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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: ottobre 2014

Antonia Tzenova

Stamani ultima dimostrazione di Ikebana International nell’ambito della mostra SgargianteSobrio presso l’Istituto Giapponese di cultura di Roma. In una sala gremita dopo i saluti del direttore dell’Istituto il dott. Matsunaga è stata la volta di Silvana Mattei (Ohara) presentare l’attività del chapter romano di Ikebana International di cui è presidente. Come al solito le dimostrazioni sono andate in ordine cronologico per cui la prima l’Ikenobo, poi l’Ohara e al termine noi della Sogetsu.

Antonia Tzenova

Con il maestro Farinelli abbiamo proposto due stili liberi molto diversi tra di loro sia esteticamente sia temporalmente dato che il suo riecheggiava la bella stagione da poco conclusasi in Italia e il mio rincorreva i colori autunnali. La difficoltà era eseguire due stile liberi senza utilizzare kenzan o altre tecniche di sostegno e il tutto in diretta e con itempi, stretti, a disposizione.

foto di Luca Ramacciotti

(Ikebana di Lucio Farinelli – foto di Luca Ramacciotti)

foto di Luca Ramacciotti

(Ikebana e foto di Luca Ramacciotti)

Per quest’ultimo post dedicato a questa triplice, indimenticabile esperienza vorrei ringraziare sia il direttore dell’Istituto sia le dott.sse Gasperini e Yoshida che ci hanno fatto sentire a casa nostra fon dal primo istante e le nostre splendide allieve che sono venute ad assistere, ad aiutarci, a fare foto:  Silvia Barucci, Antonella Lefevre, Giulia Fregoli, Anne Justo,  Tiziana Biondo, Ilaria Mibelli e Rosanna Lari.

Foto di Giuseppe Cesareo

(Foto di Giuseppe Cesareo)

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“Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”(Luca Ramacciotti – Ilse Beunen and Lucio Farinelli“Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts” )

Cosa è che rende l’ikebana differente dal flower arrangement? Ilse lo spiega in questo modo: l’ikebana è nel momento esatto in cui lo facciamo, già dieci minuti dopo se ne farebbe un altro perché ikebana è il rapporto che noi abbiamo con il materiale in quel momento, il nostro stato di animo, quello che ci suggeriscono i fiori, le foglie, i rami che stiamo per utilizzare. Il flower arrangement invece prevede una forma da creare e lì finisce. Non sto dicendo che non sia una forma artistica, sono due mondi che si guardano da lontano.

Quando ho iniziato a studiare ikebana mai mi sarei sognato che la mia vita ne sarebbe stata profondamente rivoluzionata mentalmente e culturalmente. Fare ikebana vuol dire entrare in diretto rapporto con la natura (Hana-no-kokoro è un termine che indica il rapporto spirituale tra il fiore e l’ikebanista, tra il maestro e il discepolo e tra l’uomo e tutte le cose viventi, tra appunto l’uomo e la natura).

L’ikebana non si fa per sete di potere, di prestigio, per moda o per distinguersi; in tutti questi casi avremo dei fiori messi artisticamente in un vaso. L’ikebana si fa perché ci dona piacere, ci fa scordare i problemi del quotidiano, un’unione di sensi. E il risultato sarà una composizione dove i vari elementi sembrerà naturale vederli assieme.

Nel workshop appena concluso (Anyone can enjoy Sogetsu Ikebana anytime, anywhere, using any material, Rami con frutti, Materiale secco e colorato) si è respirato solo energia positiva, una carica notevole di cuore e fiori. Perchè fare ikebana non vuol dire solo imparare una tecnica, fare una bella composizione, ma anche il rapporto di lavoro con tutte le persone che partecipano. L’ikebana, per dirla alla Totò, è ‘A livella; innanzi ad essa siamo tutti uguali. Non si deve pensare ai gradi, a chi è di un livello o di un altro. Siamo innanzi ad un contenitore (o non a seconda dei casi) e a fiori, rami foglie che hanno colori, forme, linee particolari da abbinare tra di loro.

