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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: dicembre 2016

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(Ikebana e Vaso di Luca Ramacciotti)

Nella vita si hanno delle idee, spesso, che poi si vanno a rapportare con la realtà dei fatti. In mente avevo un ben preciso ikebana con un determinato vaso. Credo di averlo smontato cinque o sei volte.  Certo che mi sia venuta la febbre e l’influenza non ha aiutato il processo creativo, ma dato il mio carattere nemmeno mi sono arreso. Volevo fare un ikebana per augurare a tutti un felice 2017. Ho guardato tutti i vasi, non volevo fare qualcosa in ciotola, ma una Nageire. E poi all’improvviso ho visualizzato l’ikebana dentro questo vaso. Ho iniziato l’anno con questo vaso da me realizzato (e fattomi sapientemente smaltare dal maestro Sebastiano Allegrini) che mi ha portato tanta fortuna e lo termino con esso. Mi pare un buon auspicio per chiudere il cerchio di un bel 2016.

E poi con gli “avanzi” di materiale il maestro Lucio Farinelli ha fatto un altro ikebana e pure io (si vede la febbre ispira). In Giappone quando un oggetto di ceramica si rompe si ricorre al kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione, usando il metallo per saldare assieme i frammenti. Ovviamente oltre al valore acquisito dall’oggetto e alla seconda sua “vita” si ha anche l’idea che un oggetto “riparato” non sia brutto e da gettare. Lo scorso anno un mio vaso in raku si era crepato durante l’uso e la mia allieva Silvia Barucci lo ha consegnato nelle sapienti mani di Andrea Terinazzi che fra le altre cose realizza degli incredibili Tempai e lo ha reso più bello di come fosse in origine. Oggi ho voluto utilizzarlo (forse perché anche io ero rotto)  ricorrendo anche ai mizuhiki ovvero dei sottilissimi fili di carta di riso intrecciati con forza e colorati. Si utilizzano spesso in ikebana, ma a volte sembrano dei fiocchetti messi lì per caso se non ben inseriti. Ne ho scelti di dorati per “collegare” il vaso ai fiori e

Buon Anno a tutti

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(Ikebana e Vaso di Luca Ramacciotti)

Concentus Study Group

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Il Natale è ormai alle porte e spesso si ha la corsa all’ultimo momento del dono. Nel mio caso devo dire non è stato così perché ci penso per tempo e lo stesso han fatto le mie allieve di Livorno donandomi questo vaso realizzato da Alessia Nannicini pensato appositamente per me. Ed è stato bello fare ikebana con loro. Ringrazio Silvia, Nicoletta e Ilaria che mi han permesso pure di “saccheggiare” il loro mtaeriale vegetale.

Se siete indecisi su cosa regalare vi consiglio due libri molto differenti tra di loro e ugualmente interessanti.

Il primo mi è stato regalato da Patrizia Ferrari e si intitola: “Verde Brillante” di Stefano Mancuso e Alessandra Viola. Analizza il mondo vegetale facendoci riflettere anche su cose che diamo per scontato a partire dal fatto che, senza gli alberi, si morirebbe per mancanza di ossigeno. Per cui gli alberi sono importantissimi per noi cosa che tendiamo a dimenticare. Come non pensiamo mai al fatto che si da del “vegetale” alle persone in stato comatoso grave quando invece le piante son tutto fuorché… decelebrate. Al di là dell’illustrazione della loro lenta, ma costante evoluzione nel corso dei secoli, al sapersi adattare alle condizioni climatiche, alle tecniche di difesa verso insetti od altri pericoli viene anche spiegato come gli esseri vegetali non solo siano vivi, ma dotati di sensi quali vista, gusto, udito, tatto ed olfatto (e altri quindici che mancano a noi animali). Che siano per certi versi più “geniali” di noi in quanto si sono evoluti con una loro composizione particolare in cui tutte le informazioni importanti e gli “organi” sono dislocati su tutta la loro superficie. Senza considerare che se a noi tagliano un arto non ricresce come a loro. Un libro davvero molto interessante che sconsiglio vivamente ai vegetariani perché dopo questa lettura vedrebbero il loro cibo in un’altra ottica anche perché lo scoprirebbero… carnivoro.

