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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: aprile 2015

29042015-IMG_1737a(© Luca Ramacciotti)

Gelsomino- Fiore della notte, solo all’alba o al tramonto

concede il suo profumo. Inebriante, caldo, evoca il mondo magico,

ne assottiglia i confini, concede benessere e felicità.

Sensuale, facilmente adattabile. Il piacere

è nascosto nei piccoli petali candidi, coglierlo è solo l’inizio.

(C. Caboni – Il sentiero dei profumi)

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_MG_9499 copiafbCosì si domandava il reporter Eugene Smith. Per fortuna i fotografi che conosco han tutti cuori immensi e una passione totale verso la loro arte. Giuseppe Cesareo ci ha dedicati un’intera giornata, scegliendoci come “soggetti” per un suo progetto, seguendoci dal Mercato dei fiori fino alal sala dell’Hotel dei Congressi per documentare tutta la giornata dedicata al corso di ikebana. Ancora una volta a lui va il nostro grazie più totale ed incondizionato.  E vi lascio con alcuni dei numerosi scatti da lui realizzati.

 

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_MG_9676Anne Justo 水麗 Mirei: L’ikebana per me è un percorso che piano piano mi ha regalato calma e serenita.

(Maestro Luca Ramacciotti)

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Yanitsa Georgieva 八重菊 Yaegiku: L’ikebana per me è significativa comunicazione non verbale.

(Maestro Luca Ramacciotti)

Ho aperto questo post con le bellissime foto realizzate da Giuseppe Cesareo alle nuove due maestre da me nominate. Mi sembra giusto celebrare l’inizio di questa nuova tappa del loro cammino lungo il sentiero dei fiori. Anne e Yanitsa mi hanno scritto le loro sensazioni, le loro idee e sono state tramutate in un gagoh da Michiko Kato a cui va la nostra più sentita riconoscenza.

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18_02(Schema Stile Base Verticale Scuola Sogetsu rielaborato da Moris Vincoletto)

La bellissima citazione di Picasso che apre questo blog è riferibile a qualsiasi attività artistica quindi ikebana compresa. Soprattutto likebana della scuola Sogetsu.  La scuola di ikebana che rappresento è celebre per l’ampia gamma creativa che ha, per le sue grandi installazioni e per lo “stile libero” che si insegna durante il percorso di studio (a differenza di altri grandi scuole). Se l’ikebana perde (apparentemente) l’aspetto sacrale per acquisire lo status di arte moderna è anche vero che pone una difficoltà di base ai suoi studenti, quello di essere sempre artisti a 360° senza nascondersi dietro a regole che potrebbero anche divenire pericolosi steccati. Di contro, acquisendo una certa maestria, è anche vero che possiamo ricorrere ai khion (i nostri stile base) realizzandoli con l’esperienza degli anni di studio alle spalle e non l’inesperienza dei primi anni per cui l’aspetto sarà totalmente diverso.

Proprio nel penultimo numero del Sogetsu Magazine la Maestra Ishikawa Ryu ha realizzato una variazione n°1 con una tale perfezione da sembrare uno stile libero.

Perché dico questo? Perché a volte è difficile far bene comprendere cosa sia l’ikebana della Sogetsu. Le altre scuole ti parlano del rispetto della Natura, della stagionalità come se a noi non appartenesse mentre in realtà utilizziamo anche noi i fiori di stagione, materiale selvatico difficilmente sarà abbinato ad un’orchidea o una rosa ad una gerbera etc. Solo che noi abbiamo in più lo scatto sullo stile libero che viene insegnato da subito e non è appannaggio solo dei grandi maestri come nelle altre scuole, viene studiato durante il percorso. Come se mentre si impara a fare le astine ogni tanto si provasse a scrivere una lettera. Se è vero che non utilizziamo solo materiale vegetale (ma è sempre  il 97% della nostra creazione), che ogni tipologia di contenitore può essere utilizzato (o anche nessuno) è pur vero che noi stessi viviamo di fiori e… di regole.

Lo schema che apre il post è relativo alla primissima lezione che si fa a scuola. Per i primi due anni si fanno praticamente solo astine… e qualche salto nel vuoto.

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(© fotografico di Luca Ramacciotti)

E tra un’astina e un tentativo di parola intanto studiamo quanti più materiali possibili trovandoli in natura o al Mercato dei fiori o dai grossisti. E’ bene conoscere il materiale che andiamo ad usare, ma soprattutto riconoscerne il profumo, lasciarsi ammaliare dalla sua bellezza, dalla sua fragranza. Se di un fiore, di un ramo, di una foglia conosciamo la scheda scientifica, ma non sappiamo apprezzarne la forma, le sfumature di colore, il profumo non stiamo facendo veramente ikebana.

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(© fotografico di Luca Ramacciotti)

La primavera col suo risveglio ci dona una quantità incredibile di colori, fragranze, sensazioni. Quando compero i fiori per le lezioni passo continuamente il naso da un mazzo all’altro, lascio che i profumi mi travolgano, cerco di memorizzarli. E’ importante ricordare che sensazioni olfattive il fiore ci ha comunicato. Anche in negativo (per me) come con la mimosa il cui polline mi fa molto… commuovere. Ricordare come abbiamo utilizzato quel fiore, in che stile, tema, perché, che sensazioni ha stimolato nell’accostarsi ad un altro fiore nella stessa composizione poiché anche chi vedrà il nostro ikebana percepirà quelle sensazioni. Ed un giorno avrò pure il coraggio di utilizzare il mio amato gelsomino (la cui piccola piantina mi portai dietro dal soggorno a Nizza) il cui profumo rimane, per me (assieme alla lavanda) uno dei più magici.

