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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ikebana

(Zucche, Gloriosa)

Seppur in un clima estivo più che autunnale siamo giunti alla fine del mese di ottobre. La natura si è ammantata dei suoi gialli, arancioni e rossi. Per celebrare questo cambio stagionale ho pensato di ricorrere a queste piccole zucche decorative, verdura che io amo molto e che in questa stagione si trova facilmente.

Anche ahimè per la festa di Halloween che da anni è stata imposta dalle industrie in un tentativo di globalizzarci facendoci sempre più somigliare all’America. In Irlanda si celebrava Samhain, una festa pagana di origine gaelica tra il 31 ottobre e il 1º novembre. Questa festività era spesso conosciuta anche come Capodanno celtico e il nome derivava da una parola in irlandese antico, samain, samuin, o samfuin, che potrebbe significare “fine dell’estate”. Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni 9, 11 e 13 maggio. Con la cristianizzazione venne istituita la festa di Ognissanti (1º novembre), mentre il 2 novembre si celebra il Giorno dei morti. L’idea di commemorare i defunti in suffragio nacque su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima, ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica.  La ricorrenza della chiesa occidentale potrebbe derivare dalla festa romana della dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, ovvero l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Beata Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610 da parte di Papa Bonifacio IV. In seguito Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.

È consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici.

Quindi perché gettare via secoli di storia e tradizioni per poter scimmiottare una festa che non è nostra e ricorda solo il carnevale? Perché ce lo dice la televisione?

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