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Il secondo libro in questione è un romanzo di Cristina Caboni: “Il giardino dei fiori segreti”. Credo che ad affascinarmi in lei ci sia il totale rispetto che ha verso la natura e, in questo caso, che il tutto si svolga a Volterra e che la famiglia protagonista si chiami Donati come quella mia materna. Qui il mondo vegetale è al centro di un intrigo sentimentale familiare, ma viene messo in risalto come esso muti il nostro comportamento, il nostro “sentire” e nello stesso tempo esso stesso subisca i nostri stati di animo. E’ innegabile che quando passeggiamo in un giardino i nostri sentimenti subito vadano a distendesi e rilassarsi.
Vi è una parte “favolistica” ovviamente, ma in fin dei conti la natura è davvero capace di grandi magie, come spiegato anche nel libro descritto in precedenza.

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 Concentus Study Group

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Tra meno di due settimane il 2016 si concluderà. E’ stato davvero un bell’anno per l’ikebana Sogetsu rappresentata da noi del Concentus Study Group. Vorrei ringraziare coloro che ci hanno chiamato per mostre e dimostrazioni, gli amici delle scuole di ikebana, i colleghi di altre discipline orientali, le nostre preziosissime allieve e tutti voi che ci seguite. Come sempre abbiamo cercato di dare il meglio di noi e di proporre nuove strade all’insegna dell’armonia e del divertimento perché se non facciamo con piacere queste cose allora… meglio darsi all’ippica. Non è facile riassumere un anno così ricco di avvenimenti… ma ci provo con le foto dei momenti più salienti. Grazie a tutti voi, buona fine e miglior principio.

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Che dire di questa foto. Ancora mi pare un sogno impossibile. (Il regista Luca Ramacciotti vince il Golden Moon Prize dell’Ikebana)

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E non si era ancora spenta la gioia e la sorpresa di aver vinto il concorso internazionale della Sogetsu ed ecco nascere lo Study Group di Roma e Centro Italia: Concentus.

 

© fotografico Lorenzo Palombini

L’incredibile successo della mostra “Essenza” a Campomarzio70 dove per la prima volta al mondo dei profumi hanno ispirato degli ikebana.

Foto di Rudy Pessina

La mostra “Pisa in Fiore” e una nuova intervista “Conosciamo meglio Luca Ramacciotti, maestro di Ikebana

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La fotografia di Lorenzo Palombini fonte di ispirazione per la creazione di ikebana del gruppo di studio romano

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E come dimenticare l’incontro, la dimostrazione e il workshop con la Iemoto Akane Teshigahara? E soprattutto il suo saluto: “Luca Ramacciotti, il vincitore del concorso Sogetsu.” – ed io emozionato e imbambolato….

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Il fotografo Rinaldo Serra ci fa l’onore di darci una sua foto a cui ispirarci per i nostri ikebana toscani.

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L’indimenticabile esperienza di aver incontrato a Roma il principe e la principessa Akishino in qualità di Presidente del Chapter Roma di Ikebana International e di rappresentante della scuola Sogetsu con la carica di chairperson del Concentus Study Group.

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Sulla rivista Sō, che la Sogetsu invia ai Maestri di tutto il mondo, l’annuncio della mia vittoria al Concorso Sogetsu e dell’istituzione del nuovo Concentus Study Group quale rappresentanza ufficiale della Sogetsu in Italia.

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La mostra ideata da Lucio Farinelli (suo l’ikebana in foto) presso lo stilista Massimo Alba dove gli ikebana e gli abiti divengono un’unica opera d’arte.

 

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Aver esposto ikebana all’Ara Pacis in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica di Domon Ken.

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Lavorare en plain air con alcune allieve grazie a Chiara Giani che ci ha ospitato a Nebbiù.

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Ritrovarsi dopo tanto tempo con il grande scultore Kan Yasuda per parlare di scultura, zen ed ikebana (qui con l’Ambasciatore del Giappone Kazuyoshi Umemoto, il professor Franco Mosca).

