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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: marzo 2016

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Akane Teshigahara (© fotografico Scuola Sogetsu)

In questo blog ho trattato la storia della Scuola Sogetsu in alcuni post ed anche degli Iemoto che si sono succeduti nel tempo. Quando tengo conferenze o parlo durante le dimostrazioni faccio sempre riferimento alla storia della mia scuola in base a quanto scritto nei libri da essa editati o prendendo spunti dall’ampia cronologia del sito ufficiale History of Sogetsu dove ogni notizia od attività è corredata da una foto.

Il prossimo anno la Scuola Sogetsu festeggerà 90 anni di vita, ma le celebrazioni inizieranno già da questo aprile con eventi in tutto il mondo (di cui vi daremo successivamente notizia). Per l’occasione l’attuale Iemoto Akane Teshigaharaha ha anche realizzato uno splendido dipinto The flower becomes me e il logo dell’anniversario si pone tra il classico e il moderno con uno stile che da sempre caratterizza la nostra scuola. Non si distacca mai completamente dalle tradizioni dell’ikebana pur continuamente aggiornando stili ed idee.

Ringrazio la scuola Sogetsu che mi ha fornito le immagini (e il permesso) per questo post affinchè possa esplicare al meglio la tipologia della Sogetsu dove gli ikebana divengono sculture vere e proprie e si ha una particolare attenzione ai colori, alle linee, alle forme e a tutto ciò che attornia il nostro ikebana sia che sia uno sfondo neutro o meno.

1 works_springWorks Spring (© fotografico Chukyo Ozawa)

Materials: Mimosa, Baby’s breath
Vessel: Glass vase

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Works Summer (© fotografico Chukyo Ozawa)

Materials: Smoke tree, China root, Dahlia
Vessel: Glass vase

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Works Autumn (© fotografico Chukyo Ozawa)

Materials: Kaki, Chrysanthemum
Vessel: Ceramic vase

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Works Winter (© fotografico Chukyo Ozawa)

Materials: Lily, Snowberry, Dancinglady orchid, Gold lace, Straw
Vessel: Glass vase

Ovviamente la speranza è che, nel costante studio, preparazione e passione si possa raggiungere l’ideazione e la realizzazione di tali opere dove tutto pare naturale, sospeso tra forme e colori in un’eleganza di movimento unico.

Un’altra tipicità della scuola Sogetsu (per ora mai realizzata in Italia realmente) è l’ideazione e la realizzazione di grandi installazioni.

5 Meguro gajoenWorks Bamboo (© fotografico Yoshiki Nakano)

“Ikebana×Hyakudankaidan”at the Meguro Gajoen, Tokyo(March 2013)
Materials: Bamboo、Golden bells、Maple、Azalea
Vessel: Ceramic vase

Il bambù, cifra stilistica della Sogetsu, pare argilla nelle mani di questi “Grandi dell’ikebana” assumendo forme di una leggerezza e “morbidezza” uniche e i volumi si alternano ai vuoti alle asimmetrie tipiche dell’ikebana in vaso, ma visto e pensato in grande. Potete comprendere perché io sia fiero di poter rappresentare, nel mio piccolo e nei miei limiti di “giovane insegnante” questa scuola e perché assieme a Lucio Farinelli abbiamo sempre cercato di fare del meglio da un punto di vista professionale e stilistico. Abbiamo una grande responsabilità. Dirigere un Study Group è un onore, ma soprattutto un onore. Non basta dire di averlo, dobbiamo far sì che sia una seria rappresentanza della nostra scuola e per tale motivo ringrazio le mie allieve che da sempre condividono questo mio pensiero e le maestre Anne Justo e Yanitsa Georgieva che ci seguono su questo cammino. L’ikebana non è fare come piace a noi, ma studiare con serietà gli insegnamenti che la Sogetsu ci dona.

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10429298_882581035122178_2504289637575820116_nRecupero questa fatta lo scorso anno (ahimè con lo smartphone e non con la reflex) per preannunciare che anche quest’anno presso Pots si terrà un workshop di ikebana (per la precisione il 15 maggio p.v.).

