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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: dicembre 2015

Mi comunica WordPress che:

Cifre interessanti

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 16.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Hai caricato 411 immagini, per un totale di 540 MB. È quasi un’immagine a giorno.

Il giorno più trafficato dell’anno è stato gennaio 7 con 319 pagine lette. Il messaggio più popolare quel giorno fu Questioni di luce.

Attrazioni nel 2015

Ecco gli articoli più letti nel 2015. Puoi vedere tutti gli articoli più letti dell’anno nelle tue Statistiche.

Come ti hanno trovato?

I referrers principali nel 2015 sono stati:

  1. facebook.com
  2. yamadori.co.uk
  3. nordic-lotus.blogspot.com.au
  4. sogetsu.it
  5. keithstanley.com

Da dove son venuti?

100 Paesi in tutto!

Paesi principali: Italia, Stati Uniti e Spagna

Che dire se non: Grazie a voi che mi seguite! E Buon Anno!!!

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con gli ikebana realizzati dal maestro Lucio Farinelli e da alcune allieve.

Un Natale dedicato alla semplicità di linee in cerca di un’eleganza che dovrebbe (il condizionale purtroppo è di obbligo) far parte dell’arte dell’ikebana. La caratteristica dell’ikebana è un’unicità che i materiali devono possedere, il loro “comunicare” tra di loro, non devono sembrare dei fiori/rami/foglie infilati in un vaso senza alcun senso se non la ricerca di una spettacolarità a discapito di una correttezza formale e reale (ho visto anche un “ikebana” composto da una bottiglia vuota e davanti una foglia secca… e fidatevi quello è solo una presa in giro non un ikebana). Purtroppo spesso nelle occasioni di festa si vedono ikebana carichi di decorazioni natalizie (forse scambiandoli per un abete…) o di Mizuhiki messi come se fossero le medaglie sul petto di un generale (L’ikebana… con le palle).  La difficoltà di far interagire materiale non convenzionale e materiale “vivo” non è semplice, ma non basta annodarlo a coccardina e posarlo sul ramo, deve integrarsi, non essere subito percepito dall’occhio che deve vedere un’unica cosa “in movimento”. Per cui se non sappiamo adoperarli… evitiamo di usarli ed andiamo a ricercare una pulizia di forme, di direzioni (mica si sta ricreando la corona di Apollo), di materiali perché se si fa ikebana seriamente non importarta cercare il.. “famolo strano”.

Gli ikebana delle mie allieve sono stati ideati e realizzati da loro e non a lezione. Ci tengo a sottolinearlo per ringraziarle per l’impegno e la dedizione profusa in questo cammino.

E le ringrazio tutte per gli auguri ricevuti. Il bello di non camminare da soli, ma far parte di una brigata.

 

E ancora buone feste a tutti.

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(Ikebana natalizio di Lucio Farinelli – Vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana natalizio di Ilaria Mibelli – foto di Ilaria Mibelli)

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(Ikebana natalizio di Rachele Pennelli – foto di Rachele Pennelli)

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(Ikebana natalizio di Rosaria Lenti – Vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Rosaria Lenti)

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(Ikebana natalizio di Silvia Barucci – foto di Silvia Barucci)

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Se nell’ikebana classico abbiamo il morimono (Morimono Ancora sul morimono) la Sogetsu per il IV livello di studio propone una lezione dove i vegetali, la frutta non sono più visti, ed utilizzati in quanto tali, ma come se fossero fiori, rami o foglie.

Un tema ed una lezione molto difficile perché si rischia di “piantare” della frutta nel vaso creando dei mostri provenienti dallo spazio più profondo. Per cui con il maestro Farinelli si stava cercando una soluzione quando una visita all’Ikea ci ha dato la risposta.

Lo scorso giugno durante il workshop a Monaco di Baviera Ilse Beunen ci aveva fatto adoperare delle bacchette da “inserire” nel nostro ikebana legandole tra di loro con degli elatici (Workshop in Munich); o erano una parte dell’ikebana o lo “inglobavano” totalmente.

