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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ikebana (foto di Lorenzo Palombini)(© fotografico di Lorenzo Palombini)

Recupero questo mio “datato” ikebana per parlare di cosa sia l’ikebana perché mi accorgo che spesso sfugge l’essenza di questa arte. Ovviamente ne parlo limitatamente alla mia esperienza e alle caratteristiche della mia scuola.

Spesso le persone che si avvicinano al corso di ikebana si aspettano di fare le composizioni “storte”; mi spiego meglio, composizioni con un ramo contorto, una radice, un fiore oppure con rami piegati o semplicemente inclinati tutti in una direzione. Queste persone restano quindi deluse che devono partire dagli esercizi base per imparare. Come spesso dico a lezione Picasso non è nato cubista. C’è anche chi non prende lezione di ikebana e fa delle mere e semplici composizioni di fiori credendo di aver fatto un ikebana solo perché ha usato un fiore e l’ha messo in maniera carina.

L’ikebana non è una moda, è un percorso, uno studio. Non ci si improvvisa; se non si sanno le regole non si è fatto ikebana. E’ come se io volessi fare una calligrafia senza aver studiato prima come si tiene il pennello o come si poggia sulla carta o fare bei mobili di legno senza conoscere come si taglia il legno o una talea scambiarla per un bonsai (e potrei continuare con mille esempi similari).

Ci sarebbe da fare un poco un bagno di umiltà e capire che tutti (persino Mozart) studiano per imparare un’arte. Poi ci sono i geni (come Mozart), ma quella è fortuna genetica.

Torniamo al concetto dell’ikebana visto spesso come un ramo ed un fiore. Questo “tema” c’è anche nella scuola Sogetsu. Si chiama “Simplified Arrangement” e si studia al IV livello, cioè ci si mettono 4 anni di studio (21 lezioni per anno) per poter capire come “ridurre”al minimo il materiale.

Questo non perché, come si direbbe in toscano, siamo chiorboni, ma perché prima non abbiamo tecniche, conoscenze, sapienze, “occhio pronto”.

Sabato scorso si teneva l’ultima lezione del corso di IV livello a Livorno e per l’occasione è venuto il fotografo Rinaldo Serra  (di cui vi parler più nel dettaglio nel prossimo post) e appunto si studiava il simplified arrangement. Vedendo questi lavori pare semplice, un lavoro di sintesi, si accorciano un poco i rami, si ripuliscono… insomma l’uovo di Colombo….. già…. invece pensate a come è un ramo di pino, agli aghi lunghi, i rami contorti, la resina…. Non si deve in questo tema semplicemene “spogliare” il materiale, ma portarlo alla sua essenzialità estrema. Ancora un passo e quello perderebbe la sua caratteristica.

13214682_773881786045023_477419912_o(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

13184768_773881839378351_1451473324_o(Ikebana di Silvia Barucci)

13161034_773881862711682_523645161_o(Ikebana di Rosanna Lari – vaso di Sebastiano Allegrini)

13184619_773881832711685_392886843_o(Ikebana di Rosaria Lenti) 13211083_773881812711687_585958800_o(Ikebana di Ilaria Mibelli – vaso Sogetsu)

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