Siamo onorati e grati al maestro Sebastiano Allegrini che nuovamente ci accoglie nel suo laboratorio nel centro di Roma. Per l’occasione, ovviamente, porteremo per ogni allievo un suiban (rotondo o rettangolare), kenzan, hasami e fiori (speriamo di ritrovare come lo scorso anno le splendide peonie o le dalie che furono una primizia di stagione). L’allievo deve comprendere bene la base dell’ikebana: non mettiamo del materiale vegetale in un vaso, ma creiamo un raccordo tra di esso in modo che ogni elemento sia legato all’altro pur conservando il suo sacro spazio.

Al di là di onorare il luogo dove svolgeremo il workshop andremo a dare il meglio per coloro che si avvicinano al mondo dell’ikebana. Ci piace fare il workshop in un laboratorio di ceramica perché il contenitore è molto importante. Questo non tanto per un fattore estetico quanto per far comprendere subito e bene all’allievo le posizioni del kenzan (quindi dell’ikebana) all’interno di esso. Eviteremo quindi pirofile, tortiere o vassoi di Ikea. Sarebbe anche poco onesto e degradante sia per noi sia per l’allievo fiducioso del nostro sapere. Il bello deve accomunarsi al bello. Fare le cose tanto per farle ahimè vorrebbe dire solo realizzare invece di un corso una….

fidelity-punti… raccolta punti.

Non si fa lezione per avere tanti allievi, ma di qualità, che davvero comprendono ed amino questa arte. E per primi si deve essere noi a fornire un servizio professionale. Niente fiori abbinati a casaccio o mezzi morti, fin dal primo istante l’allievo deve comprendere che daremo il massimo per insegnare questa arte e che non si fa un corso stile groupon o Detto fatto. Al workshop faremo vedere anche come si inquadra fotograficamente un ikebana e che dietro ad esso ci deve essere uno sfondo neutro ed ampio per evitare di vedere mani che reggono l’eventuale fondale (che deve contenere tutto l’ikebana non solo una parte) o termosifoni o pezzi di altri mobili.

Inutile parlare di filosofia, di arte se poi si sta facendo la succursale di Porta Portese.

Essendo designati ufficialmente dalla scuola abbiamo il dovere di rappresentarla al meglio.

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1689390_969750033072363_6991825221101670883_nBlack, Yellow and Red Stand United
We will not give in to the fear, we will continue.

Our heart and prayers go out to the victims, their family and friends. Peace for everybody, everywhere, any-time

#BrusselsAttacks #BXLove #PrayForBrussels

Prendo a prestito questo ikebana di Birgit Reynders (fotografato da Ilse Beunen) e le parole riportate da Ikebana Belgium per abbracciare tutte le persone che sono state colpite da questo ennesimo episodio di follia e un abbraccio agli amici ikebanisti del Belgio che hanno visto il loro meraviglioso, accogliente paese così ferito.

La bellezza, l’arte e la natura dovranno creare cuori nuovi che vadano a fermare l’odio.

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saltoQuando ci si avvicina al mondo dell’ikebana, spesso, si ha un’idea parziale di cosa si tratti e nemmeno si ha coscienza e conoscenza di che varietà di scuole ci siano. Si inizia quindi a muovere i passi sui primi mattoni un poco instabili del percorso. Si imparano le regole base, si cerca di acquisire uno sguardo nuovo, forse nemmeno si “comprende” bene cosa si stia facendo. Al termine del I livello della scuola Sogetsu si affrontano i primi due stili liberi della nostra carriera. Ovvero due salti nel vuoto. Per 18 lezioni si fa solo “analisi grammaticale” e improvvisamente si devono comporre “due poesie”.

Che fare? Le possibilità son due. Affrontare con umiltà e intelligenza la sfida oppure credersi Mark Rothko. Accade che per presunzione uno pensi di aver rifatto un’ikebana visto online senza considerare magari che non ha gli stessi materiali, lo stesso contenitore, lo stesso sfondo o la stessa luce. Quindi due mondi totalmente divergenti.

Quindi si prova ad “applicare” liberamente le regole appena apprese. Lo si fa un po’ con l’aiuto del maestro ed un poco con il proprio animo e con la consapevolezza che la strada prevede ancora un lungo cammino. A tal fine pubblico volentieri il primo stile libero delle allieve del I anno mie e di Lucio  Farinelli per ringraziarle della loro dedizione e lavoro e per come hanno affrontato questa pagina bianca.