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Il connubio da sempre a noi caro con gli amici bonsaisi, ospiti a La Forma  & l’Essenza.

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Ancora Profumi ed Ikebana, con le allieve a Pitti Fragranze.

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Il workshop con l’insegnante Valeria Raso Matsumoto per celebrare i 90 anni della scuola Sogetsu.

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L’importanza di parlare con il professor Giangiorgio Pasqualotto dell’estetica dell’ikebana.

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Il piacere di imparare e di continuare a collaborare con il maestro di ceramica Sebastiano Allegrini.

E infine l’onore e onere non solo di essere chiamati al MAXXI per parlare della scuola Sogetsu e fare una dimostrazione, ma anche di aver potuto realizzare uno Zenei-Bana nella bellissima scultura/fontana di Francesco Venezia. Per la prima volta una scultura Sogetsu nel tempio dell’arte moderna italiana.

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Grazie a tutti voi dal sottoscritto e da Lucio Farinelli.

Concentus Study Group

 

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Apro questo mio post riproponendo un mio ikebana non perché sono a corto di idee ( come potrebbe far sembrare un’azione del genere), ma per parlare di un tema (Abstract Composition using paper and other materials) che era programma di studio del IV livello nel testo precedente a quello attuale sul quale studiai io.
Vi erano altre lezioni (Abstract Composition using a box, tin can or other common, everyday items e Arrangement combining fresh and unconventional materials) che, assieme a questa, nel nuovo corso di studio sono state “riassunte” nella lezione, sempre del IV livello, Using both Fresh and Unconventional Materials.
Al V livello, in attesa di partire col nuovo programma di studio che per regolamento della scuola si potrà effettuare dalla fine di gennaio prossimo (anche se si riprendono alcuni temi del passato o se ne approfondiscono altri, ce ne sono anche di nuovi) tra le varie lezioni ho deciso, alle mie allieve toscane, di proporre anche l’analisi di questo tema.
Nell’ottica di uno studio effettivo (e non solo per fare una bella composizione a lezione) abbiamo guardato come gli ikebana possano cambiare se al materiale principale (dei bellissimi rami con licheni che ci ha portato Silvia Barucci) e alla carta lavorata si abbinavano anche i fiori che ovviamente avessere un carattere “forte” da non essere deboli visivamente rispetto al resto del materiale.
Ovviamente la carta doveva essere ben integrata nel lavoro per non sembrare una decorazione, un corpo estraneo perché stavamo sempre facendo ikebana e non una cosa messa lì al solo scopo di farlo… strano.

Ecco i risultati.

Ikebana di Nicoletta Barbieri (vaso di Alessia Nannicini)

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Ikebana di Silvia Barucci

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Ikebana di Rosaria Malito Lenti

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Ikebana di Ilaria Mibelli

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11122016-img_5880(Ikebana di Rumiana Uzunova – Suiban di Sebastiano Allegrini)

Inizio questo post augurale con un Khion realizzato da un’allieva del I livello per plaudire la sua passione e l’impegno e l’aver accettato la mia idea di provare a fare un ikebana legato al periodo di festività a cui ci stiamo avvicinando come facciamo ogni anno.
Credo sia importante seguire un allievo non solo durante il corso, ma anche tra una lezione e l’altra o stimolarli a fare qualcosa di particolare. Purtroppo non tutti possono sempre rispondere all’appello per vari motivi, ma chi riesce ha la mia eterna riconoscenza e mi ricorda me quando tutte le settimane (la mia prima insegnante mi faceva lezione solo il martedì sera) da Viareggio  prendevo il treno per Roma per imparare quest’arte e prima di ripartire a casa provavo a rifare l’ikebana studiato a lezione.
Quindi vi rinnovo gli auguri del Concentus Study Group attraverso l’ikebana del Maestro Lucio Farinelli e delle allieve che han potuto fare l’ikebana natalizio a rappresentanza di tutti gli allievi.

