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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: aprile 2013

© Ben Huybrechts

Ben Huybrechts)

Sognare, diceva mio nonno, non costa nulla. Cercare di trasformare i sogni in realtà sì. In secoli di storia ancora abbiamo difficoltà a capire che se si cooperasse il mondo andrebbe meglio mentre continuiamo a creare steccati, muri o controllare con invidia se l’erba del vicino è davvero più verde.

Quando incontri persone che la pensano come te allora ti pare di far parte di una piccolo gruppo estraneo al mondo che ti circonda, sono isole felici in pieno sole. Non so se le persone simili davvero si “attirino” o se è “fortuna” incontrare personaggi speciali sul proprio cammino, ma se da una parte da quando ho iniziato la via dei fiori ho inciampato, a volte, in radici ritorte, nascoste nell’ombra, più spesso ho avuto il piacere di percorrere cammini profumati costellati da fiori freschi e coloratissimi.

E così il destino mi ha fatto avere delle allieve che si stanno impegnando al massimo per comprendere ed assimilare questa disciplina, conoscere artisti ed amici di discipline collaterali quali bonsai, shodo, suiseki, shita e kusamono e ceramisti. Ho di recente (vedasi i miei ultimi post) incontrato persone che conoscevo virtualmente dal 2006 e approfondito amicizie tra insegnanti dell’altra scuola di ikebana presente sul territorio italiano.

Mancava un ultimo tassello, ma con tenacia e la fortuna di incontrare persone che amano la cultura e l’arte che eseguono, anche quello presto andrà al suo posto.

Per la prima volta da quando negli anni ’60 l’ikebana è giunta in Italia con la scuola Ohara in primis (diretta da Jenny Banti-Pereira) e in secundis con la scuola Sogetsu si avrà una mostra delle due scuole assieme.

Già in un altro post (Anime affini) ho avuto modo di parlare di Doozo a Roma, ristorante  e sede di incontri di letteratura, cultura orientale e corsi vari che vanno dallo shodo agli origami alla cucina alla lingua giapponese al  Sumi-e all’ikebana. Quest’ultimo ha per insegnante Romilda Iovacchini della scuola Ohara. E la “padrona di casa”  in questione ha ben accolto la proposta dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato il bisogno, la sua totale sensibilità e generosità verso la diffusione di questa arte.

Nella mostra gli ikebana di Romilda e delle sue allieve saranno esposti assieme al mio, a quello di Lucio Farinelli (maestro della scuola Sogetsu) e delle nostre allieve mentre la maestra Silvana Mattei (sempre della scuola Ohara) farà un’installazione che accoglierà i visitatori. A suggellare questa unione tutti noi andremo ad utilizzare, come contenitori, i lavori di Sebastiano Allegrini (Pots)

Questo è un piccolo traguardo, una soddisfazione personale di veder finalmente due percorsi della via dei fiori sfiorarsi per raccontare ai visitatori come due scuole quasi contemporanee hanno reinterpretato un’arte antica che vede la natura come forma di studio. Una mostra all’insegna dell’amicizia, di una passione comune, della diffusione della cultura. Un appuntamento immancabile per chi ama l’ikebana o per chi ne ha sentito parlare e vuole approfondire.

Lo staff di Doozo ha già provveduto a diffondere il volantino di cui diamo il dettaglio relativo alla mostra.

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Prossimamente pubblicherò anche la locandina/invito.

E sinceramente son molto felice di vedere i due loghi delle scuole così vicini perché il percorso della via dei fiori ha sì tanti sentieri, ma il percorso è unico.

OharaIkebana Ohara SogetsuIkebana Sogetsu

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Ikebana Mattei

Come lo scorso anno ho avuto l’onore e il piacere di essere stato chiamato da Silvana Mattei I° Master della Scuola Ohara e direttrice dello Study Group Alto Lazio ed Umbria a tenere una lezione ai suoi allievi.  Fa piacere incontrare persone che non erigono palizzate di confine, ma che invece cercano di analizzare il mondo dell’ikebana da più punti di vista e decidono di “mettersi in gioco” dato che le due scuole sono diverse sia per come è strutturato il percorso di studio, sia per diversi concetti di base.

Oggi dovevamo realizzare degli ikebana (che da noi si fanno al IV livello) che vannopensati per essere visti dall’alto, quindi ideali per i tavoli bassi. Destrutturando il loro sapere i due gruppi di studiosi dell’ikebana Ohara hanno seguito le mie spiegazione, fatto domande pertinenti e cercato di capire al volo cosa io richiedessi da loro.

Devo dire che, come lo scorso anno, sono venuti fuori ikebana molto interessanti, alcune correzioni del caso ci sono state, ma veramente minime dimostrando che al di là del percorso effettuato lungo la via dei fiori se c’è davvero interesse, studio ed impegno, poi il linguaggio dei fiori, la loro essenza, è comune per tutti.

Ho chiesto loro di scegliere liberamente il materiale e come abbinarlo tra tutto quello a loro disposizione che era veramente numeroso e variegato. Chiariti i dubbi sull’abbinamento è iniziato il lavoro che si è svolto nella gioia e nella serenità più totali.