Per ringraziare i Maestri e le partecipanti ecco alcune foto del “dietro le quinte” a partire da quella di apertura del post al Mercato dei fiori di Roma (ore 07.00 a.m.) mentre Ilse sceglieva il materiale da usare per il workshop. Sono alcune delle foto scattate da Ben dove i sorrisi compaiono sui nostri volti. Il leitmotif di questo workshop per me è stata una canzone che troverete… dopo le foto, ma credo intuirete dal titolo del post quale sia…

“Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”(Ilse Beunen – Giulia Fregoli – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

“Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”

(Anne Justo – Gisella De Donno – Ilse Beunen – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(Ilse Beunen – Angelika Mühlbauer“Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(Antonella Lefevre  – Vesna Stojanovic-Birovljev “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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 "Ilse Beunen"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"(“Ilse Beunen” – “workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

Il secondo workshop organizzato con Ilse Beunen (Anyone can enjoy Sogetsu Ikebana anytime, anywhere, using any material) prevedeva l’utilizzo di un materiale che avevo visto per la prima volta in foto in un libro sull’ikebana edito dalla Stichting Kunstboak e che avevo chiesto ad Ilse di portare dato che in Italia non si trova ovvero i wooden strips. Si tratta di lunghe “fettuccine” di legno colorato che possono essere piegate, arrotolate o decostruite e ricostruite.

Come tutto ciò che non è naturale (ovvero materiale vegetale vivo) il secco (normale, sbiancato o colorato) va inserito nel nostro lavoro in modo che sia parte effettiva dell’ikebana. Come ha ben spiegato Ilse se un ikebana ha senso anche senza la parte introdotta “non naturale” allora avremo fatto solo decorazione, se invece rimuovendola e lasciando solo il materiale vegetale vedremo che questo da solo non regge vorrà dire che il nostro è un lavoro ben eseguito.

Lascio la parola, come nel precedente post, alle bellissime foto realizzate da Ben Huybrechts sottolineando che sono state fatte con un set di emergenza realizzato dallo stesso Ben grazie alla sua professionalità. Ma al di là di questo come ha detto durante il suo workshop su come si fotografa un ikebana se non si ha un pannello o carta fotografica per sfondo va bene pure il muro bianco di casa. Evitiamo foto dove si vedono le porte, le finestre, le sedie, i divani o che so i sacchi dell’immondizia (giuro non esagero). Un ikebana anche bellissimo se fotografato storto o colpito da flash sarà sempre brutto.

 "Silvia Barucci"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Silvia Barucci” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

 "Tiziana Biondo"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Tiziana Biondo” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Gisella de Donno"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Gisella de Donno” – “workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Lucio Farinelli"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Lucio Farinelli” – “workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Tatjana Felberg"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Tatjana Felberg” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Giulia Fregoli"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Giulia Fregoli” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Anne Justo"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Anne Justo” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Anita Kavlie"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Anita Kavlie” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Antonella Lefevre"  "Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Antonella Lefevre” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Angelika Mühlbauer"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Angelika Mühlbauer” – “workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Lucia Piereli"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Luca Ramaciotti” – “workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Luca Ramaciotti"  "workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Vesna Stojanovic-Birovljev” – “Workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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"Ilse Beunen"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ilse Beunen"(“Ilse Beunen” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ilse Beunen”)

Il primo workshop affrontato con Ilse Beunen durante la due giorni romana (Anyone can enjoy Sogetsu Ikebana anytime, anywhere, using any material) era inerente una lezione del 4 livello di studio della Scuola Sogetsu ovvero l’utilizzo di rami con frutti. Il focus è quindi su frutti, bacche o similari dove si deve tener conto della loro eventuale pesantezza, di come collocarli dando una forma, uno spazio al nostro lavoro affinchè l’armonia finale risulti perfetta. Un tema tecnicamente ed esteticamente non facile.

Con Lucio Farinelli avevamo predisposto i vasi scelti da Ilse, tra quelli in nostro possesso, e stabilito l’ordine con cui le partecipanti al workshop andassero a sceglierli. Per ospitalità noi si sarebbe stati, durante questo primo workshop, gli ultimi a scegliere. Quindi utilizzando quelli “scartati” da tutti, ma va bene così siamo ad un workshop e dobbiamo usare qualsiasi cosa perché lo scopo non è gareggiare, fare bella figura con l’insegnante, ma imparare, approfondire e condividere un’esperienza con altre persone. Ilse passava tra i tavoli dando suggerimenti, aiuti per poi procedere alla correzione finale e spiegazione.

Non mi dilungo oltre. Come in altri casi lascio che siano le foto a parlare. E in questo caso che foto!

