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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

10429298_882581035122178_2504289637575820116_nRecupero questa fatta lo scorso anno (ahimè con lo smartphone e non con la reflex) per preannunciare che anche quest’anno presso Pots si terrà un workshop di ikebana (per la precisione il 15 maggio p.v.).

Siamo onorati e grati al maestro Sebastiano Allegrini che nuovamente ci accoglie nel suo laboratorio nel centro di Roma. Per l’occasione, ovviamente, porteremo per ogni allievo un suiban (rotondo o rettangolare), kenzan, hasami e fiori (speriamo di ritrovare come lo scorso anno le splendide peonie o le dalie che furono una primizia di stagione). L’allievo deve comprendere bene la base dell’ikebana: non mettiamo del materiale vegetale in un vaso, ma creiamo un raccordo tra di esso in modo che ogni elemento sia legato all’altro pur conservando il suo sacro spazio.

Al di là di onorare il luogo dove svolgeremo il workshop andremo a dare il meglio per coloro che si avvicinano al mondo dell’ikebana. Ci piace fare il workshop in un laboratorio di ceramica perché il contenitore è molto importante. Questo non tanto per un fattore estetico quanto per far comprendere subito e bene all’allievo le posizioni del kenzan (quindi dell’ikebana) all’interno di esso. Eviteremo quindi pirofile, tortiere o vassoi di Ikea. Sarebbe anche poco onesto e degradante sia per noi sia per l’allievo fiducioso del nostro sapere. Il bello deve accomunarsi al bello. Fare le cose tanto per farle ahimè vorrebbe dire solo realizzare invece di un corso una….

fidelity-punti… raccolta punti.

Non si fa lezione per avere tanti allievi, ma di qualità, che davvero comprendono ed amino questa arte. E per primi si deve essere noi a fornire un servizio professionale. Niente fiori abbinati a casaccio o mezzi morti, fin dal primo istante l’allievo deve comprendere che daremo il massimo per insegnare questa arte e che non si fa un corso stile groupon o Detto fatto. Al workshop faremo vedere anche come si inquadra fotograficamente un ikebana e che dietro ad esso ci deve essere uno sfondo neutro ed ampio per evitare di vedere mani che reggono l’eventuale fondale (che deve contenere tutto l’ikebana non solo una parte) o termosifoni o pezzi di altri mobili.

Inutile parlare di filosofia, di arte se poi si sta facendo la succursale di Porta Portese.

Essendo designati ufficialmente dalla scuola abbiamo il dovere di rappresentarla al meglio.

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