Per me questo è l’ikebana. Le lotte di potere le lascio ai politici, i dispettucci ai bambini dell’asilo e le cose male organizzate (ho recentemente visto foto di ikebana, per una mostra, in vassoi impensabili dell’Ikea con i kenzan totalmente a vista e fiori messi a casaccio) a chi… imbroglia (perché di questo si  tratta) i corsisti dando materiale scadente e strumenti sbagliati.

Giornate come queste rallegrano il cuore (e il lato gastronomico dato che le sueallieve, per festeggiare il compleanno di Silvana, avevano preparato un rinfresco coi fiocchi) con tanto di regalo finale, al sottoscritto,  di due vasi per ikebana… che vedrete comparire qui in foto quanto prima.

Ma ora vi lascio ad alcuni degli ikebana effettuati oggi.

Ohara

Ohara

Ohara

Ohara

Ohara

Ohara

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(Master Instructor Tetsunori Kawana)

Quando ho iniziato a studiare Sogetsu mi è venuto spontaneo guardare al di là della realtà italiana e l’ho potuto fare grazie al sito fotografico di Flickr dove ho conosciuto ikebanisti di tutto il mondo. Confrontare idee, sensazioni, vedere materiali a noi sconosciuti, credo sia molto importante per chi ha deciso di imparare guest’arte. Il passo successivo è stato Facebook e il cerchio di amicizie virtuali si è allargato.
Lo scorso dicembre mi arrivò la comunicazione di un workshop che il Master Instructor Tetsunori Kawana avrebbe tenuto in Olanda. Più fattori mi spingevano a parteciparvi. In primis Kawana Sensei aveva collaborato alla realizzazione della scena ideata da Hiroshi Teshigahara per una Turandot andata in scena a Lione (e mi pareva un buon punto di contatto), inoltre avrei potuto incontrare de visu persone conosciute o sui social network o sulle stupende pubblicazioni della Stichting Kunstboek a partire proprio da Anne-Riet Vugts direttrice del Sogetsu Branch olandese.
Partito assieme al maestro che lavora con me, e due allieve, ci siamo ritrovati nella suggestiva cornice di Etten-Leur.
In attesa della dimostrazione di Kawana Sensei è stato bellissimo ritrovarsi con amici non più virtuali e parlare con loro.

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(da sinistra: Ben Huybrechts, Marianne de Wit, Lucio Farinelli,  Liisa Nurminen e Douglas Holtquist)

Master Instructor Tetsunori Kawana ha fatto una dimostrazione sorprendente per bravura e sensibilità.
Ha creato davanti ai nostri occhi dei mondi spiegando nel dettaglio non solo le tipologie e caratteristiche dei vari ikebana, ma ogni suo modo di procedere.

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(Ikebana del Master Instructor Tetsunori Kawana)

È stato istruttivo capire come lui inquadrava i vari temi della scuola Sogetsu percependo il suo totale amore per guest’arte e il rispetto per la natura.

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(Ikebana del Master Instructor Tetsunori Kawana)

Avevo già assistito ad altre dimostrazioni percependo che il maestro era lì per far sfoggio della sua bravura (e le creazioni tecnicamente perfette erano o fredde o palesemente ideate per “far colpo”)  mentre Kawana era lì per condurci per mano lungo la via dei fiori.

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(Ikebana del Master Instructor Tetsunori Kawana)

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(Ikebana del Master Instructor Tetsunori Kawana)

Oltre a ciò ha elargito a piene mani consigli, soluzioni, tecniche.
Al termine ha realizzato una spettacolare installazione dove con suggestivi giochi di luce ha fatto comprendere come la luce influisca sui colori, “ammorbidisca” o “indurisca” il tutto, suggerisca mutevoli stati d’animo.

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(Installazione del Master Instructor Tetsunori Kawana)

E questa installazione era un omaggio alla primavera dedicato a tutti noi.
Qui ho riportato solo alcuni dei suoi lavori a cui le mie foto non rendono minimamente giustizia.

Ed oggi era la giornata in cui io e il mio gruppo si partecipava al workshop.

La giornata era divisa in due sessioni, una di mattina ed un’altra subito post pranzo. L’organizzazione è stata perfetta e professionale sotto ogni punto di vista. La sala del centro congressi era grande ed illuminata da un sole meraviglioso (ho visto fare anche workshop in asfittiche sale di albergo senza nemmeno una finestra). Ogni partecipante al workshop aveva in dotatzione un vaso per i due workshop (e anche qui ci sarebbe da dirne su workshop dove ogni persona aveva contenitori spaiati e dalle forme più improbabili persino a paperella…) e un determinato numero di materiali dai molteplici colori.

Sembrava quasi di essere a masterchef, abbiamo scelto gli ingredienti ed avevamo a disposizione 40 minuti per creare. Son sincero l’emozione era molta e per molteplici motivi. Ero assieme a bravissimi ikebanisti, volevo mettere a frutto la possibilità che avevo e pensavo alla mia maestra Valeria Raso Matsumoto che vorrei sempre rendere fiera di me.

