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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(© fotografico di Luca Ramacciotti)

Se Arlecchino si confessò burlando ecco un decalogo di cose che ad un ikebanista non dovrebbero mai essere dette soprattutto se ha le hasami in mano….  🙂

Ma come mai lei che è un uomo fa ikebana? Ora è vero tutti noi abbiamo in mente l’iconografica immagine della bella geisha che fa ikebana, ma c’è da dire che solo tardivamente le donne si sono avvicinate alle arti giapponesi e che tutti gli Iemoto (ovvero i fondatori e direttori) delle grandi scuole di ikebana sono stati sempre e solo uomini. Se non erro a “spezzare” questa consolidata tradizione fu proprio la Sogetsu con la II Iemoto della scuola (Kasumi Teshigahara) e stiamo parlando del 1979.

Dopo quante lezioni si diventa bravi? Si sta studiando un’arte. Avremo diversi livelli di bravura in base all’impegno, lo studio, l’esercizio, gli anni di professione, ma essendo un’arte non credo ci sia mai fine allo studio, alla passione. Personalmente credo che chi si sente bravo si sia solo arenato.

Posso fare una foto al suo ikebana? Così lo rifaccio a casa. E qui di solito sorridendo chiedo che poi mi mandino la foto…

Scusa, ma qual’è la difficoltà nell’allestire una mostra di ikebana? Dunque per quasi tutte le arti uno arriva, porta i suoi pezzi, li espone e, a fine mostra, se li riporta a casa. L’ikebana lo pensi e lo studi per una mostra e nasce e muore in quel contesto. Usiamo materiale vegetale deperibile e questo gli organizzatori spesso non ne tengono di conto. Per cui è anche una spesa economica (non mi prendete per venale, ma è sola praticità) ogni volta. Per quanto concerne la Sogetsu possiamo esporre ovunque, ma se invece di avere pareti bianche le abbiamo colorate, se invece di essere spoglie ci sono quadri ne dovremo tenere conto. Come, per esempio, i bonsaisti hanno precise regole su come esporre i bonsai sul tokonoma con un elemento di accompagnamento e/o una pittura o calligrafia così noi ikebanisti Sogetsu dovremo tener conto di cosa c’è (o non c’è) alle nostre spalle e intorno. E per ogni mostra andremo ad inventare, creare una composizione nuova per non ripeterci dato che non abbiamo stili come le altre scuole di ikebana.

Non ho fatto corsi di ikebana, ma ho letto molti libri, l’ikebana viene dal cuore. L’ikebana, come tutte le arti (dico sempre a lezione che Picasso non si svegliò un giorno dicendo: Voglio fare il pittore e sarò cubista) ha delle regole ben precise alla base, poi a seconda delle scuole avremo degli stili da ricreare o, come con la Sogetsu lo stile libero, ma con sempre regole  (equilibrio, pieno e vuoto, armonia etc) di cui tener di conto. Vero sono scritte anche nei libri di testo, ma come verifichi se poi hai fatto correttamente? Non si sta montando una seggiola.

Ah! Ma io voglio fare il corso! Quanto dura? Nella scuola Sogetsu sono previsti quattro livelli composti da circa 21 lezioni l’uno più un quinto livello per chi vuole diventare maestro. Ah… ed io quante lezioni devo fare?

Sono ceramista e nella ceramica non ci sono regole (!?) perché dovrei seguirle in ikebana? Questa è una domanda a cui non vi è risposta tipo: è nato prima l’uovo o la gallina?

A me l’ikebana non piace son tre fiori in un vaso. Al di là che magari (nella Sogetsu) possono anche essere due o uno solo, ma anche un’intera scenografia io vorrei sapere questa idea da dove nasce dato che in tutte le iconografie, foto etc di solito le composizioni non sono proprie alla Morticia…

Mi piace l’ikebana perché ti fa fare cose strane non come la composizione floreale nostra. Vedasi uovo e gallina di prima.

A me l’ikebana piace perché sono buddista. Mi fa piacere, io sono cattolico…… cioè io tra corsisti ho atei, agnostici, credenti…. vero l’ikebana ha una base storica buddista e filosofica col taoismo (detto velocemente ci vorrebbero vari post solo per sviscerare questo argomento), ma è un’arte e come tale universale e parla a tutti.

A me non piace tagliare i fiori. Ehm… essersi magari iscritta ad un corso di uncinetto?

Sono fioraio di professione si può fare un corso compatto di due o tre giorni in cui mi insegna il I livello della scuola? Non so perché ma ritorno spesso in questo post all’uovo e alla gallina….

A lezione insegno, o almeno ci provo in base alla mia piccola esperienza, come si fotografa un ikebana. Sì ok, ma io devo imparare a fare l’ikebana non sono una fotografa. E poi su internet vedi cose flashate e inquadrato anche il lattivendolo che passa….

Giuro che son tutte esperienze vissute in questi anni senza alcuna esagerazione, ma questo scherzoso post è per far capire che l’ikebana si può affrontare a vari livelli, come hobby, con serietà, ma si dovrebbe considerare che ci rivolgiamo sempre ad un maestro che crede in quel che fa e non è carino banalizzare il suo lavoro…

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