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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Prendo in prestito due frasi tratte da altrettante canzoni di Franco Battiato per fare un poco il riassunto di questi giorni un po’ particolari per me e per la mia brigata di ikebana.

Come da precedente post ho vinto il IV 草月みんなのいけばな展 Everyone’s Sogetsu Ikebana Exhibition ed ancora mi meraviglio di tutto ciò per cui vado spesso a rivedere la pagina del sito della Sogetsu (The 4th Everyone’s Sogetsu Ikebana Exhibition on Facebook – Award Winners Announcement) e a rileggere il commento della Iemoto sul mio lavoro.

Ringrazio anche Versiliatoday per l’articolo dedicatomi (Il regista Luca Ramacciotti vince il Golden Moon Prize dell’Ikebana).

Ho cercato di fare un collage, sicuramente sommario e altamente incompleto, della nostra attività in questi anni.  Come scritto nel precedente post la mia vittoria è dovuta a chi mi ha sempre sostenuto, incoraggiato, insegnato. Alle mie allieve senza le quali non sarei nessuno. Allieve che mi seguono in ogni avventura sia che si tratti di workshop (ikebana, fotografia, ceramica, profumi), di mostre o.. di cene. Per me è importante che allo studio (serio!) dell’ikebana si affianchi il divertimento, la gioia di condividere assieme questo percorso di vita.

E non avrei mai pensato prendendo la mia primissima lezione di ikebana che quest’arte mi avrebbe portato a conoscere maestri ed ikebanisti di tutto il mondo, fare esperienze fondamentali per la mia crescita o dimostrazioni in posti quali il palco dell’Istituto Giapponese di Cultura dove non mi sarei mai sognato di salire.

Il premio ricevuto non lo vedo come un traguardo, anzi dato che vi partecipavano maestri più grandi e bravi di me lo percepisco come un incentivo a raggiungere il loro livello, la loro passione.

Con Lucio Farinelli siamo molto selettivi sui nostri allievi, non per spocchia, ma per serietà, ed.. ereditarietà. Infatti la mia maestra Valeria Raso Matsumoto ti fa “sudare” i diplomi perché crede in quel che fa, e così noi. Non ci interessa di avere molti allievi, ma che siano motivati. Sarebbe facile avere molti allievi, dar loro fiori da poco e a caso invece di studiare per un mese possibili materiali, abbinamenti e vasi. Abbiamo un archivio, realizzato da Lucio Farinelli, di tutte le lezioni fatte e con quali materiali che poi inviamo agli allievi insieme alle foto scattate da me durante le lezioni. A tal proposito ho apprezzato ciò che ha scritto la Iemoto Akane Teshigahara a proposito del concorso appena conclusosi inerente il tema foto: “As I say every time, for this exhibition your works are judged on the photos submitted by you. Therefore, please think carefully about expressions that only photos can do justice to or any angle that you want to say, “Look at my work from here!” You must enjoy both arranging flowers and using your creativity to show your work more impressively.”

Ricordo come, nel mio primo gruppo di lavoro, quando ero ancora studente con un’altra insegnante e in un’altra vita, come le foto non venisssero tenute di conto (oddio se è per quello neanche la qualità organizzativa), come io fossi una voce nel deserto.

E’ vero che una bella foto non fa un ikebana bello, ma una brutta foto può penalizzare un ikebana ben realizzato. Viviamo in un mondo di immagini e la comunicazione visiva è importante. E ringrazio il cielo che tra le mie allieve ho un’esperta grafica (Silvia Barucci). Credo sia importante che in un gruppo non ci sia un dittatore, ma un coordinatore che si affida alle esperienze dei vari allievi. Nessuno nasce “imparato” su tutto.

E nella foto di apertura (incompleta di sicuro e me ne scuso con gli eventuali assenti) ho cercato di fissare alcuni frammenti di questi anni per dire GRAZIE a TUTTI. E da qui si continua a studiare, divertirci, stupirci lungo il sentiero dei fiori.

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