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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

_mg_9757Durante l’ultima edizione di Pitti Fragranze come ricorderete con alcune allieve siamo andati per continuare lo studio di un affascinante abbinamento che si era cominciato grazie agli splendidi amici di Campomarzio70 che ci avevano ospitati per la mostra Essenza.Abbiamo incontrato varie personalità con cui sono entrato in contatto in questo ultimo anno ed una di esse devo dire che ci ha dedicato tantissimo tempo per parlarci del suo mondo, delle sue visioni, per farsi assaggiare le sue creazioni parlandone con quel tenero orgoglio che un padre riserva al proprio figlio: Meo Fusciuni.Mesi fa avevo avuto la possibilità di trasformare già le sensazioni di un suo profumo in ikebana e questa volta il tutto è stato allargato ai presenti ognuno dei quali ha scelto quel lavoro di Meo con cui maggiormente entrava in sintonia.Ringrazio Meo Fusciuni per il tempo che ci ha dedicato, per come ha saputo condurci nel suo mondo incantato e tutti coloro che hanno aderito a questo progetto e lascio la parola a loro e ai profumi.

1# nota di viaggio (rites de passage)

Il nostro primo profumo nasce ad Istanbul, nella porta d’Oriente, nella nota di pepe nero, la magia dei bazar, la nostalgia del ritorno, la gioia di luoghi sacri.
La prima opera di Meo Fusciuni ci accompagna in un viaggio delicato e vibrante. Ogni porta, ogni momento è segnato nella profumazione, trova nella metamorfosi il suo cammino, dalla Nota di Testa di Pepe nero, Pompelmo e bergamotto, alla nota di Cuore di Ylang-Ylang e Geranio; la profonda Nota di Base e intima preghiera del Sandalo e dell’Incenso.
Lo zampillo che spande… mille tremule foglie… tanti zampilli lasciano cadere memorie nella terra d’Oriente, nella porta che dona passaggi, nella porta dove lo sguardo è anche amaro, speziato.
Radica nella terra lavorata, scavata, massacrata dall’uomo, il Vetiver, dalla quale zampilla enorme e rosso e carnoso il legno del Sandalo, porta in grembo le resine divine, il sacro incenso e la dolcezza del Benzoino, la potenza del Patchouli.

Anne Justo

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(vaso di Luca Ramacciotti)

Silvia Barucci

Ho spruzzato il profumo, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato. La storia che mi trasmette 1# nota di viaggio è quella di un caldo pomeriggio nelle strette e anguste strade di una medina. Tutto in questo profumo è armonia, un sogno dai colori caldi e rotondi con la promessa di un’esperienza unica.
In questa realizzazione sono riuscita ad unire tante cose del mio percorso sulla via dei fiori: gli anni di studio con il mio Maestro Luca Ramacciotti, le lezioni di Ilse Beunen del suo canale “Online Ikebana” e l’emozione che mi ha trasmesso il profumo di Meo Fusciuni.

2_04-12_16w(vaso di Silvia Barucci)

2# nota di viaggio (shukran…)

Nel secondo viaggio si scoprono i profumi del Marocco.
L’incanto è l’incontro, lo spazio di Luce che percorre il tempo dell’arrivo dal lungo viaggio, dalla Turchia al Marocco.
“Ebrezza, leggero navigo, tra i colori e i profumi, tra il mare e la sabbia.
Cosa ricordare del Marocco? Cosa portare via con me?”
Nato dall’incontro della Menta con il Tabacco, Shukran… celebra la leggerezza di un popolo, di un luogo magico; qui si incontrano gioia e attesa, nasce la cura del tempo, il tempo per un tè alla menta.
Shukran è una dedica ad un popolo, un luogo speciale per il mio passato, in questo paese ho fatto la maggior parte delle mie ricerche di etnobotanica, ho voluto raccontare il lato più gioioso della mia esperinza in Marocco, i momenti di quiete che passavo bevendo tè alla menta marocchino e scrivendo i miei diari di viaggio. Il tè alla menta è anche il mezzo attraverso il quale gli uomini si incontrano, decidono di sostare e raccontarsi, magari anche solo attraverso gli sguardi, è un profumo molto importante per me, anche se nella composizione può sembrare semplice racchiude un mondo di emozioni.

