Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

07062014-18_luca-2(© fotografico di Silvia Barucci)

Due fatti recenti.

La prima la riscoperta della foto (risalente ad un anno fa) che apre il post e che si lega direttamente alla seconda questione. Mi è stato chiesto in questi giorni: “Per progettare 3 ikebana per una mostra mi vuoi dire che son mesi che ci pensi?” Si può quantificare il tempo che ci vuole per fare un ikebana? Vediamo.

L’ikebana in foto lo feci a lezione a Livorno (Oriente ASD); Nicoletta, una mia allieva aveva portato questo vaso ed io le feci vedere un possibile utilizzo. 2 minuti di realizzazione. Era un esempio, una cosa “facile”.

Quindi l’ikebana si fa velocemente? Direi di no. Se io non avessi incamerato quell’esperienza precedente con la mia insegnante (un’ora di lavoro assieme) non sarei mai arrivato probabilmente a fare questo lavoro a lezione. Quindi in realtà non si tratterebbe di un lavoro di 2 minuti.

Se devo pensare ad un ikebana per una mostra (grande o piccola che sia) parto da un’idea, un progetto, faccio alcuni disegni per comprendere come potrei sviluppare il tutto (progetti sommari difficilmente troverò rami, fiori od altro come li ho disegnati io). E questo per il mio ikebana. Dovendo fare una mostra dove ci sono anche gli ikebana delle mie allieve il lavoro si complica.

Fare una mostra di ikebana Sogetsu vuol dire che ogni volta dobbiamo inventarci qualcosa di diverso dalla precedente, non ripetere gli stessi temi o vasi. Se nella stanza ci saranno dipinti dovremo vedere come far sì che gli ikebana si sposino ad essi; nessuno dei due lavori deve essere a decorazione dell’altro. Se ci sarà una finestra vedremo come fare affinché lo sfondo non si sovrapponga al nostro ikebana, vedere se i muri sono bianchi o colorati, a composizioni “alte” dovremo abbinarne altre “orizzontali”, stare attenti ai vari tipi di fiori e colori che avviciniamo. Un lavoro che al maestro Farinelli e al sottoscritto porta giornate di discussioni, prove, idee.

Se si aggiunge che magari si andrà a manipolare il materiale i tempi si allungano, si fa seccare il materiale, gli si dà forma, lo si colora e i giorni passano. Idem per le dimostrazioni. Per non parlare poi del tempo passato per fare una buona foto del nostro lavoro che ormai è un dato di fatto che non possiamo trascurare soprattutto se andremo a mettere online il tutto.

Una volta una persona di un’altra scuola affermò che chi non sa fare ikebana fa stile libero. Ogni tanto vorrei avere la “facilità” di avere stili prefissati da “ricalcare” invece di dovermi spremere le meningi per creare qualcosa di diverso ogni volta, qualcosa che andrà a legarsi indissolubilmente al mio stato di animo, che quando lo riproverò lo farò diverso perché non starò vivendo lo stesso precedente attimo.

Inoltre per mostre o dimostrazioni c’è da considerare che mentre nelle altre arti uno si riporta il suo “pezzo” a casa e magari lo ripropone per un’altra mostra l’ikebana (e questo di qualunque scuola) nasce e muore per quella mostra o dimostrazione.

 

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: