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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

L’inizio è racchiuso in uno scambio di battute su Facebook tra me e Francesca Pasquinucci. Lei, assieme a Davide Giannoni, ha creato un festival unico nel suo genere giunto alla III edizione. BoomArt è un contenitore ipercinetico di pittura, scultura, live painting, musica, video etc che si svolge in due giorni presso il Gran Teatro Puccini a Torre del Lago. La hall, il giardino e l’auditorium si popolano di giovani artisti italiani con un tetto massimo di 35 anni di età (con eccezioni di ospiti senior come il sottoscritto). Dario Grillotti e Sara Meretti hanno realizzato dei suggestivi disegni giapponesi ed io avrò l’onore di affiancare un mio lavoro.

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Felice di portare l’ikebana in questa prestigiosa ed eclettica mostra penso subito che dovrò ideare qualcosa in linea alla tipologia di manifestazione. E fin dai primi istanti mi si affaccia alla mente un nome: Jackson Pollock. Sono appassionato da sempre di arte, ma con una spiccata predilezione per quella figurativa per cui mi meraviglio di aver pensato in prima istanza a Pollock, ma ormai so che devo sempre seguire le mie intuizioni. Per cui acquisto tutti i libri disponibili su questo artista per un approfondimento partendo dalle sue lettere. Non contento chiedo lumi tecnici a persone straordinarie come Luigina Monferini ed Alice Bandoni ed inizio ad esercitarmi con il dripping. E piano piano il progetto prende forma. L’ikebana dovrà essere posizionato su un cubo alto. E Pollock che ruolo avrà? Prendo un foglio bianco e traccio linee colorate fino a comprendere che userò la mitsumata e quello sarà il riferimento principale. La mia attenzione resta vincolata all’Unitled 1948/49 ca. (inchiostro e vernice) e di lì partono le prove di colore dove quelli utilizzati nel quadro di Pollock  (rosso e nero) saranno i principali. Scelgo come contenitore uno tsubo dove realizzerò un nageire di stile libero, ma dalla linea “classica”. Durante un workshop Tetsunori Kawana, grande maestro della Sogetsu, sottolineava quanto fosse difficile creare un ikebana moderno perché il rischio di cadere nel puro design è sempre in agguato. Quindi io dovrò evitare di fare questo errore.
Pollock nelle sue sperimentazioni spesso al colore mescolava sabbia e vetro ed io decido di ricorrere a guest’ultimo materiale, ma di non mescolarlo alla pittura. Cerco delle biglie di vetro monocromatiche mentre il progetto ha ormai un suo volto ben preciso. Il maestro Lucio Farinelli trova le biglie che desidero mentre è in vacanza a Stoccarda e dopo varie telefonate la scelta delle dimensioni e dei colori è fatta.
È la volta di occuparsi della mitsumata; agli smalti nero e rosso aggiungo quello giallo e che il dripping abbia inizio!
Anche il materiale vegetale riprenderà questi colori per cui scelgo degli anthurium rossi, del solidago e i bellissimi rami di carruba già utilizzati per altri allestimenti, ma che trovo stupendi.
Oggi armato dei miei materiali vegetali ed attrezzi mi sono recato presso il teatro e con tranquillità ho realizzato concretamente l’ikebana che studiavo dallo scorso agosto.

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(elaborazione grafica di Giuseppe Cesareo)

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(© fotografico di Hans Burger)

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