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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Ikebana di Luca Ramacciotti

Nella mia carriera “scolastica” ho avuto due insegnanti da cui ho ricevuto preziosi insegnamenti non solo a livello “pratico”. E il maestro è davvero fondamentale. Me ne sono accorto in questi anni dove forse ho “faticato” più che nei precedenti, in cui sono entrato più in “crisi”, ma che mi ha fatto evolvere e capire molte cose come non mai. Perché l’ikebana si può fare per hobby, per divertimento, per stare bene, per imparare un’arte. Vari livelli di partecipazione e “lettura” della parola ikebana. Ma al di là di tutto fondamentalmente si impara un’arte. E come tutte le arti ha sue regole ben precise. Imparate queste poi si può creare, ma è come se io volessi fare un vaso di ceramica senza sapere l’abc se mi ostinassi a ignorare le regole che sono il solido basamento su cui si regge tutto. Oggi in viaggio studiano un libro su tecniche fotografiche sono incappato nella seguente frase di Cézanne: Potrei essere impegnato per mesi senza spostarmi, solo girandomi un poco verso destra o verso sinistra. Ecco questo, per me, è l’atteggiamento dell’ikebanista. Osservare attentamente il mondo che ci circonda, il materiale che abbiamo. La calma, il “rilassarsi”, l’osservare, indagare e poi per ultimo comporre. La mia prima maestra sosteneva  che non si doveva invidiare chi era alivello avanzato o commiserare chi era indietro a noi perché ognuno si esprime in base a quello che ha imparato e se fa le cose con coscenza un ikebana del I livello sarà bello come quello di uno di IV. Ovvio andando avanti si mparano più cose, si ha più possibilità di espressione, si migliora (o almeno ci si prova) “sempre” per cui si “cresce”, ma avremo sempre qualcuno avanti e più bravo di noi e qualcuno indietro che inizia i primi passi. La superbia non fa parte del mondo dell’ikebana.

La mia nuova maestra di solito invece mi spreme come un agrume perché sostiene che pretende di più da chi è di un certo livello rispetto a chi inizia o sta ancora studiando. Se si riflette i due insegnamenti non sono scollegati tra di loro. Anzi. E li subisce una persona che è da sempre recalcitrante alle regole, che si ribella. Ma se noi andiamo da una persona ad imparare una qualsiasi cosa è perché stimiamo quella persona, la reputiamo brava. E la mia insegnante per fortuna lo è. Poi ognuno ha il suo carattere e una storia alle spalle, ma l’allievo la dovrebbe lasciare sulle soglie dell’aula.

Credo in questi anni di essere cresciuto almeno in consapevolezza grazie alla mia maestra e ben venga che mi “sprema”. Se lei mi dirà che un mio lavoro va bene o mi promuoverà di livello son sicuro che lo farà con la coscienza tranquilla, perché me lo merito. Lei non fa sconti ed ha ragione. Perchè mi sta insegnando un’arte.

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