Vedendo da  Ikea dei bastoncini colorati (per la precisione l’articolo si chiama Saltig) ci è venuto in mente che avremmo potuto far costruire alle nostre allieve una struttura, come quella insegnataci da Ilse, dove poi andare a ideare l’ikebana con la frutta e la verdura. E il lavoro è stato proposto sia al corso di Livorno sia a quello di Roma.

Ed ecco i risultati.

21112015-IMG_1575(Rosaria Malito Lenti)

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(Ilaria Mibelli)

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(Nicoletta Barbieri)

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(Silvia Barucci)

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(Rosanna Lari)

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(Lucia Pierelli)

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(Antonella Lefevre)

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(Lucia Coppola)

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(Tiziana Biondo)

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(Giulia Piccone Italiano – foto di Lucio Farinelli)

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(Giulia Fregoli – foto di Lucio Farinelli))

 

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Auguri

… i fiori ispirino le persone a passare delle feste natalizie in serenità ed armonia sia che si sia credenti o meno.

Che si viva l’arte dell’ikebana con gioia, condivisione, compartecipazione, senza individualismi, senza invidia, senza voler organizzare corsi dove anche gli altri li fanno solo per il gusto di danneggiarli perché in realtà il danno va verso l’arte che diciamo di professare e dimostriamo un cuore ed una mente piccolina che non è degna del sentiero dei fiori che è grande, spazioso e ha posto per tutti. Chi è avanti nel percorso guardi con bonomia chi è all’inizio o ad un certo punto e lo aiuti a progredire senza mostrare i gradi affissi come medaglie sul petto. Questo auguro nella luce di un fine di anno ed inizio di uno successivo.

E ringrazio tutti coloro che mi han fatto compagnia in questo anno dal maestro Lucio Farinelli alla sempre presente maestra Anne Justo, alla neomaestra Yanitsa Georgieva, a tutte le meravigliose allieve sparse per l’Italia e quelle che stanno per arrivare in Italia, ai miei maestri di ikebana e al maestro Sebastiano Allegrini (ceramica), a tutto lo staff del Chapter di Roma di Ikebana International di cui sono l’attuale Presidente, ad Ilse Beunen e Ben Huybrechts per tutto il grandioso lavoro divulgativo che stanno realizzando, all’indimenticabile  gruppo di Monaco e Angelika Mühlbauer in primis e a tutte le persone meravigliose che abbiamo conosciuto in quest’anno che si sta per concludere.

Per fortuna si delinea all’orizzonte un anno ricco di eventi a partire da due mostre ad inizio anno…. ma di questo ve ne parlerò…. il prossimo anno.

Buon Natale!
Joyeux Noel!
Merry Christmas!
Feliz Navidad!
Fröhliche Weihnachten!

Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto!

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Ieri si è svolto un fondamentale incontro con i signori Fabrizio Di Liello e Diego Comi inerente l’evento che ci vedrà collaborare con Campomarzio 70 il prossimo 12 marzo 2016 sotto l’egidia di Ikebana International (Chapter di Roma di cui sono l’attuale Presidente e membro fondatore assieme a Lucio Farinelli – curatore anche del sito Ikebana International- Chapter Roma – e Silvana Mattei).

ESSENZA_PORPORA(© di Silvia Barucci)

Per chi segue il mio blog sa che questo progetto ha un suo ben preciso percorso (L’essenza del fiore Profumi Concatenazioni) che da un’idea ha avuto tutto un suo iter passando da Pitti Fragranze per giungere a Campomarzio 70 dove l’accoglienza è stata calorosa e all’insegna della migliore professionalità.

Sono riusciti ad assegnare ad ogni ikebanista un profumo che lo sappia caretterizzare e/o stupire ed ispirare. Avrò l’onore e l’onere di realizzare due ikebana questo sia per ringraziare Masque Milano che con il loro lavoro mi hanno dato l’idea di partenza, sia perché il secondo bè… quando scoprirete il nome capirete tutto….

15 ikebanisti delle scuole Wafu, Ohara e Sogetsu che avranno modo di lavorare con altrettante (anzi una in più dato il mio doppio svolgimento) incredibili creazioni sensoriali che già al primo ascolto riescono a far esplodere emozioni, immagini e ricordi che si evolvono seguendo lo sviluppo, il “cambiamento” del profumo. Profumo da indossare per tenerlo vicino e comprendere come poterlo rappresentare al meglio con il nostro lavoro.

