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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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Per la prima volta in anni di insegnamento di ikebana non sono stato presente ad una lezione del corso. Non mi avevano fermato malattie o traversie della vita, ma a fine anno ho ricevuto una telefonata dal teatro Carlo Felice di Genova e sono partito in fretta per l’Oman senza poter cambiare la data della lezione sia perché fissata da mesi, sia perché le mie allieve già avevano subito uno spostamento di date per un altra mia tournée (questa volta in Nicaragua). Ma il maestro Lucio Farinelli ha potuto avvalersi dell’aiuto della neomaestra da noi nominata Anne Justo oltre l’aiuto logistico e pratico delle allieve. Una bella brigata!

Quindi nemmeno ho potuto conoscere la nuova allieva Nanae Yabuki che ha iniziato il suo percorso di studi in Thailandia e che, trasferendosi a Roma per lavoro, ha scritto a noi per proseguire il suo cammino. Ringraziamo la sua insegnante per averci fatti contattare lieti di tale onore e fiducia.

In Oman non solo mi sonooccupato di lirica, ma sono sprofondato in un mare di fiori, profumi, percorso le vie dei souk respirando gli incensi e gli oli profumati, le spezie, visitando luoghi incantati come Wadi Shab. Ogni ramo, fiore, foglia era lo spunto per una possibile combinazione di forme, cromatismi, idee. Ho mentalmente “provato” i vari ikebana, ovvero studiare le possibili forme, abbinamenti, provando a capire strade, soluzioni. E questo è davvero il lavoro dell’ikebanista, non tanto finire la composizione, ma lo studio che c’è per arrivare ad essa. Non siamo artisti traendo ispirazione da un ramo, ma studiando con serietà e profondità “quel” ramo, studiando tecnche, visualizzando cromatismi, forme…

Per la mostra del prossimo marzo (L’Essenza di Campomarzio 70) ho in mente le composizioni da fare, ma man mano che passano i giorni mi vengono in mente soluzioni visive nuove, idee che puntualmente segno sul mio tablet. Su questo aspetto devo confessare di essere agevolato con il lavoro che faccio essendo abituato a “comporre” la scena, a pensare soluzioni visive che man mano che ho studiato ikebana si sono andate evolvendo in masse, vuoti, asimmetrie.

Sentirsi artisti arrivati di ikebana, avere l’arroganza di voler far cose inusuali per stupire è semplicemente la morte di quest’arte.

Di recente Ilse Beunen sulla sua pagina di Facebook (Ikebana Belgium) ha scritto che il fondatore della Sogetsu Sofu Teshigahara iniziava la prima lezione del nuovo anno sempre con una composizione base. Un segno di umiltà, di importanza delle nozioni basilari e di come ogni anno sia importante ricominciare  lo studio ” da capo”. Un insegnamento preziosissimo da non dimenticare.

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