Da tutti noi a tutti voi
From all of us to you all

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(Ikebana di Lucio Farinelli – Vaso di Maria A. Listur – Smaltato da Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

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(Zenei-Bana di Nicoletta Barbieri)

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(Ikebana di Silvia Barucci)

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(Ikebana di Patrizia Ferrari – Vaso di Rosi Tschenett Ferrari)

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(Ikebana di Rosa Malito Lenti)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli)

 Concentus Study Group

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946485_764195063627443_5956133266122873178_n(© fotografico di Mario Boccia – Japan Foundation Roma)

Come già scritto in altri articoli ogni scuola ha un proprio iter di apprendimento che prevede degli stili, degli anni di studio e dei diplomi di livello. La scuola Sogetsu ha un percorso di quattro livelli più un quinto per diventare maestro. Non sto qui a parlare di ciò che per me significa diventare davvero maestro e la responsabilità che ciò comporta perché non dobbiamo fare ikebana come ci piace a noi, ma seguire pedessiquamente le linee direttive della scuola dato che noi operiamo in loro nome. E ciò vuol dire farlo nei migliori dei modi possibili. Per questo noi (non è plurale maiestatis, ma intendo io e Lucio Farinelli) abbiamo sempre cercato di avere sale ottime dove fare il corso, puntato sulla fotografia degli ikebana (tema talmente importante per la scuola che non solo lo uniamo alle lezioni di ikebana, ma chiediamo alle allieve di progredire anche in questoo settore) e sulla diffusione online andando, per primi in Italia (come rappresentanti Sogetsu), a divulgare l’ikebana sui social ed utilizzando gli hastag (poi diffusisi, i medesimi nostri, tra gli altri ikebanisti). Volevo qui affrontare il tema del V anno.

I quattro livelli sono divisi in due bienni

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mentre del V livello non si aveva libri di testo anche se vi erano indicazioni chiare su come svolgerlo. Dopo 4 anni (e si spera nozioni e tecniche acquisite) si andava nuovamente a ripassare tutto il programam di studio. Questo permetteva di comprendere non solo meglio il percorso seguito ma la genialità del fondatore della scuola, Sofu Teshigahara, nell’idearlo e realizzarlo. Dal prossimo gennaio la scuola Sogetsu editerà anche un libro del V livello (ai maestri iscritti alal STA sono già stati rivelati i temi contenuti) per far sì che non ci siano fraintendimenti sul modo di procedere lungo un anno così cruciale che non ha nemmeno un numero di lezioni prestabilite se non quelle “minime”.

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(thanks to Sensei Mika Otani for the photo)

Per chi è già in “corsa” verrà realizzato anche un dvd di aggiornamento e/o corsi e nel frattempo noi del Concentus proseguiamo come sempre fatto ovvero partendo da uno stile base o da un tema e poi lo andiamo a trasformare, a concatenare ad un altro in modo da creare i nessi logici che un maestro dovrebbe sempre avere e far sì che certi temi si sappiano bene.

Ad esempio una Variazione No.4 del II livello di studio (in questo caso lo stile Hanging)

14976841_1252049701504850_47024723794588500_o(Ikebana di Ilaria Mibelli- tsubo di Sebastiano Allegrini – © fotografico di Silvia Barucci)

può essere il punto di partenza, l’ispirazione per il tema Massa e Linea (III livello di studio) andando a riutilizzare lo stesso vaso e i medesimi materiali dandogli un proseguimento ideale.

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(Ikebana di Ilaria Mibelli- tsubo di Sebastiano Allegrini – © fotografico di Silvia Barucci)

In questa maniera l’allievo fa uno sforzo maggiore (una sola lezione comporta due ikebana), ma riesce maggiormente a ricollegare i vari temi e i khion di base.

Sabato scorso al corso di Livorno (presente anche il Maestro Lucio Farinelli) abbiamo sviscerato due temi di cui uno a me stava particolarmente a cuore poichè volevo evitare che non si avesse le idee chiare dopo che avevo visto fare confusione su di esso in un workshop.

