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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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_MG_7944-2Con questa bellissima citazione di Henry de Montherlant torno a parlare di ikebana e profumi. Dopo la preziosa esperienza di Campomarzio70 (Essenza) mi erano rimasti in mente due profumi assaggiati durante la scorsa edizione di Pitti Fragranze.

Il primo era di Antonio Alessandria e il secondo di Meo Fusciuni. Mi ronzavano in testa, e gentilmente Alessandria e Fusciuni mi hanno dato la possibilità di ristudiare i loro lavori. Ad essi si sono inaspettatamente uniti quelli di Filippo Sorcinelli e di Oliver Valverde Risquez.

4 profumi completamente diversissimi tra di loro, ma tutti estremamente intriganti.

Fleurs et Flammes lo stesso Alessandria lo descrive così:

“Ogni anno, a metà luglio, nel quartiere dove sono nato viene organizzata una festa storica.
Una voce popolare in città dice che quello sia il periodo più caldo dell’anno.

Da bambino, al mattino presto nel giorno di festa, andavo con mio padre al mercato sotto casa a comprare un mazzo di fiori. I gambi venivano recisi e i fiori venivano tenuti in una piccola camera fino al tardo pomeriggio quando, al passaggio del corteo festivo, i fiori venivano lasciati cadere dai balconi.

Molti ospiti venivano per assistere alla festa ed erano accolti con un rinfrescante bicchiere di latte di mandorle.  A notte fonda si aspettavano i fuochi d’artificio.

Finita la festa, a letto, nei sogni di bambino, i fiori si trasformavano in fiamme e l’odore pungente dei fuochi d’artificio si sublimava nel profumo dei fiori custoditi all’ombra mentre fuori ardeva il sole.”

Ho quindi cercato di ricreare queste sensazioni visive ed olfattive. Sono partito dai sentori del profumo (Bergamotto, Limone, Frutta, Galbano, Note Verdi e Minerali, Garofano, Rosa, Giglio, Fiori Bianchi, Latte di Mandorla, Legni Biondi, Note Muschiate), ma anche dalla suggestione visiva creata dalla descrizione e dall’immagine pubblicitaria dove tra i fiori c’erano i Leucosperma. Questo non è un fiore che ami molto in quanto, come tutti i fiori tropicali, ha un gambo duro, molto vistoso che è di difficile utilizzazione con l’ikebana. Intanto pensavo all’idea dei fuochi di artificio, ai fiori percepiti in questo profumo, alle note verdi, al giallo degli agrumi. Immediata l’associazione tra il solidago e il leucosperma, ma come unire il tutto? La mattina al mercato dei fiori ho trovato (presso Quattroemme di Massimo d’Ortenzi) la soluzione: le foglie di Anthurium Renaissance. Se all’inizio avevo pensato ad un moribana poi l’idea si è concretizzata su un nageire e come vaso ho utilizzato quello del maestro Sebastiano Allegrini che meglio mi dava l’idea di materico, del “terroso” da cui si elevavano i fiori ed i fuochi di artificio andando a sviluppare il tutto in altezza come dei fuochi veri e propri.

_MG_7721a(Ikebana di Luca Ramacciotti – vaso di Sebastiano Allegrini – ispirato al profumo Fleures et Flammes di Antonio Alessandria)

Per Meo Fusciuni ero diviso tra Narcotico e Odor 93. Alla fine ha prevalso il primo perché mi dava un’idea di “passato che non ritorna”, una malinconia dolce. Meo Fusciuni lo descrive così:

Come ogni indelebile segno ricordo bene ogni passo.
Il viaggio è iniziato nella città di Palermo, sugli scalini di una chiesa, in un settembre passato. Sapevo che stavo cercando qualcosa che mi facesse iniziare a scrivere e a sentire. L’odore incessante di quella soglia che non ho mai varcato è ancora nella mia memoria olfattiva. Palermo come inizio, un viaggio in diversi luoghi alla ricerca di un significato a tutto il cammino. Il mio destino ha segnato un percorso olfattivo su cui l’anima ha il dovere di camminare, l’opera massima è diventata il viaggio, la ricerca. Narcotico racconta un inizio, un nuovo  ciclo  che avviene. Un  profumo  che  diventa  rito,  primo  capitolo  di  un  nuovo  percorso  di  ricerca,
poetico-olfattivo, il “Ciclo della Mistica”.
Un viaggio fisico e mentale in luoghi sacri e trasfigurati dell’Odore, dell’animo umano.
L’iconografia olfattiva è ricercata nell’odore profondo, che riconduce come ogni memoria ad una via, già percorsa dall’uomo, già vissuta dalla nostra anima. Profumi, odori, stati mistici intrecciati che vestono il corpo. Incenso, Oud, Benzoino, Patchouli, Fava Tonka…
L’incontro con l’immagine sacra, come ogni preghiera è culla di un nostro bisogno. Immagine dopo immagine, il volto si ferma, il capo si china sulla resina odorosa.
Il ricordo rimane. Narcotico.
Mi immaginavo un muro coperto da muschio, ombreggiato dall’umidità e dei fiori che cercavano la luce del sole. Tra il luminoso e l’oscuro. Mi sono avvalso di tre piccoli contenitori realizzati dal maestro Sebastiano Allegrini e vi ho visto qualcosa di fiore luminoso (girasole), ma che segnasse il passaggio del tempo e il fatto che questo profumo non contiene fiori (quindi li ho utilizzati secchi). Il pitosforo stabilizzato mi ha aiutato a ricreare l’idea delle resine utilizzate in questo profumo. Il Dianthus verde invece ha chiuso il tutto con una nota di verde muschiosa come il passaggio del tempo che questo profumo evoca.
 _MG_7734a(Ikebana di Luca Ramacciotti – vaso Sebastiano Allegrini- ispirato al profumo Narcotico di Meo Fusciuni)