Lucio Farinelli

Il profumo #2 nota di viaggio è delicato e affascinante, mi ha subito attratto il sentore della menta che quindi ho deciso fosse presente nell’ikebana. Il profumo mi ha fatto pensare al colore verde; la foglia secca che quasi fa parte del contenitore a forma di tetraedro che sembra a sua volta composto con foglie secche rappresenta il tabacco.
Ho voluto fare una composizione che visualizzil’impressione che ho ricevuto da Meo: una persona che fa attenzione alle piccole cose, piccole cose che però fanno la differenza. Pertanto il mio ikebana è piccolo, delicato, come una goccia di questo profumo di classe.

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3#nota di viaggio (ciavuru d’amuri)

 

Il terzo viaggio di Meo Fusciuni si compone di memorie olfattive, dei miei amori, dei miei profumi.
La Terza nota di viaggio nasce in Sicilia a sud del mondo, dove la nota di fico, celebra l’avvento della luce, l’arrivo del caldo pomeriggio, l’attesa della notte.

Apre il cuore del bianco fiore narcotico del Gelsomino. Santuario della felicità, nella luce che splende e porta al mare;  l’attesa nel bianco abito della cerimonia, della Santa Festa dell’amore, nel Santo aroma dell’incenso.
La mescolanza ancora una volta porta l’alchimia al compimento, un incontro segnato dal desiderio, dal segreto svelato di un sogno… profumare la vita della propria intimità.
Le note dapprima intime, divengono tricotomia del dialogo, del triplice corpo di un profumo…base, cuore e testa.”

 

Alla fine ho ritrovato la mia terra…”. 

Ilaria Mibelli

Luca Ramacciotti, Il mio maestro di Ikebana, non si limita ad insegnarci con pazienza e rispetto questa arte, ma stimola la nostra creatività sempre con nuove sfide.
All’inizio dell’estate ha proposto di seguirlo a Pitti Fragranze per farci conoscere i più grandi profumieri. Sotto questo innocente invito si celava però già un disegno…realizzare un Ikebana su un profumo a nostra scelta, esperienza molto positiva già fatta nella primavera a Campomarzio70 a Roma.
Abbiamo conosciuto Perris, Antonio Alessandria, Homo Elegans, Profumi del Forte, ma quello che ha stregato tutti indistintamente è stato Meo Fusciuni. Uomo particolare, un alchimista con un’aurea mistica quasi un’asceta.
Ha iniziato a farci sentire , annusare i suoi lavori, tutti unici, ma in particolare sono stata stregata da “Nota di viaggio 3”. Inizialmente l’odore è leggero, delicato, percettibile appena. Sa di buono. Piano, piano le molecole entrano e si espandono nelle cavità nasali, ti senti riempire dentro e avvolgere fuori come in un abbraccio. Lo annusi, lo annusi di nuovo e non smetteresti più, ne sei inevitabilmente dipendente.
Per questo Ikebana userò come “vaso” una scatola di ferro ispirandomi a quelle in esposizione nel suo stand. Rami di fico, note di testa, phalaenopsis bianca e sisal, fibra estratta dalle fogle dell’agave a richiamo dell’incenso, nota di base.

