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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ikebana(Aspidistra, Lisianthus, Solanum mammosum)

 

Fin dal primo livello di studio della Scuola Sogetsu si affronta il tema dello “stile libero”.  Questa lezione ha una duplice funzione. L’allievo si trova improvvisamente a doversi esprimere creativamente senza seguire gli schemi del libro inerenti stili base e variazioni mentre il maestro comprende quanto l’allievo abbia assimilato argomenti quali proporzioni, spazio, movimento etc. Come scritto in un precedente post il percorso di studio della Sogetsu si articola in quattro anni, i primi due sono sullo studio degli ikebana base e variazioni mentre il terzo e il quarto affrontano vari temi. Questo non vuol dire che superati i primi due anni ci liberiamo dalle regole e si fa quel che ci pare. Dovremo andare ad applicare “liberamente” le regole che abbiamo appreso. Se negli stili base seguiamo diagrammi ed abbiamo tre rami principali (Shin, Soe, Hikae) nello stile libero andremo a “sfruttare” le conoscenze di proporzione, di colore, forma (ed altro) apprese e se anche visualmente non avremo più tre elementi principali dovremo tenerli a mente per cui l’elemento di “spicco” sarà il nostro Shin, quello secondario il nostro Soe e a seguire l’Hikae. Se utilizzeremo un vaso alto ricorreremo alle tecniche di ancoraggio studiate per il Nageire e così via.

Nella conferenza tenuta da Graf (vedasi post precedente) notavo che alcune regole “formali” sono comuni a tutte le scuole come ad esempio una compattezza dei materiali alla base che non diano idea di elementi sparpagliati sul kenzan, una forma che faccia sembrare che l’ikebana si sviluppi “naturalmente” come se non fosse una creazione dell’uomo, ma della natura. Noi diamo una “seconda vita” ai nostri materiali, li poniamo in un ambiente non naturale perché portino il calore, il colore, le forme della natura a rallegrare i nostri occhi e i nostri sensi, togliamo quegli elementi rovinati (una foglia mangiata dagli insetti, un rametto spezzato) per dare armonia al tutto, ma il nostro risultato non dovrà essere qualcosa dove i fiori, le foglie e i rami sembrino conficcati col martello nel kenzan, legati tra di loro con nodi indissolubili anche per Houdini, infilati con forza nei contenitori. Ricordiamoci sempre che cerchiamo l’armonia. Il materiale usato dovrà sembrare naturale. Se interverremo sul materiale (foglie piegate o lavorate ad esempio) questi non dovrà sembrare costretto in quella forma perché immediatamente il nostro lavoro risulterebbe sterile. E questa è la difficoltà maggiore dello stile libero.

Nella Sogetsu l’accostamento dei materiali si fa in base a forma, colore, movimento per cui c’è un’ampia possibilità creativa ed espressiva ed ognuno di noi ha un carattere ed una propria personalità che riversa nei suoi lavori. La difficoltà per il maestro, nel correggere, sta proprio nel rispettare l’idea dell’allievo, il suo carattere ed eseguire le correzioni senza snaturare questi concetti. Non stiamo creando cloni personali, ma sviluppando il lato artistico di altre persone. Le loro caratteristiche non devono però diventare delle limitazioni né l’allievo devo dire che quella è una sua personale interpretazione, ma comprendere come la sua idea si possa sviluppare correttamente.

A volte possiamo anche rimaner male che il maestro ci corregga un ikebana dove abbiamo messo il cuore e l’impegno e ci sembri perfetto, ma come scritto spesso il cammino dei fiori è molto lungo. Quando vado all’estero per lavoro se possibile cerco sempre maestri Sogetsu a cui chiedere lezioni perché ognuno di noi ha un percorso, esperienze diverse e in questo modo ci si arricchisce, non si smette mai di imparare, non ci si sente mai arrivati. Questo lo spiego sempre a chi mi chiede informazione sui corsi di ikebana. Una volta una signora mi chiese dopo quante lezioni si diventava bravi.  Le risposi che non lo sapevo perché erano solo otto anni che io studiavo ikebana e continuavo a prendere lezioni. Non dobbiamo essere impazienti di precorrere le tappe, non dobbiamo credere di poter fare gli autodidatti (su Facebook nei gruppi di ikebana ci sono autodidatti che postano i loro lavori e si vede che non hanno nessuna cognizione). Esistono i libri che spiegano come fare ikebana, ma la presenza del maestro è importantissima (come in tutte le arti o le varie discipline scolastiche). Picasso non è nato cubista, se abbiamo fatto le prime due lezioni della Sogetsu non si può pensare di andare a casa e fare uno stile libero. Questa è presunzione e superficialità. Per quanto, come detto alla fine dei primi due anni, ci siano lezioni di stile libero a casa dovremo esercitarci su stili base e variazioni (moribana e nageire) fino a quando non li facciamo “automaticamente”. I castelli di carte se non hanno una base, crollano.

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