Il primo ikebana era sul tema: “Solo fiori”. Dovevamo usare i fiori esaltandone l’essenza, il colore, la forma. Al termine Kawana Sensei è passato da ogni tavolo per correzioni, suggerimenti o stravolgere completamente il lavoro fatto. A me ha dato un suggerimento (inutile dirlo ha migliorato il tutto) di cui farò tesoro e visto che quello era l’unico “errore” sono stato soddisfatto del mio operato.

Ikebana workshop

E’ stato molto istruttivo seguire le correzioni di tutti gli ikebana anche perché son stati trattati temi su cui spesso c’è fraintendimento. La Scuola Sogetsu incoraggia l’inventiva, lo stile libero, l’uso di materiale non convenzionale, ma si deve capire il limite che esiste tra ikebana e arrangiamento floreale. E spesso ciò viene frainteso. L’ikebana dice Kawana sensei è sentimento, emozione. Se creiamo qualcosa di particolare, di inusuale deve essere che nasce dal nostro cuore, non dalla voglia di stupire, perché allora non sarà ikebana, ma design.

Al termine ci siamo spostati nella sala da pranzo dove su ogni tavolo (come nel bar e nell’ingresso del centro congressi) c’era un ikebana.

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Il pomeriggio il tema era uno stile denominato Maze Zashi caratterizzato dall’utilizzo di più di cinque materiali e da un particolare studio sul colore.

Di nuovo ci siamo recati a prendere il materiale e dopo abbiamo iniziato a creare i nostri ikebana.

La musica leggerissima di sottofondo, il costante rumore delle hasami creavano un’atmosfera particolare facendo sì che le tensioni per ciò che dovevamo fare scivolassero via, ci si sentiva a casa, tra persone conosciute come se fossero vecchi amici o familiari.

E la musica di sottofondo era in assoluto una delle mie preferite… sembrava tutto “cospirasse” a farmi stare bene.

Al termine il solito giro istruttivo di correzioni e devo dire con soddisfazione che Kawana Sensei era piuttosto soddisfatto del mio lavoro. Ha apprezzato le linee delle calle da me impostate, il gioco di colore  e il vuoto creato all’imboccatura del vaso.

workshop

L’unico “lato negativo” della giornata è stato il dover salutare tutti di corsa causa orario dell’aereo, ma è di sicuro solo un arrivederci agli amici Olandesi e Belgi che hanno realizzato questo evento meraviglioso, a tutti quelli che vi hanno partecipato (arrivando da ogni parte del mondo) e al Master instructor Tetsunori Kawana.

E dato che a caldo volevo scrivere queste mie emozioni, ora che termino sono le due di notte del giorno dedicato alla Terra. Che la natura sia sempre fonte di ispirazione per tutti noi!

Participants at Work Day 2 - Ben Huybrechts

( © Ben Huybrechts)

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Ieri si è concluso il percorso delle allieve del I livello di Roma. 5 persone e 1/2 come dico sempre dato che una di esse ha dovuto interrompere il corso, ma si spera (per lei e per  noi) che sia una cosa momentanea. La palma ideale va a chi veniva ogni volta da Bari contagiandoci con il suo entusiasmo, ma a anche a chi è entrata in corsa facendo i salti mortali per mettersi in pari, a chi ha iniziato a seguire quasi titubante, ma poi ha proseguito con costanza e tenacia, chi ha seguito con entusiasmo e gioia il corso aprendoci anche la sua casa (e ahimè la sua cucina ottima) per una lezione in “esterna” e a chi ha portato il suo animo silenzioso e tranquillo in mezzo a noi.

I ringraziamenti vicendevoli e l’appuntamento ora per le prossime mostre (4 maggio a Lanciano, dal 21 maggio al 26 a Doozo Art assieme alla Scuola Ohara, e 7, 8 e 9 giugno a Frascati) e poi per proseguire il cammino a settembre.

Chi è ormai è una conferma son le tre moschettiere del II livello che pure loro ieri hanno finito il “biennio”. Una conferma, un’amicizia che ormai si è consolidata. Già effettuate delle mostre assieme, delle cene, delle gite.

A Lanciano, il giorno dopo la mostra, terminerà anche il III livello. Il primo corso da me tenuto. Qualcuno ci ha dovuto lasciare per strada, qualcun altro “ci insegue” e sta recuperando il terreno perso. Perchè spesso accade che la vita ci allontani un poco, ma il distacco non è mai definitivo. Pensare che ho già persone che a settembre inizieranno un IV livello per me è fonte di emozione e gioia.

Perché a differenza da quanto scritto in un articolo (pieno di errori ed inesattezze) pubblicato su un sito (in teoria rivolto ai consumatori per informarli) non è affatto facile studiare ikebana. Richiede tempo, energia, impegno a più livelli e tantissima passione. Per cui sentitamente ringrazio (e a me si accoda il Maestro Farinelli) queste fantastiche 12 persone che ci seguono a Roma passeggiando lungo la via dei fiori.

Ikebana

Ikebana di Anne Justo

Ikebana

Ikebana di Rita Civitarese

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