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(foto di Silvia Barucci)

Notturno

Nel tempo della notte, nel tempo della poesia e della ricerca intima nasce Notturno. Racchiuso in cinque momenti poetici autobiografici, la piramide olfattiva di Notturno vive in un accordo di inchiostro e rhum, frutti lasciati maturare a lungo, come memorie. Il legno, del bosco, presente, bagnato; nel cammino a piedi nudi del poeta, alla ricerca, al continuo tendere. Tema fondante di questo lavoro è la poesia: Rilke, Holderlin, Celan, Neruda e De la Cruz. La piramide poetica/olfattiva di Notturno è un’opera buia, che lacera, che protegge e di sensuale odore ti avvolge. Il Rhum, nota di testa, è memoria olfattiva delle notti insonni; balzo alcolico iniziale che abbraccia la nota gourmand. Il liquido ambrato, compagno di notte, unico, fedele. Sul cuore si posa l’Inchiostro, la poesia, nota olfattiva dello scrittore, dell’animo umano; accanto a lui l’odore del Cuoio, la materia che da sempre avvolge il vecchio diario. A terra, nella base di Notturno, dove il poeta ha camminato, i legni, la Betulla e il Cedro, le resine dimenticate e amate, l’Incenso, l’Ambra, il Muschio. La metamorfosi odorosa di Notturno, svela nottetempo la sua poetica essenza.
 
“Ho aspettato che tutto passasse,
che la moltitudine diventasse unicità.
Architettura olfattiva del cuore”.

Luca Ramacciotti

“Tema fondante di questo lavoro è la poesia: Rilke, Holderlin, Celan, Neruda e De la Cruz.” Questa era la frase che mi rimbalzava in animo mentre fin dal primo istante questo profumo mi trascinava via. Pareva il riassunto della mia vita, la passione per la poesia, le notti insonni della mia giovinezza passate a terminare romanzi, le passeggiate nei boschi delle Alpi Apuane che svettano sulla mia terra natia, i bicchieri di Flor de Caña bevuti a Managua dopo una giornata di lavoro in teatro. E poi l’incenso che da sempre mi accompagna sia nelle chiese che in viaggi come quello in Oman. Un sentore secco, davvero oscuro, ma avvolgente, riflessivo con una punta di luce finale.
Riprendendo un’attività spesso dimenticata (lo scrivere a mano) sono andato a trascrivere parti di poesie degli autori, nominati nella descrizione del profumo, su un foglio che poi ho bagnato con del tè per dargli una patina di vecchio ricorrendo ad una tecnica teatrale insegnatami da Luigina Monferini. Per me era importante che le parole, l’inchiostro fossero presenti in questo ikebana come estensioni del vaso (scelto per il suo color cuoio), come un’altra tipologia di foglie da abbinare alla Cordilina black, una foglia notturna su cui si stagliano delle dalie ambrate, luminose come il preludio del termine di una notte tanto oscura quanto affascinante.

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(Vaso di Jeff Shapiro – Smaltato da Sebastiano Allegrini)

Odor  93
 
Nel viaggio onirico ho racchiuso l’essenza di questo secondo capitolo della mistica.
Nell’immaginario del non trovarsi, del perdersi e soltanto lontano da quel luogo decifrare il significato.
Come al centro di un sogno il corpo fiorito di Narciso e Tuberosa raccontano passo dopo passo il cammino nella foresta di betulle, dove vive l’animale e si celebra il rito della favola, luogo mentale e spirituale del profumo.
Vi sono luoghi del mondo lontanissimi, legati fra loro da un filo sottile, immaginario, ho provato a dare un odore a questo legame invisibile, ho trovato un cuore fiorito nella foresta, ho ascoltato l’animale parlare, ho visto la fine del giorno, ho scoperto segni odorosi del passato, ho ritrovato nella mia terra il significato. Ho raggiunto Thelema. Nel segreto delle parole si nasconde la magia della natura. Il numero 93 rappresenta la chiave mistica di questo viaggio.

L’odore è un’anima che disegna la nostra ombra. 

Nicoletta Barbieri

Ispirata dalle parole di Meo Fusciumi ho immaginato un viaggio, un sogno : trovarmi in un bosco fatato con qualche segreto in esso racchiuso, una luce rassicurante intravista ad indicare la strada e  dare serenità all’anima.

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(Vaso di Alessia Nannicini)

… e il viaggio continua….

Concentus Study Group

 

 

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