Ecco alcuni degli ikebana fatti sabato scorso.

silvia1(Ikebana di Silvia Barucci – Composition of Straight Lines – vaso di Sebastiano Allegrini)

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(Ikebana di Silvia Barucci – Composition of Straight and Curved Lines – vaso di Sebastiano Allegrini)

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(Ikebana di Nicoletta Barbieri – Composition of Straight Lines – vaso di Alessia Nannicini)

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(Ikebana di Nicoletta Barbieri – Composition of Straight and Curved Lines – vaso di Alessia Nannicini)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli – Composition of Surfaces by Using Leaves)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli – With Leaves Only)

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(Ikebana di Rosaria Malito Lenti – Composition of Surfaces by Using Leaves)

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(Ikebana di Rosaria Malito Lenti – With Leaves Only)

Ringrazio Silvia Barucci per le foto.

Concentus Study Group

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_mg_9757Durante l’ultima edizione di Pitti Fragranze come ricorderete con alcune allieve siamo andati per continuare lo studio di un affascinante abbinamento che si era cominciato grazie agli splendidi amici di Campomarzio70 che ci avevano ospitati per la mostra Essenza.Abbiamo incontrato varie personalità con cui sono entrato in contatto in questo ultimo anno ed una di esse devo dire che ci ha dedicato tantissimo tempo per parlarci del suo mondo, delle sue visioni, per farsi assaggiare le sue creazioni parlandone con quel tenero orgoglio che un padre riserva al proprio figlio: Meo Fusciuni.Mesi fa avevo avuto la possibilità di trasformare già le sensazioni di un suo profumo in ikebana e questa volta il tutto è stato allargato ai presenti ognuno dei quali ha scelto quel lavoro di Meo con cui maggiormente entrava in sintonia.Ringrazio Meo Fusciuni per il tempo che ci ha dedicato, per come ha saputo condurci nel suo mondo incantato e tutti coloro che hanno aderito a questo progetto e lascio la parola a loro e ai profumi.

1# nota di viaggio (rites de passage)

Il nostro primo profumo nasce ad Istanbul, nella porta d’Oriente, nella nota di pepe nero, la magia dei bazar, la nostalgia del ritorno, la gioia di luoghi sacri.
La prima opera di Meo Fusciuni ci accompagna in un viaggio delicato e vibrante. Ogni porta, ogni momento è segnato nella profumazione, trova nella metamorfosi il suo cammino, dalla Nota di Testa di Pepe nero, Pompelmo e bergamotto, alla nota di Cuore di Ylang-Ylang e Geranio; la profonda Nota di Base e intima preghiera del Sandalo e dell’Incenso.
Lo zampillo che spande… mille tremule foglie… tanti zampilli lasciano cadere memorie nella terra d’Oriente, nella porta che dona passaggi, nella porta dove lo sguardo è anche amaro, speziato.
Radica nella terra lavorata, scavata, massacrata dall’uomo, il Vetiver, dalla quale zampilla enorme e rosso e carnoso il legno del Sandalo, porta in grembo le resine divine, il sacro incenso e la dolcezza del Benzoino, la potenza del Patchouli.

Anne Justo

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(vaso di Luca Ramacciotti)

Silvia Barucci

Ho spruzzato il profumo, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato. La storia che mi trasmette 1# nota di viaggio è quella di un caldo pomeriggio nelle strette e anguste strade di una medina. Tutto in questo profumo è armonia, un sogno dai colori caldi e rotondi con la promessa di un’esperienza unica.
In questa realizzazione sono riuscita ad unire tante cose del mio percorso sulla via dei fiori: gli anni di studio con il mio Maestro Luca Ramacciotti, le lezioni di Ilse Beunen del suo canale “Online Ikebana” e l’emozione che mi ha trasmesso il profumo di Meo Fusciuni.

2_04-12_16w(vaso di Silvia Barucci)

2# nota di viaggio (shukran…)

