kenzan e dargli un aspetto naturalistico (soprattutto utilizzando i sassolini) e come me lo sanno le mie allieve che le ho sempre tormentate su questo.

L’altro insegnamento che fornisce la Sogetsu nel paragrafo sopra riportato è che il tutto deve dare un aspetto naturale e di armonia. Questo anche negli stili più estremi (materiale non convenzionale) o nel “riarrangiare” il materiale vegetale (ovvero “smontarlo e rimontarlo” in un’altra forma). Se il nostro ikebana avrà un aspetto forzato sarà… flower design ed avremo sbagliato il tema.

O più semplicemente è una cosa che potrebbero fare tutti senza il bisogno di diventare maestri di ikebana.

Concentus Study Group

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