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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

10403644_10152786921327509_3660505738896533842_n(vaso di Sebastiano Allegrini – © fotografico Luca Ramacciotti)

Il mio maestro di ceramica (Sebastiano Allegrini) mi ha consigliato un libro di cui sto per riportare un capitoletto. Ogni riferimento è ovviamente all’arte ceramica, ma come si vedrà spesso si parla di nozioni che riguardano l’arte tout court. Molte di queste cose scritte dall’autrice (Susan Peterson) mi sono riecheggiate in mente perché alcune già note grazie ai consigli, agli insegnamenti della mia maestra di ikebana (Valeria Raso Matsumoto) e soprattutto ai principi su cui si basa l’ikebana Sogetsu dove ricordo si va a fare delle vere e proprie sculture tridimensionali di “natura”. Credo che i passi sottostanti siano utili per ogni persona che faccia o studi arte visiva.

Fare Ceramica

di Susan Peterson

(ed. Zanichelli)

L’artista costruisce sulla base dell’esperienza. I principianti continuano ad essere tali molto a lungo. […]

L’arte è qualcosa di più della somma dei procedimenti. A volte s’incontrano delle persone che sembrano nate con la dote di trasformare in arte tutto ciò che toccano. Più spesso, però, il cammino verso l’arte appare arduo e difficoltoso.

Sia che facciamo oggetti d’uso o sculture, esistono dei principi da applicare alle forme tridimensionali, come movimento, ripetizione, contrasto, varietà, proporzione. Ci sono qualità da realizzare come morbido, duro, luminoso, pesante, fragile, robusto. Ci sono sensazioni da comunicare come eccitazione, drammaticità, potenza. Dovreste avere tutte queste parole in testa, quando lavorate. Per creare qualcosa occorre che siate in grado di visualizzarne l’immagine, trovare il modo di realizzarla e saper cambiare se si presentano nuove possibilità. Imparate a fissare l’immagine nella mente, visualizzandola dall’inizio alla fine. […]

Bisogna imparare a vedere. Esercitare l’occhio a individuare linee, forme, colori, luce nelle opere altrui e proprie non è solo possibile, ma indispensabile per ogni artista. Ogni fotografo si addestra a raggiungere questa capacità per poter cogliere le immagini; alla fine è l’immagine a cogliere lui. Questo avviene dopo una lunga esperienza nel campo della visione. Abituatevi a fissare nella mente le vostre percezioni davanti alle forme. Pochi nascono con questa abilità che, per fortuna, si può acquisire e sviluppare col tempo. Per esercitarvi a cogliere la forma, restate fermi in una stanza, in piedi o seduti, e riducete all’essenza quel che vedete. Selezionate ombre e  luci, orizzontali e verticali, senza vederle come oggetti: guardate gli spazi, senza far caso ai particolari. Le forme quadrate o rettangolari si accordano agli spazi; osservate le linee della stanza, i divisori, i mobili, le finestre; individuate le linee dinamiche e quelle statiche; le zone di luce e quelle in ombra. Questo esercizio è basilare per acquisire una sensibilità spaziale. Fatelo ovunque, sul treno, al supermercato. I chiari e gli scuri, e a volte anche i toni intermedi, determinano delle fratture in uno spazio, o possono creare zone in rilievo su una superficie piana. Fate delle scelte; pensate quali forme o tipi di chiaroscuro vi interessano di più e cercate di capire perché. Se vi abituerete a ragionare in questo modo, diventerà per voi instintivo farlo. E’ importante decidere da soli e sul momento. Prendete l’abitudine di guardare gli spazi, fuori dalla finestra, lungo la strada e in campagna – le masse formate dagli alberi e i solidi geometrici definiti dalle case. Osservate solo le sagome, in modo che gli spazi assumano una particolare importanza, mentre vi avvicinate o indietreggiate. Oltre allo spazio, imparate anche a cogliere la linea, che potrà essere una vera linea che taglia lo spazio o una forma intersecata da un’altra. Individuate le linee ovunque. Esaminate attentamente dall’inizio alla fine. Alla fine, mentre lavorate l’argilla, vedrete le direzioni della linea e definirete senza pensarci forme e piani. Si creano delle tensioni fra linee veloci e linee lente, forme grandi o piccole, toni brillanti o scuri. Di fondamentale importanza è anche il colore che spesso supera per intensità percettiva la linea o addirittura lo spazio. Studiate i colori per vedere l’effetto che fanno da soli o combinati. Una macchia rossa in un quadrato giallo crea una tensione drammatica. Cercate di immaginare l’effetto di una macchia rosa o bianca. Formatevi da soli le vostre idee, in modo che siano personali e significative.

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