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Ikebana di Roberta Donalisio

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Ikebana di Daniela Bongiorno

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Ikebana di Daniela Petruccioli

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Ikebana di Silvia Sordi

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Gruppo (3)

… e finalmente giunse (sabato scorso) il giorno dell’inaugurazione dell’esposizione Essenza presso Campomarzio70

Profumi che ispiravano ikebana, ikebana che andavano a collocarsi in una cornice prestigiosa ed elegante, più fattori che dovevano integrarsi creando una perfetta armonia. Due scuole diverse come l’Ohara e la Sogetsu (seppur con punti di contatto) si sono trovate ad esprimere visivamente sentori, suggestioni, emozioni creati da grandi profumieri. Storie raccontate, reinterpretate per una nuova narrazione. Non una mostra di ikebana, ma un vero e proprio percorso olfattivo con un depliant che narrava gli accostamenti tra profumo, autore dell’ikebana e scuola.

Come sempre in questi casi lascio che siano le immagini a parlare al posto mio. Sono felice del riscontro positivo avuto, delle molte persone che sono venute a trovarci all’inaugurazione e nei giorni successivi e quasi mi dispiace che questa esposizione sia giunta quasi al termine (venerdì prossimo) perché l’emozione è stata molta. Ringrazio tutti i membri di Ikebana International che hanno aprrezzato la ma idea e vi hanno collaborato per realizzarla e a tutto l’incredibile e professionale staff di Campomarzio70. Ringrazio Lorenzo Palombini autore di tutte le foto di questo post e Silvia Barucci per il logo e il settore grafico. E ovviamente un grazie a coloro che con il loro lavoro han permesso che noi aprendo una boccetta di vetro si potesse sognare.

Ikebana_1_3Ikebana di Romilda Iovacchini – GROSSMITH – GOLDEN CHYPRE

Cipro dorata: I componenti di questa essenza ricreano un’atmosfera mediterranea,  pervasa dall’aroma delle spezie che il sole estivo esalta.
Nel  mio paesaggio realistico (Shakei moribana, Shizen-hon-i)  una radice  disegna l’andamento della composizione in cui  i vivaci colori dei gerani si fondono con gli elementi verdi in una sinfonia di vari toni.

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Ikebana di Paola Belfiore – ISABEY PARIS – LYS NOIR

Il profumo evoca già dal nome, le lis noir, un’esaltazione di contrasti. Esaltazione confermata dalle note olfattive: il sandalo, la vaniglia contrapposti alla tuberosa, al narciso, al giglio. Ho voluto rendere il contrasto con i due vasi bianco e nero, con la presenza dei legni amazzonici possenti ma dalle forme leggere che evocano due uccelli in volo. Infine i fiori, la gypsophila bianca, vaporosa, lieve affiancata al lilium, scuro, imponente ma allo stesso tempo discreto e la steel grass, che aggiunge leggerezza e sembra indicare la traiettoria del volo dei due uccelli.

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Ikebana di Lucia Pierelli – RAMON MONEGAL – ENTRE NARANJOS

L’eau de parfum “Entre Naranjos” (Tra gli Aranci) è stata creata da Ramòn Monegal in occasione dei festeggiamenti per i suoi cinquant’anni ed è ispirata ad alcuni versi dedicati dal poeta andaluso Antonio Machado ad un albero di arancio. Questo profumo per me è un’esperienza olfattiva legata ad alcuni ricordi e dunque anche il mio ikebana trae la sua ispirazione dall’emozione di ritrovarsi in un agrumeto,  immersa nel profumo degli alberi in fiore e dall’odore del legno, per questa ragione ho utilizzato un ramo, fiori, foglie e frutti d’arancio. Sono davvero onorata di poter rendere omaggio ad uno dei più grandi Maître Parfumeur di Spagna e alla sua meravigliosa creazione dall’intensa freschezza e dal potere suggestivo che soltanto i profumi della natura posseggono.