Nel secondo viaggio si scoprono i profumi del Marocco.
L’incanto è l’incontro, lo spazio di Luce che percorre il tempo dell’arrivo dal lungo viaggio, dalla Turchia al Marocco.
“Ebrezza, leggero navigo, tra i colori e i profumi, tra il mare e la sabbia.
Cosa ricordare del Marocco? Cosa portare via con me?”
Nato dall’incontro della Menta con il Tabacco, Shukran… celebra la leggerezza di un popolo, di un luogo magico; qui si incontrano gioia e attesa, nasce la cura del tempo, il tempo per un tè alla menta.
Shukran è una dedica ad un popolo, un luogo speciale per il mio passato, in questo paese ho fatto la maggior parte delle mie ricerche di etnobotanica, ho voluto raccontare il lato più gioioso della mia esperinza in Marocco, i momenti di quiete che passavo bevendo tè alla menta marocchino e scrivendo i miei diari di viaggio. Il tè alla menta è anche il mezzo attraverso il quale gli uomini si incontrano, decidono di sostare e raccontarsi, magari anche solo attraverso gli sguardi, è un profumo molto importante per me, anche se nella composizione può sembrare semplice racchiude un mondo di emozioni.

Lucio Farinelli

Il profumo #2 nota di viaggio è delicato e affascinante, mi ha subito attratto il sentore della menta che quindi ho deciso fosse presente nell’ikebana. Il profumo mi ha fatto pensare al colore verde; la foglia secca che quasi fa parte del contenitore a forma di tetraedro che sembra a sua volta composto con foglie secche rappresenta il tabacco.
Ho voluto fare una composizione che visualizzil’impressione che ho ricevuto da Meo: una persona che fa attenzione alle piccole cose, piccole cose che però fanno la differenza. Pertanto il mio ikebana è piccolo, delicato, come una goccia di questo profumo di classe.

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3#nota di viaggio (ciavuru d’amuri)

 

Il terzo viaggio di Meo Fusciuni si compone di memorie olfattive, dei miei amori, dei miei profumi.
La Terza nota di viaggio nasce in Sicilia a sud del mondo, dove la nota di fico, celebra l’avvento della luce, l’arrivo del caldo pomeriggio, l’attesa della notte.

Apre il cuore del bianco fiore narcotico del Gelsomino. Santuario della felicità, nella luce che splende e porta al mare;  l’attesa nel bianco abito della cerimonia, della Santa Festa dell’amore, nel Santo aroma dell’incenso.
La mescolanza ancora una volta porta l’alchimia al compimento, un incontro segnato dal desiderio, dal segreto svelato di un sogno… profumare la vita della propria intimità.
Le note dapprima intime, divengono tricotomia del dialogo, del triplice corpo di un profumo…base, cuore e testa.”

 

Alla fine ho ritrovato la mia terra…”. 

Ilaria Mibelli

Luca Ramacciotti, Il mio maestro di Ikebana, non si limita ad insegnarci con pazienza e rispetto questa arte, ma stimola la nostra creatività sempre con nuove sfide.
All’inizio dell’estate ha proposto di seguirlo a Pitti Fragranze per farci conoscere i più grandi profumieri. Sotto questo innocente invito si celava però già un disegno…realizzare un Ikebana su un profumo a nostra scelta, esperienza molto positiva già fatta nella primavera a Campomarzio70 a Roma.
Abbiamo conosciuto Perris, Antonio Alessandria, Homo Elegans, Profumi del Forte, ma quello che ha stregato tutti indistintamente è stato Meo Fusciuni. Uomo particolare, un alchimista con un’aurea mistica quasi un’asceta.
Ha iniziato a farci sentire , annusare i suoi lavori, tutti unici, ma in particolare sono stata stregata da “Nota di viaggio 3”. Inizialmente l’odore è leggero, delicato, percettibile appena. Sa di buono. Piano, piano le molecole entrano e si espandono nelle cavità nasali, ti senti riempire dentro e avvolgere fuori come in un abbraccio. Lo annusi, lo annusi di nuovo e non smetteresti più, ne sei inevitabilmente dipendente.
Per questo Ikebana userò come “vaso” una scatola di ferro ispirandomi a quelle in esposizione nel suo stand. Rami di fico, note di testa, phalaenopsis bianca e sisal, fibra estratta dalle fogle dell’agave a richiamo dell’incenso, nota di base.