E presto andremo più nel dettaglio di questa straordinario esperimento mai tentato prima nel campo dell’ikebana e di cui posso solo ringraziare Campomarzio 70 per averci accolto nel loro bellissimo spazio.

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IMG_1129-2a(Ikebana Sogetsu di Luca Ramacciotti  – Vaso di Sabine Turpeinen)

Quando ho iniziato a prendere lezioni di ikebana ero totalmente al digiuno di ogni concetto o storia inerente quest’arte. Mi aveva colpito, durante una dimostrazione, sapere che Hiroshi Teshigara (direttore della scuola) aveva fatto una scenografia per Turandot. Quindi quello studio io lo finalizzavo al mio lavoro di regista. Verso la fine del I livello iniziai seriamente ad occuparmi di quest’arte, a leggere tutto ciò che il mercato proponeva in materia di libri, siti, social.

A dieci anni di distanza, se mi volto indietro, vedo che ho fatto con scrupolo ed onestà ogni passo nello studio di quest’arte. Vi ho profuso il massimo impegno e serietà. Non mi son mai riempito la bocca di paroloni per fare scena, nè mi sono mai presentato differentemente da quello che sono ovvero uno schietto e verace toscano (rimando alla lettura di Curzio Malaparte – Maledetti toscani). Non abbraccio alberi nè recito frasi zen, ma dedico ogni attimo della mia vita, non occupato dal lavoro, all’ikebana. Anche lo studio della fotografia e della ceramica è legato a questa arte che va veramente rispettata perché noi abbiamo a che fare con “esseri viventi”.

Se per fare la cosa strana poniamo un fiore in un vaso di vetro senza acqua ci scordiamo che noi si sta eseguendo un ike (vuol dire far vivere) bana (hana significa fiore e per eufonia diviene bana). L’idea del fiore racchiuso in una bara di vetro che piano piano muore mi fa rabbrividire.

La Sogetsu permette di fare delle cose incredibili, strutture lignee, ikebana a 360°, utilizzo di qualsiasi tipologia di materiali, ma dobbiamo sempre attenerci al fatto che si fa… ikebana. Si deve subito capire a prima vista che ciò che abbiamo innanzi non è né flower arrangement né una bomboniera storta. L’ikebana deve avere sempre una sua dignità. E’ vero che possiamo utilizzare qualsiasi tipo di contenitore, ma o lo sappiamo utilizzare in maniera geniale come in questo esempio

378541_10150439573417509_1326247145_n(Ikebana Sogetsu di Lennart Persson – vaso… lattine da bibita!)

oppure avremo creato solo una cosa che stride. Questa apparente “libertà” che concede l’ikebana Sogetsu in realtà è un porre continue difficoltà tra il fare la cosa bella e sprofondare nel caos. Come si vede da questo esempio (Ikebana Belgium – Two Or More Containers And Five Or More Materials) davvero basta buon gusto, sapienza tecnica per fare con “poco” (in apparenza)… “molto”.

Per cui affrontiamo lo studio di quest’arte seriamente, evitiamo persone che non la studiano, ma che la fanno da sé perché gli nasce dal cuore (!!??!!), o persone che usano il “latinorum” per dirla alla Manzoni (o in questo caso termini giapponesi messi a casaccio) per far sembrare quello che non sono. Se si fosse su un set di un film, sul palco di un teatro il dietro le quinte ci farebbe capire che il davanti è solo una facciata…. ecco la scuola Sogetsu è a 360°, guardiamo anche il dietro della facciata se ci convince. Non ci dobbiamo accontentare, o rallegrarci se il maestro ci dice sempre che siamo bravissimi (ahimè nessuno nasce imparato) e questo non lo dico a mia difesa dato che tutti sostengono che sono un maestro severo. Lo sono perché di coscienza nell’ora di lezione devo darti il massimo di ciò che io ho imparato in questi anni, devo insegnarti un’arte non illuderti che la sai già fare perché così è più gratificante per l’allievo e meno faticoso per l’insegnante. E per dirla con le parole della sempre saggissima Mafalda…

mafalda

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