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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ikebana

(Pandano, Eryngium, Areca)

Definire l’ikebana un hobby può essere riduttivo (nei suoi confronti), ma va bene, dipende da cosa ci si aspetta imparando quest’arte e compiendo un ben preciso tipo di cammino. Si può passeggiare, guardarsi attorno, esplorare con calma i fiori, gli alberi, le foglie che ci circondano, perdersi in essi, non prestare eccessiva attenzione al cammino che stiamo imparando che è tanto tecnico quanto estetico (sebbene siano due termini più adatti ad un’ottica occidentale che orientale).

Oppure possiamo fare jogging lungo la via dei fiori, allora si procede a passo più spedito perché abbiamo una “meta” da raggiungere. Teniamo un passo ed un fiato regolari, ci si impegna a non inciampare a non perdere inutile tempo e riusciamo lo stesso ad osservare la natura che ci circonda, imparare ciò che è necessario perché la nostra via sia dritta e fruttifera.

Possiamo anche correre, o meglio diciamo che possiamo provare a correre, ma perderemo di vista, fiori, nozioni, idee perché non è tanto il percorso da compiere, la meta da raggiungere che ci interessa, quanto la velocità con cui si avanza. E di sicuro inciamperemo prima o poi e sarà difficile allora rialzarsi.

Per chi passeggia va bene qualsiasi cosa, ma deve capire che non può ottenere lo stesso risultato di chi fa jogging che prevede un impegno diverso, è un passeggio in forma di corsa a passo lento e piacevole. Lo scopo principale dell’attività è aumentare il benessere fisico di chi la intraprende senza però subire lo stress derivato dalla corsa vera e propria che, come detto prima, ci porterà solo a cadere lungo la via dei fiori.

Chi passeggia non può pensare di arrivare alla stessa meta di chi fa jogging perché questi si allena di continuo e sa cosa voglia dire l’impegno.

Tutta questa metafora sportiva, fatta da uno che dopo due passi stramazza al suolo stanco, per spiegare che se nel corso di studio c’è un impegno differente ci saranno anche risultati diversi e lo studente ne deve essere consapevole.

Quando io ero studente da Viareggio scendevo a Roma a prendere, tutte le settimane, lezione di ikebana facendo salti mortali sia per il tempo sia per il lato economico (noi teatranti siamo sempre in balia di burrasche). Avevo la fortuna di poter usufruire dei passaggi in macchina di un altro studente (l’attuale maestro Lucio Farinelli che lavora con me) che usciva prima dal lavoro dato che la nostra insegnante dell’epoca non faceva concessioni di orario per chi lavorava.

La nostra giornata si svolgeva così: la sera prima arrivavo da Viareggio, la mattina alle 7 andavamo con Lucio a prendere il materiale per la lezione al Mercato dei fiori (già la nostra insegnante non ce lo procurava…), poi io tornavo a casa a sistemare le cose comperate e Lucio al lavoro portandosi parte del materiale dato che poi io lo avrei raggiunto in bus fino al suo posto di lavoro che non era nè vicino al Mercato dei fiori nè alla casa della nostra insegnante.

Una volta, si stava andando a prendere in campagna dei rami di castagno, una ragazza non vedendo uno stop (era al telefono) ci prese in pieno sfasciando la macchina di Lucio. Il giorno dopo eravamo di mattina presto al Mercato dei fiori ugualmente a comperare i fiori e dato che non si era potuti andare a prendere i rami di castagno, comperammo delle piante di mandarini giapponesi e il tutto in bus.

Questo lo racconto non perché siamo degli eroi, ma per far capire quanto l’ikebana ci avvincesse, nessun ostacolo fermava il nostro percorso, non abbiamo mai corso, ma nemmeno passeggiato.

Quando c’era una mostra da fare andavamo al Mercato dei fiori a prendere il materiale per noi (e spesso per la nostra insegnante) e questo semplicemente perché a differenza che dal fioraio avevamo il doppio della scelta, la freschezza del prodotto, si imparava a conoscere materiali, i rivenditori a cui rivolgersi, era un’esperienza importante anche se in realtà non si dovrebbe far da soli, come è successo a noi, ma con l’insegnante.

Se un allievo non vuol venire al Mercato dei fiori nessun problema, capiamo che sta passeggiando, come chi non si esercita a casa o non comprende che fare una mostra di ikebana non è arrivare sul luogo designato e montare la sua composizione.

Per me aver seguito la realizzazione di mostre, di cerimonie per la consegna dei diplomi dei maestri è stato altamente formativo perché pur non essendo, come scritto prima, uno sportivo amavo quel tipo di jogging. E lo amo ancora.

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