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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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Di recente ho avuto tre interessanti chiacchierate che posso sintetizzare in tre frasi:
1) L’ikebana richiede un grosso impegno e non è come un corso di yoga dove vedi i risultati fin dalla prima lezione.
2) Da me ti aspetti più che dalle altre allieve.
3) Se vogliamo organizzare bene le cose purtroppo costano.
Tre frasi solo in apparenza non legate tra di loro.
Alle dimostrazioni di ikebana io, quasi scherzando, dico sempre che per me quest’arte è stata una cura “psichiatrica”. Si sa tutte le arti, gli hobby aiutano a “staccare” se le affrontiamo seriamente. E dopo la prima lezione di ikebana avremo aperto la porta su di un nuovo mondo (senza avere i dolori fisici di una prima lezione di yoga….) e imparato a fare una composizione. Se uno a lezione ai concentra e si dimentica di cellulari o problemi vari…. il gioco è fatto. E noi maestri dobbiamo aiutare l’allievo in questo. Se l’allievo sta seduto a tavolini dove non c’è spazio e quindi o ci pone sopra il contenitore o i fiori o la ciotola per il taglio in acqua, oppure invece del suiban di ordinanza usa le teglie di Ikea e il materiale fornito son fiori presi a caso e mescolati malamente tra di loro bè…. diciamo che almeno io in queste situazioni non riuscirei a concentrarmi…
Se facciano corsi per accrescere il proprio prestigio da maestro senza badare a nulla non coltiveremo campi di fiori, ma di gramigna.
Non si possono vedere i khion (le composizioni base della scuola Sogetsu) dove ci son due o tre (in un khion si tende a non usare più di due materiali per non confondere l’allievo) rami o fiori o foglie messi a caso senza tener conto di colori o forme. Se si agisse così per quanto si faciliterebbe la vita all’allievo di certo non si sarebbe onesti nei loro confronti.
E un buon maestro sa il grado di potenzialità che ha un allievo e su quello baserà la sua evoluzione. La serietà, la passione che si mette nello studio dell’ikebana saranno la base sempre del nostro cammino e della tipologia del percorso che faremo. E se un allievo può guidare un’auto da corsa, noi dobbiamo spronarlo a scendere dalla bicicletta e affrontare nuove sfide.
Lo studio dell’ikebana non lo prescrive il medico per cui se ci avviciniamo ad esso è per interesse o curiosità. E sta al maestro accogliere nella maniera migliore. A Roma e a Livorno teniamo il corso in sale ampie ed accoglienti. A Roma presso l’Hotel dei Congressi all’Eur, una delle zone più eleganti di Roma facilmente raggiungibile anche da chi viene da altre regioni e a Livorno presso la splendida associazione ASD Oriente a due passi dallo storico e suggestivo lungomare labronico.
Ma anche quando ci invitano a tenere workshop e corsi nelle altre parti di Italia diciamo sempre che livello qualitativo abbiamo come aspettativa. Si sa le sale costano (se belle) e i materiali pure (se freschi e di qualità) per cui noi vogliamo che l’allievo abbia il massimo anche a costo di rimetterci di tasca propria. Non scendiamo a compromessi perché ci teniamo che l’anima delle persone ne esca arricchita in bellezza, non vogliamo comprargliela a buon mercato.

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