"Silvia Barucci"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Silvia Barucci” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Tiziana Biondo"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Tiziana Biondo” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

 "Gisella de Donno"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Gisella de Donno” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Lucio Farinelli"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Lucio Farinelli” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Tatjana Felberg"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Tatjana Felberg” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Giulia Fregoli"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Giulia Fregoli” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

"Anne Justo"  "fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts"

(“Anne Justo” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(“Anita Kaivle” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(“Angelika Muhlbauer” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(“Luca Ramacciotti” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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(“Vesna Stojanovic-Birovljev” – “fruit bearing branches workshop by Ilse Beunen Photography: Ben Huybrechts”)

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IMG_1512(Pranzo di Workshop con le partecipanti)

Quando con Lucio Farinelli lo scorso dicembre decidemmo di chiedere ad Ilse Beunen di venire in Italia per fare un workshop non pensavamo di certo di andare incontro a un’esperienza tanto sfiancante quanto energizzante, bellissima ed indimenticabile. Che fosse brava lo si sapeva (Ikebana Belgium), che fosse pure una persona di un’alta carica umana, appassionata di ikebana da trasformare un workshop in poesia l’avremmo scoperto successivamente.

Ideando un workshop con Ilse non potevamo perderci l’opportunità di non “approfittare” del marito Ben Huybrechts e fare anche un workshop di fotografia data la sua indiscutibile bravura. Così li contattammo per decidere il tutto. Entrambi acconsentirono subito con molto calore… come le mie allieve felici di questa possibilità. Se io o Lucio facciamo loro un workshop in realtà è una lezione di approfondimento su di un tema. Un workshop si fa con altri maestri, di maggiore esperienza che portano nuovi punti di vista.

Non ci si sarebbe aspettati che pubblicando la notizia su Facebook avrebbe aderito anche una maestra della Germania e una delegazione di tre norvegesi.

Mentre i mesi passavano e l’organizzazione procedeva (scelta dei possibili materiali, temi, vasi, location, orari etc) cresceva anche il timore inerente l’organizzazione dato che non solo era il primo workshop che si organizzava, ma subito si andava in ambito internazionale.

Ma dato che tutti possono divertirsi con l’ikebana (che come tutte le arti non è riservata ad un’élite) il tutto è andato nei migliori dei modi superando ogni più rosea aspettativa.

Ilse e Ben sono arrivati il giovedì pomeriggio e il venerdì mattina presto eravamo già al Mercato dei Fiori a comperare il materiale per poi portarlo presso l’Hotel dei Congressi dove si sarebbe svolto il tutto. Sistemato il materiale (taglio in acqua, alcool, aceto, rimozione delle foglie in eccesso etc) siamo andati cone Ilse e Ben da Pots che volevano conoscere il ceramista di cui avevano scelto la maggior parte dei vasi, tra quelli in nostro possesso, per il workshop. La sera Ilse ci ha fatto vedere come avrebbe utilizzato il materiale per i due workshop ideati. Vederla al lavoro, sentire la sua empatia verso i fiori e l’ikebana, i suoi consigli sono stati momenti preziosissimi.

La sera incontro con tutte le partecipanti del workshop….. attorno ad un tavolo da buoni italiani. Ilse e Ben ci hanno donato lo stupendo libro inerente la loro mostra Wabi-Sabi (avvolti in due bellissimi Furoshiki) e la delegazione norvegese un liquore di Mora Baltica e cioccolata (che abbiano intuito la mia passione per essa?). E lì subito è venuto fuori che le persone erano conviviali, gioiose e simpatiche. Si partiva bene.

10480135_604043756388395_8114923000868778130_nAd ogni persona che veniva da fuori Roma abbiamo fatto trovare in camera un elegante Obi, come solo lei sa fare, di Claudia De Vargas Macciucca e per ogni partecipante un tazza da tè realizzata per l’occasione da Sebastiano Allegrini.

Ai due Maestri son state regalate anche le due magliette fatte per il nostro gruppo di studio.

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Il workshop poteva iniziare (anche grazie ai cioccolatini a forma di cuore offerti da Angelika).

La mattina il focus era su rami con i frutti, un lavoro particolare, di sicuro non facile tecnicamente e visivamente. Ilse ha seguito e consigliato ognuno di noi fino a quando non è stata soddisfatta del lavoro svolto. Dopo abbiamo seguito le spiegazioni dei vari ikebana potendo imparare molto di più che avere le proprie correzioni e basta.

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Sul pranzo e la torta che avevamo preparato non mi dilungo dato che la foto relativa apre l’articolo. Un grazie ad Angelika per le chiavette USB dell’Oktoberfest.

Nel pomeriggio il tema era materiale secco e colorato ed abbiamo utilizzato i woodenm strips materiale che non si trova in Italia e che Ilse e Ben hanno portato specificatamente per l’occasione. Anche questo secondo workshop si è rivelato molto interessante e di crescita. A partire dall’incredibile realizzazione di Ilse senza kenzan e di puro equilibrio.