Come dicevo agli inizia a questi due profumi che mi giravano nel cuore dallo scorso settembre se ne sono uniti altri due. Il primo di un personaggio eclettico come Filippo Sorcinelli che così racconta il suo lavoro:

Chi vive in una cerimonia non può che immaginare il divino. Ma divino è Bellezza, è mistero, è gotico sale dal sapore dell’elevato.
L’Incenso degli incensi in un armonico contatto con qualcosa che sottrae il quotidiano senza eccezioni e che annulla ogni forma di carattere temporale.
LAVS, l’atelier con eccellenti fondamenti rituali di Palissandro, ragione di custodia dei sensi, con gli inni liturgici d’oro dell’Opoponax, con il misterioso modulare delle fibre nobili dell’Ambra, con la sinfonia mistica della Fava Tonka.
Un culmine estremo dell’impossibile che diventa ampiezza del determinato, totalità dell’esserci senza toccare, dell’unicum che non ci lascia mai vuoti.
Acume della tenerezza e aspra rivendicazione del tesoro trasfigurato nel colore delle volte pungenti dell’Elemi, nella connessione armonica e stagliante dei chiodi di Garofano, del Labdano sacrale e dello speranzoso Coriandolo.
E il suono olfattivo celebra gli eventi, trascinando i tessuti verso le vette più alte del pensiero, dove il materiale diventa contrappunto solenne delle volontà del Pepe Nero, compiendo la vera metamorfosi dello Spirito.
Il canto dei colori, la gemmatura della nuvola del Cardamomo senza stanchezza, il bere dalla fonte pulsante del sogno misterioso… L’attimo assoluto e la fame dell’uomo sono un unico corpo, velluto senza romanticherie ma gotica rappresentazione di un’urgenza interiore, volte aperte, nel sensuale consacrato di un Gelsomino che evoca sogni assoluti.
L’essere in cammino significa avere fame mentre tutti dormono, guardare mentre qualcuno chiude il cuore, toccare mentre non si è disponibili…
Il nuovo nell’antico, il moderno ma con sentimento medievale si staglia, nell’apertura di un nuovo linguaggio. La tradizione dei simboli si svecchia ricercando l’infinito in una fase parabolica, distaccata e ricca di ogni pregio luminoso e invasa di difetti con un eco primitivo di una preghiera silente.
La vetta celebrativa dell’olfatto nasce dal tempo puro che oltrepassa quello reale, dove sconfina l’Arte perché ricca di un mistico canto, mistero che nessuna parola può raggiungere. Perché il mistero è così profondo ed intimo da non toccare il linguaggio umano, è il non conoscibile senza ragione, è il profumo che avvolge l’incanto e che evoca l’Infinito. E’l’Incenso degli incensi.
Qui l’immagine per me è stata immediatamente netta. Bianco e Nero (questo fra l’altro colore molto amato dal Sorcinelli). Volevo qualcosa che ricordasse le volute dell’incenso e nello stesso tempo che rammentasse il biancore luminoso e carnoso del gelsomino. Date le condizioni climatiche di quest’anno il mio gelsomino non è ancora fiorito e in giro si trova solo del Rincospermo per cui ho avuto l’idea di ricorrere ad una Phalaenopsis e al mio vaso realizzato a lezione con il maestro Allegrini che pare percorso da volute di fumo. Come elemento che ricordi i fumi dell’incenso ho utilizzato dell’Asparagus Sprengeri che ho colorato di nero.
 _MG_7754a(Ikebana e vaso di Luca Ramacciotti ispirato al profumo Lavs di Filippo Sorcinelli)
Ultimo, ma non ultimo M.O.U.S.S.E di Oliver & Co. Ideato da Oliver Valverde Risquez ecco la descrizione:
Il suo nome deriva dalla mousse de chene (muschio di quercia), che fu il primo ingrediente da profumo scoperto da Oliver. Il suo profumo evocò in lui qualcosa di selvaggio e al contempo sofisticato. Una “Atmosfera” energico, stimolante e confortante che lo portò a comporre la sua prima formula. Cercando di racchiudere quell’atmosfera “in una bottiglia” , Oliver selezionò altre  essenze naturali come le aldeidi, chiodi di garofano, lime e lavanda. Tutto combinato per riflettere queste sensazioni. La molecola di iso e super amplifica questo mood, facendo di M.O.U.S.S.E una fragranza allegramente edonistica.
Ascoltando i vari sentori, da profano quale sono, (aldeidi, assoluta di lavanda, chiodi di garofano, iso e super, lime, muschi bianchi, muschio di quercia e sandalo di Mysore) la lavanda mi ha colpito immediatamente (un profumo che, assieme a gelsomino ed incenso, ha su di me da sempre un forte ascendente) per cui senza alcun dubbio sarebbe stata presente nel mio ikebana. Così i vari muschi, quel sentore di erba bagnata, di “foresta verde” che percepivo sarebbe stata ricreata con l’utilizzo dell’Asparagus Sprengeri che fa “massa”, ma con leggerezza (se lavorato ovviamente). La difficoltà si è presentata nella scelta del vaso. Mi serviva qualcosa che risuonasse con questi due materiali e con le sensazioni che il profumo mi evocava. Credo di averne provati (e scartati) almeno 5 diversi. Poi l’illuminazione e da lì tutto è volato via come la scia di un profumo.
 _MG_7938a
(Ikebana di Luca Ramacciotti – vaso Sebastiano Allegrini – ispirato al profumo M.O.U.S.S.E di Oliver & Co.)
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