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Ikebana di Romilda Iovacchini – ALEXANDRE. J – IRIS VIOLET

La primavera ci avvolge con i suoi profumi, primo fra tutti l’Iris, fiore che, per la linea delle sue foglie che ricorda le spade, in Giappone da tempo è il simbolo della festa dei bambini (Kodomo no hi) che ricorre il giorno 5 del mese di Maggio. Nella composizione Hagumi di primavera con iris (paesaggio tradizionale in cui è tutto codificato, sia il numero che la posizione delle foglie e dei fiori) la morbida linea dei petali degli iris si contrappone alle linee rigide delle foglie.

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Ikebana e vaso di Luca Ramacciotti – MASQUE – RUSSIAN TEA

Ci tenevo molto ad essere io a realizzare un ikebana per Masque. Leggendo le suggestioni che hanno portato alla creazione di Russian Tea ho immaginato (e realizzato) una tazza da tè da cui sorgono sbuffi di vapore bianco. Da tale ciotola si innalzano rincorrendosi i sentori, i profumi, le suggestioni. Per caratterizzare la nota di lampone del profumo (atipica nel contesto e così suggestiva) ho inserito tra le foglie di strelizia un ginger rosso.

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Ikebana di Silvana Mattei – vaso di Lucia Ciliento – MONA DI ORIO – ROSE ETOILE D’HOLLANDE

Una creazione che sarà una sinfonia di rosa e di verdi ispirata a un profumo avvolgente così come la rosa rampicante da cui prende il nome. La pesca, altro protagonista , con la sua fragranza tonda, morbida, dolce verrà rievocata in questa piccola ma tenera composizione.

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Ikebana di Paolo Biagini – ROJA DOVE – FETISH PARFUM POUR HOMME

Un Bunjin ispirato al concetto estetico del SABI, l’idea di una bellezza legata al passare del tempo che è evidenziata dalla patina che esso depone sugli oggetti. Un vaso di bronzo Cinese, forte come il profumo profumo maschile che rappresenta e dei legni sofferti, forgiati dalle avversità atmosferiche ad elementi morbidi che addolciscono l’insieme, sono i protagonisti di questa composizione.

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Ikebana di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini – XERJOFF CASAMORATI – LA TOSCA

Appena ho assaggiato questo profumo sono stato travolto da sentori immensi, morbidi, seducenti, che strizzano l’occhio all’uomo attraverso una femminilità carnale, ma elegante. Se Flroia Tosca avesse indossato un profumo sarebbe stato davvero questo. Da lì l’idea di creare qualcosa di “morbido, voluttuoso”. Siccome Tosca è Roma e Roma è Tosca, ho chiesto al maestro ceramista Sebastiano Allegrini di realizzare un vaso sospeso nel tempo, come un detrito archeologico e in esso vi ho sprofondato tulipani e peonie cercando di rendere l’eleganza e la sontuosità che il profumo aveva evocato in me.

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Ikebana di Silvana Mattei – vasi di Carla Taticchi – KILIAN – BAMBOO HARMONY

Quante immagini evoca questo profumo… Il suo nome rimanda a un concetto molto importante nelle arti giapponesi: il WA- l’armonia. L’armonia tra tutte le cose, così importante da essere addirittura citata in un articolo della prima costituzione giapponese ( 604 d.c.). La mia composizione si ispirerà a questo: all’armonia che deve essere presente tra i vari elementi di una composizione, tra il suo contenuto e il suo contenitore ma soprattutto l’armonia con la stagione corrente. I suoi materiali evocheranno la fine dell’inverno e l’annuncio di nuove fioriture e il verde, richiamato dalle note del thè, del muschio e degli agrumi, comparirà in diverse sfumature.

 

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Ikebana di Lucio Farinelli – vaso di Luca Ramacciotti – FUEGUIA1833 – LAGO DEL DESIERTO

Appena ho odorato questo profumo ho visualizzato subito dei colori giallo e azzurro, colori che quindi ho deciso di usare per la mia composizione, colori che rappresentano effettivamente un lago in un deserto, il vaso che ricorderà un ghiacciaio si unirà in simbiosi con l’elemento principale che sarà un ramo secco il cui legno darà carattere all’ikebana, il tutto sarà ingentilito da linee curve di colore azzurro e giallo ed eleganti fiori di colore giallo, l’ikebana infine cercherà di integrare in se stesso anche il mobile sul quale sarà appoggiato.

