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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Logo1“Since we reside in Rome, we use a Latin word. “Concentus” means agreement, harmony of sounds. We chose it because it is not only the Sogetsu ikebana, but it is art, sculpture, or photography, a multifaceted set of “agreements” that resonate with each other.” Con questa frase abbiamo motivato alla Scuola Sogetsu il nome scelto per il nostro Study Group.

A me e a Lucio Farinelli piaceva l’idea dell’armonia che da sempre ricerchiamo nel campo dell’ikebana sia realizzando le composizioni sia con le persone che incontriamo lungo la via dei fiori. Via che spesso presenta radici, rami sporgenti, alberi caduti, ma che cerchiamo di scansare procedendo per la nostra strada. Credo sia un riconoscimento importante per l’impegno che da sempre mettiamo in questa arte. Pur avendo una “base” a Roma, non siamo stati a caratterizzarci geograficamente dato che la nostra attiità si svolge in tutta Italia.

La nostra storia è iniziata nel 2005 quando partecipammo ad un workshop di ikebana che l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma aveva organizzato per la Notte Bianca. Affascinati da questa arte (e dall’incontro con la maestra Maria Grazia Rosi che sarebbe divenuta nostra nume tutelare e per un soffio quasi nostra insegnante) iniziammo a prendere lezioni andando a terminare ogni anno un livello (dalla nostra prima insegnante gli allievi prendevano le lezioni tipo spot). Subito ci fu chiaro che l’ikebana fosse molto di più di una semplice composizione floreale anche grazie a social network quali flickr dove incontrammo persone importanti per la nostra formazione come Linda Nederkoorn, Keith Stanley, Meighan Makarchuk, Gordon Ward o amici quali Marianne de Wit.

Da sempre abbiamo compreso quanto i social network, le fotografie fossero importanti per la conoscenza di quest’arte e per presentarsi al mondo; siamo stati i primi in Italia quando colleghi disdegnavano tutto ciò ritenendolo banale ed inutile. Ma i social netrwork mettono in contatto il mondo e noi sul nostro cammino abbiamo incontrato Ilse Beunen e Ben Huybrechts che con la loro esperienza, e notificandoci il workshop che avrebbe tenuto Tetsunori Kawana ad Etten-Leur, avrebbero dato un’ulteriore impulso al nostro lavoro. Lì oltre a rimaner commossi per la passione e la bravura di Kawana sensei avremmo pure incontrato persone con cui eravamo in contatto virtuale (Doug Holtquist) e fatto nuove conoscenze (Anne-Riet Vugts in primis).

Da quel momento in poi pare sia successo tutto di corsa, mostre importantissime (tra le altre all’Orto Botanico a Roma dove abbiamo realizzato anche tre grandi installazioni), dimostrazioni in varie manifestazioni bonsaistiche, presso l’Istituo Giapponese di Cultura in Roma (mai mi sarei aspettato un simile onore e riconoscimento), la fondazione del chapter romano di Ikebana International, inviti all’Ambasciata del Giappone in Italia, presentazioni in ambito televisivo, workshop internazionali da noi realizzati a Roma.

Ed ovviamente anche la nostra grande linfa vitale: le allieve. Tutto nasce grazie all’Associazione Versoriente (Agnese Rollo, Marco Meccarelli, Arianna di Pietro e Caterina Brunelli) che credette in noi quando ancora si era solo due neodiplomati maestri senza alcuna concreta esperienza. La loro idea di corso professionale e non più casalingo e a spot ci entusiasmò ed assieme facemmo un bel tratto di cammino.

Per primi in Italia ideammo una lezione di prova per coloro che volevano avvicinarsi al mondo dell’ikebana affinchè non dovessero pagare un intero corso se si aspettavano altro, ci inventammo le lezioni all’aria aperta dove andare a cercare assieme alle allieve il materiale con cui poi comporre i nostri ikebana, abbiamo sviluppato il rapporto con la ceramica, unito l’arte pittorica ed io mi son ritrovare ad insegnare a soprani come fare un ikebana per la messa in scena di Madama Butterfly.

Due parole sul logo che vedete in alto. Quando per il nostro primo sito Ikebanado cercavamo un simbolo, Lucio Farinelli ideò e realizzò il disegno del bambù. Decidemmo di farci delle magliette e Francesca Pasquinucci creò attorno al logo degli schizzi di colore giallo ed arancione. Pensando al logo dello Study Group ho deciso di unire ogni cosa, ogni omaggio avuto. Il logo Sogetsu (il cui utilizzo ci era stato concesso ben prima che si divenisse Study Group per tutte le manifestazioni che ci vedevano coinvolti), il bambù di Lucio, gli schizzi artistici di Francesca (a cui ho chiesto di aggiungere una macchia viola essendo il mio colore preferito) e l’esperienza grafica di Silvia Barucci che ha scelto il font del nome. Ringrazio tutti e tre la cui unione risuona in me e spero in chi ci segue.

Scordo qualcosa? Sì. Ne sono sicuro. In dieci anni si sono succedute tantissime esperienze, sfide, incontri che è impossibile ricordare tutto qui mentre sto andando sul filo emozionale. Credo che Lucio sia riuscito a sintetizzarle tutte nel nostro sito SOGETSU.IT

Qui io voglio solo dire GRAZIE a chi ha creduto in noi e GRAZIE a chi non l’ha fatto perché tutto fa esperienza.

 

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