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(foto di Silvia Barucci)

Notturno

Nel tempo della notte, nel tempo della poesia e della ricerca intima nasce Notturno. Racchiuso in cinque momenti poetici autobiografici, la piramide olfattiva di Notturno vive in un accordo di inchiostro e rhum, frutti lasciati maturare a lungo, come memorie. Il legno, del bosco, presente, bagnato; nel cammino a piedi nudi del poeta, alla ricerca, al continuo tendere. Tema fondante di questo lavoro è la poesia: Rilke, Holderlin, Celan, Neruda e De la Cruz. La piramide poetica/olfattiva di Notturno è un’opera buia, che lacera, che protegge e di sensuale odore ti avvolge. Il Rhum, nota di testa, è memoria olfattiva delle notti insonni; balzo alcolico iniziale che abbraccia la nota gourmand. Il liquido ambrato, compagno di notte, unico, fedele. Sul cuore si posa l’Inchiostro, la poesia, nota olfattiva dello scrittore, dell’animo umano; accanto a lui l’odore del Cuoio, la materia che da sempre avvolge il vecchio diario. A terra, nella base di Notturno, dove il poeta ha camminato, i legni, la Betulla e il Cedro, le resine dimenticate e amate, l’Incenso, l’Ambra, il Muschio. La metamorfosi odorosa di Notturno, svela nottetempo la sua poetica essenza.
 
“Ho aspettato che tutto passasse,
che la moltitudine diventasse unicità.
Architettura olfattiva del cuore”.

Luca Ramacciotti

“Tema fondante di questo lavoro è la poesia: Rilke, Holderlin, Celan, Neruda e De la Cruz.” Questa era la frase che mi rimbalzava in animo mentre fin dal primo istante questo profumo mi trascinava via. Pareva il riassunto della mia vita, la passione per la poesia, le notti insonni della mia giovinezza passate a terminare romanzi, le passeggiate nei boschi delle Alpi Apuane che svettano sulla mia terra natia, i bicchieri di Flor de Caña bevuti a Managua dopo una giornata di lavoro in teatro. E poi l’incenso che da sempre mi accompagna sia nelle chiese che in viaggi come quello in Oman. Un sentore secco, davvero oscuro, ma avvolgente, riflessivo con una punta di luce finale.
Riprendendo un’attività spesso dimenticata (lo scrivere a mano) sono andato a trascrivere parti di poesie degli autori, nominati nella descrizione del profumo, su un foglio che poi ho bagnato con del tè per dargli una patina di vecchio ricorrendo ad una tecnica teatrale insegnatami da Luigina Monferini. Per me era importante che le parole, l’inchiostro fossero presenti in questo ikebana come estensioni del vaso (scelto per il suo color cuoio), come un’altra tipologia di foglie da abbinare alla Cordilina black, una foglia notturna su cui si stagliano delle dalie ambrate, luminose come il preludio del termine di una notte tanto oscura quanto affascinante.

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(Vaso di Jeff Shapiro – Smaltato da Sebastiano Allegrini)

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Nel viaggio onirico ho racchiuso l’essenza di questo secondo capitolo della mistica.
Nell’immaginario del non trovarsi, del perdersi e soltanto lontano da quel luogo decifrare il significato.
Come al centro di un sogno il corpo fiorito di Narciso e Tuberosa raccontano passo dopo passo il cammino nella foresta di betulle, dove vive l’animale e si celebra il rito della favola, luogo mentale e spirituale del profumo.
Vi sono luoghi del mondo lontanissimi, legati fra loro da un filo sottile, immaginario, ho provato a dare un odore a questo legame invisibile, ho trovato un cuore fiorito nella foresta, ho ascoltato l’animale parlare, ho visto la fine del giorno, ho scoperto segni odorosi del passato, ho ritrovato nella mia terra il significato. Ho raggiunto Thelema. Nel segreto delle parole si nasconde la magia della natura. Il numero 93 rappresenta la chiave mistica di questo viaggio.

L’odore è un’anima che disegna la nostra ombra. 

Nicoletta Barbieri

Ispirata dalle parole di Meo Fusciumi ho immaginato un viaggio, un sogno : trovarmi in un bosco fatato con qualche segreto in esso racchiuso, una luce rassicurante intravista ad indicare la strada e  dare serenità all’anima.

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(Vaso di Alessia Nannicini)

… e il viaggio continua….

Concentus Study Group

 

 

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