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_MG_9459(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

Se nei post precedenti ho ringraziato Giuseppe Cesareo per il fondamentale workshop fotografico tenutosi presso l’Associazione ASD Oriente qui voglio ringraziare l’amico Giuseppe Cesareo per i bellissimi scatti effettuati nel dietro le quinte della lezione di ikebana e della piacevole passeggiata lungo quel luogo meraviglioso di Livorno che è la Terrazza Mascagni. E come spesso accade in questo blog lascio siano le immagini a parlare, suggerire, emozionare perché che tra noi ci sia armonia mi pare palese e speriamo di comunicarla anche a voi.

_MG_9387(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

_MG_9391(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Luca Ramacciotti)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Giuseppe Cesareo)

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Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e filtri giusti.

Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.
(T. Terzani)

Apro questo post con questa bellissima citazione di Terzani prima di lasciarvi agli ikebana delle mie allieve visti da Giuseppe Cesareo. All’appello ne mancano due che saranno inviate al concorso che bandisce annualmente la Sogetsu a cui partecipaimo sempre con gioia e divertimento per confrontarci e vedere cosa “è” la Sogetsu nel mondo. Ancora una volta ringrazio Rosaria Lenti e ASD Oriente per la gioiosa ospitalità e naturalmente Giuseppe Cesareo che si è calato con la sua arte e professionalità nei panni di un ikebanista. Compito non facile questa volta dato che le lezioni vertevano sui colori e si andava di giallo, rosso e bianco.

_MG_9403(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

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(Ikebana e vaso di Ilaria Mibelli)

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(Ikebana e vaso di Rosaria Lenti)

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(Ikebana e vaso di Silvia Barucci)

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(Ikebana di Rosanna Lari – Vaso di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

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(Ikebana di Rosaria Lenti)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli)

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(Ikebana di Silvia Barucci)

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(Ikebana di Rosaria Lenti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

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(Ikebana di Rosanna Lari)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli)

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(Ikebana di Silvia Barucci – Vaso di Luca Ramacciotti)

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fotografare_oriente_webSpostando l’orario consueto della lezione di ikebana al mattino, il pomeriggio ce lo siamo riservato per un incontro interessantissimo con il fotografo Giuseppe Cesareo che già a Roma aveva tenuto un workshop su come fare foto di ikebana.

E’ innegabile, come ho avuto più volte modo di ribadire in queste pagine, che oramai la comunicazione di immagine sia tutto. Dimentichi dei tempi dei piccioni viaggiatori o dei bei cartoncini di invito si vive online e, prendendo spunto da una battuta di Caterina Guzzanti, se non sei online non esisti.

Quindi perché mortificare i nostri lavori con foto inquadrate male, sfuocate, con dietro la sfilata del carnevale? Se utilizziamo pannelli non si dovrebbero vedere le mani di chi li regge o il bordo di tendine che non arrivano al tavolo o peggio ancora ante di armadi.

11042015-IMG_1606Al di là del workshop pomeridiano Giuseppe ci ha condotto per mano anche durante la lezione da me tenuta facendoci vedere come sfruttare la luce naturale od artificiale per rendere al meglio i nostri lavori. Per l’occasione, complice la primavera, avevo anche portato fiori particolari per sviluppare le tre lezioni del III livello inerenti il tema del colore.

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Nella Scuola Sogetsu il colore dei fiori si trasforma in tempere, colori da plasmare su una tavolozza, perdono il significato stagionale (che so il bianco per l’inverno o il giallo per l’estate) per ricollegarsi all’arte moderna, vanno in nuance di colore, in contrasto o per mettere in risalto il vaso scelto (questi  temi delle tre elzioni odierne).

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Per cui dopo aver spiegato le lezioni le allieve hanno osservato attentamente il materiale a disposizione e hanno pure fatto un po’ le graffitare colorando i rami di kiwi con le bombolette di vari colori.

11042015-IMG_1614Partendo dal cerchio cromatico ideato da Michel Eugène Chevreul, passando per esempi di celebri quadri e l’idea di colore che si è avuta negli ultimi due secoli nella pittura le allieve hanno realizzato i loro lavori che Cesareo ha fotografato spiegando ogni singola scelta di inquadratura e di luce.

11042015-IMG_1626Dopo una pausa di ottimo cibo (le mie allieve bravissime cuoche) ed una passeggiata sulla splendida piazza Mascagni è iniziato il workshop vero e proprio aperto a tutti.

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Grazie alle esplicite e chiare slide ideate da Cesareo, e tutta la strumentazione professionale che aveva portato, ci siamo addentrati in questo importante, per noi, universo. Ormai anche la più semplice compatta ha possibilità da sfruttare incredibili per cui non possiamo nasconderci dietro la mancanza di una macchina professionale (spesso in realtà non conosciamo bene la fotocamera che possediamo), c’è solo da comprendere se vogliamo vivere nel presente o meno.

11042015-IMG_1633Domande curiose e pertinenti hanno costellato la spiegazione di Cesareo che valeva tanto per gli ikebana quanto per i bonsai o lo shodo.

11042015-IMG_1637Al termine delle spiegazioni, esaurienti, ma credo un secondo incontro sarebbe ancora più chiarificatore, Cesareo ha iniziato a far fare le foto ad ognunno dei partecipanti passando così dalla teoria… alla pratica.

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Giornate come questa, oltre ad essere un balsamo mentale, sono indubbiamente di crescita personale per cui ringrazio in primis Rosaria Lenti a cui non faccio mai in tempo a spiegare una mia idea che ha già aderito con entusiasmo coinvolgendo la sua associazione presso cui ho la fortuna di insegnare ikebana, le mie allieve partecipi sempre di ogni iniziativa ed ovviamente Giuseppe Cesareo per esser venuto fino a Livorno a comunicarci la sua passione e professionalità per la fotografia.

 

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