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Ikebana di Paola Belfiore – MEMO – ILHA DO MEL

Il bianco del fiore d’arancio o del gelsomino si stagliano voluttuosamente sulle asperità delle coccole del ginepro per cui ho avuto il sentore di un profumo luminoso, fragrante e da qui l’idea di rendere un’immagine luminosa, argentea.

 

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Ikebana e vaso di Lucio Farinelli – VERO.PROFUMO – MITO VOILE D’EXTRAIT

Un profumo ricco, elegante, forte, fiorito, mi ha ispirato una composizione di solo fiori e cercando come sempre di non essere didascalico ho pensato ad un netto contrasto di colori giallo e viola, a fiori che si incontreranno alternandosi con i loro colori in un fitto intreccio in un vaso viola creato da me.

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Ikebana di Giulia Fregoli – Tsubo di Sebastiano Allegrini. – MAISON FRANCIS KURKDJIAN – A LA ROSE

Il profumo mi ha travolto e avvolto per l’intensità della profumazione, era come trovarsi immersi in un roseto in maggio. Era come essere avvolti da un’onda di profumo. L’ikebana è perciò composto da rose e la struttura metallica che ne costituisce parte integrante rende molto bene la sensazione che ne ho ricevuto.

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Ikebana di Lucia Coppola – PERRIS MONTECARLO- YLAN YLANG NOSY BE

Questo profumo, intenso ed esotico, rende omaggio all’isola Nosy Be, al largo del Madagascar, detta Isola Profumata (Nosy Manitra), per via delle numerose piante e spezie che la abitano. Così, questa composizione rende omaggio alla natura lussureggiante e selvaggia dell’isola, unendo i coralli rossi del mare, all’orchidea rigogliosa e solare, abbracciati da un ramo di palma caduto sulla spiaggia.

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Ikebana di Silvia Barucci – VON EUSERSDORFF – CLASSIC MIMOSA

La prima volta che ho sentito il profumo mi ha fatto pensare ad un odore dolce e penetrante, l’ho associato a colori pastello e materiali vaporosi ed eleganti, quasi “nobili”. Dopo un po’che si è liberato nell’aria, si percepisce l’odore di muschio e accordo marino (nel senso di odori più legati alla terra che non ai fiori). L’ikebana sarà un mix di ciò che suggerisce il primo incontro e quello che si percepisce del cuore e dalle note di fondo.

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Ikebana e vaso di Ilaria Mibelli – BRECOURT – OSMANTHUS GUILIN

Senti odore di un forno e pensi al pane o di carta e pensi ad un libro, perciò per non essere in qualche maniera influenzata, non ho fatto ricerche sulla composizione chimica, l’ho annusato e basta. La prima volta è stato un flash di un immagine di un paesaggio reale che è nella mia memoria, ho incominciato a pensare alla realizzazione al materiale ecc. Passate due/tre settimane ho annusato nuovamente per dare maggiore concretezza al progetto. Un’altra immagine è apparsa! Sono andata in confusione! Un odore più di ogni altro pungeva il naso, un misto di gelsomino, ma con una nota più aspra. Estate, caldo, primo pomeriggio, campagna, giardino, ombra, sole che filtra tra le foglie di un fico, siepe di gelsomino, odore di terra umida. Questo sarà la mia composizione.

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IMG_5731a1(Ikebana Sogetsu di Luca Ramacciotti – The golden moon prize vase, manufactured by Sogetsu Ceramic Kiln)

Quando ero in Nicaragua per realizzare la regia di Turandot mi è giunse la notifica dell’arrivo del premio inerente il 草月みんなのいけばな展 Everyone’s Sogetsu Ikebana Exhibition (IV Edizione). L’emozione della vittoria si rinnovava in questo vaso realizzato appositamente di cui esiste, di questa dimensione, questa unica copia in mio possesso. Subito ho desiderato rinnovarlo cercando con i materiali floreali di ricreare la sinuosità imponente del vaso. Ringrazio ancora una volta la Sogetsu per tutte le emozioni che mi dona fin dall’inizio del mio cammino lungo la via dei fiori.

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