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Al termine delle correzioni, delle spiegazioni, per ogni workshop abbiamo fatto le foto ai nostri ikebana. O meglio Ben aveva allestito un mini set fuori dalla sala dove fotografava i nostri ikebana che erano immediatamente visuallizati sul suo pc per controllare al meglio la qualità della foto.

IMG_1480Oggi ormai non si possono più vedere foto storte, con rami fuori dall’inquadratura o il regno del flash perché i mezzi per fare una buona foto, senza sperare di arrivare a realizzarle come quelle di Ben, ci sono, Basta semplicemente iniziare a studiare la propria macchinetta fotografica che sia compatta, bridge, reflex o quel che volete (di certo non useremo i telefonini….) e un buon programma di editing.

Se la sera ci siam lasciati cullare dalla qualità culinaria di Sakana, la domenica mattina eravamo di nuovo in sala (coaudiuvati da cioccolatini norvegesi portati da Tatjana) per cercare di capire da Ben i comuni errori di una fotografia e come poter fare al meglio un lavoro. Ben ha portato tantissimi esempi, spiegazioni, suggerito tecniche ed idee.

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Un workshop imperdibile per chi vuol provare a fotografare al meglio i propri ikebana perché come diceva Ben basta una luce sbagliata e un ikebana da bello diviene brutto. Al termine Silvia Barucci mi ha donato due libri bellisismi a partire dal catalogo della mostra che Hiroshi Teshigahara fece in Italia.

Questa la veloce cronaca al termine di due giorni indimenticabili, ricchi di emeozioni, di incontri bellissimi e di fiori e luce impossibili da descrivere. Per le foto ufficiali aspettiamo Ben, non potrei mai dopo averlo visto al lavoro pubblicare le mie 🙂

Hanno partecipato al Workshop (e alle cene e pranzi 🙂 ):

Angelika Mühlbauer

Anita Kavlie

Anne Justo

Antonella Lefevre

Gisella De Donno

Giulia Fregoli

Lucio Farinelli

Luca Ramacciotti

Silvia Barucci

Tatjana Felberg

Tiziana Biondo

Vesna Stojanovic-Birovljev

Grazie a tutte di ❤

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Da anni ormai, grazie a persone illuminate ed appassionate, si stanno abbattendo gli steccati che separavano da una parte bonsaisti e suisekisti e ikebanisti (o altre forme d’arte orientale come lo shodo). Grazie a mostre apriporta come quella “Città di Frascati” è stato possibile vedere e comprendere il percorso unico che lega queste particolari opere.

Quando Laura Monni (segretaria del Roma Bonsai) ci ha invitati alla loro stupenda manifestazione il nostro assenso è stato immediato sia per stima sia per piacevole amicizia che ci lega ad alcuni esponenti di questo Club Bonsaistico dove la professionalità, la mancanza di interessi e l’armonia la fanno da casa.

Coaudiuvati dalla nostra allieva Lucia Pierelli abbiamo tenuto una dimostrazione in cui Lucio Farinelli ha eseguito tre ikebana mentre io illustravo le linee guida della scuola Sogetsu.

Dopo un piacevolissimo e prelibato pranzo (alle volte avessi carenza di cibo…) si è svolta la visita guidata a tema “Piante di accompagnamento” tenuta dalla bravissima Silvia Orsi la cui competenza e dolcezza ci ha guidato nel comprendere questo meraviglioso mondo “satellite” del bonsai.

IMG_1457(Silvia Orsi durante la conferenza – guida)

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(Ikebana di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Lucio Farinelli)

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IMG_1406(Lucio Farinelli e Luca Ramacciotti)

Oggi presso l’Istituto Giapponese di Cultura si teneva la II dimostrazione a cura di Ikebana International nell’ambito della mostra SgargianteSobrio (Ikebana International a SgargianteSobrio).

Avevo deciso di utilizzare un vaso a forma di piramide, tipico della scuola Sogetsu, realizzato da Sebastiano Allegrini e dei tralci di Kiwi dono dell’allieva Lucia Coppola. Quando, come ho spesso raccontato, inizia accadde proprio all’Istituto durante un workshop e ad accompagnarmi nella prima “lezione” fu la maestra Maria Grazia Rosi. Oggi utilizzando quel contenitore che lei amava per forma ho voluto ricordarla e dedicarle il mio lavoro anche se l’emozione del momento si è unita a quella della persona stupenda e maestra bravissima che avrei voluto tanto far conoscere alle mie allieve.

Lascio la “parola” ad alcuni momenti della dimostrazione.

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(Ikebana di Luca Ramacciotti in onore della maestra Maria Grazia Rosi – copyright fotografico di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Lucio Farinelli – copyright fotografico di Luca Ramacciotti)

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