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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: ottobre 2012

(© fotografico di Lorenzo Palombini su un ikebana di mia realizzazione)

L’esodo dalla campagne è ciclico. Si passa dal disprezzare la natura (“Quello è un campagnolo”) al desiderarla (“Per la sua salute vada un poco in campagna a respirare aria fresca”). Viviamo spesso in celle di cemento, magari con arredamenti iperfuturistici, ma compriamo piante e fiori per rinfrescare i nostri spazi.  I Giapponesi invece da sempre per la natura hanno avuto un sentimento che è riassunto nel termine Hana-no-kokoro, il rapporto spirituale tra il fiore e l’ikebanista, tra il maestro e il discepolo, tra l’uomo e tutte le cose viventi, tra l’uomo e la natura.

Probabilmente i Maya potrebbero aver profetizzato bene, si deve arrivare alla fine di un mondo dove la natura è costantemente massacrata e le persone vengono triturate in meccanismi di insana gestione economica.

Credo che sia questo senso di malessere generale che fa sì che noi si cerchi un contatto più diretto con la natura, con arti che richiedono (come l’ikebana) un distacco dalla realtà circostante per ritrovare il nostro equilibrio. La mente si sgombera nella ripetizione degli esercizi, nell’osservare forme, colori, linee, masse.

Ricevo mail e telefonate di continuo con richieste di iscriversi ai miei corsi (realizzati in collaborazione con il maestro Lucio Farinelli) e mi fa piacere. Anche perché quando illustro la durata e la struttura chi dice di sì vuol dire che è una persona veramente interessata ad andare oltre ad una curiosità che, in questo momento può essere anche di moda.

(Ikebana di Lucio Farinelli – realizzazione grafica Luca Ramacciotti)

Da quest’anno ho la possibilità, grazie all’associazione livornese Oriente Acquaviva, di poter insegnare ikebana anche nella mia adorata e nativa Toscana con persone che giungono davvero da tutta  Italia a cui spero e voglio dare il massimo per ricambiarli di tanto entusiasmo. E’ faticoso ed impegnativo preparare bene un corso, ma l’interscambio con le persone è un premio più che sufficiente. Gli allievi divengono amici, si creano relazioni, si spande un po’ di positività in questo mondo con la speranza che presto anche noi si provi l’Hana-no-kokoro.

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(© Koka Fukushima)

Ieri pomeriggio, in una sala piuttosto affollata, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, si è svolta la dimostrazione di Ikebana Sogetsu della  Master Instructor Koka Fukushima per festeggiare sia la scuola Sogetsu che i 50 anni dell’Istituto come ha ricordato il suo Direttore Fumio Matsunaga.

La Master Istructor ha coinvolto il pubblico per la sua abilità tecnica (assistita da una sua bravissima collaboratrice finlandese venuta appositamente Liisa Nurminen). Ha parlato di tecniche, di conservazione del materiale e di come ogni volta che si esegue una dimostrazione si ha sempre il brivido dell’imprevisto dato che non si ha a che fare con materiale inerme.

(© Koka Fukushima)

La signora Fukushima ha parlato della storia della scuola, del suo fondatore che si riferiva ai fiori come “persone viventi” (due bellissime sculture di Sofu Teshigahara sono visibili proprio all’Istituto) e spiegava i temi dei vari ikebana e come si svolge il corso di studio della  Scuola.

(© Koka Fukushima)

Al termine della dimostrazione (qui riporto solo alcune delle  composizioni di ikebana che ha creato nel giro di circa un’ora e mezza) è rimasta a disposizione del numeroso pubblico ed io ho avuto la possibilità di raccontarle il mio percorso didattico (Ikebana Sogetsu) e lavorativo (regista di opere liriche) dato che una degli ikebana era dedicato all’opera lirica e realizzato utilizzando un leggio.

(© Koka Fukushima)

Ovviamente dopo è stato il turno delle mie allieve di conoscere e farsi fotografare con la Grand Master della Scuola Sogetsu e mentre l’altro maestro (Lucio Farinelli) approfittava di reinverdire il suo suomen kieli con Liisa Nurminenv enuta per assistere la Fukushima (era palese il loro rapporto di lunga data dai semplici sguardi che si scambiano per accordarsi sul lavoro da svolgere) io ho avuto il piacere di salutare l’Ambasciatore giapponese in Italia (Masaharu Kohno) e la sua signora che avevo conosciuto lo scorso anno quando nell’ambito del Festival Puccini (in occasione di un allestimento particolarmente poetico di Madama Butterfly venuto dal Giappone) avevo realizzato un ikebana di ragguardevoli dimensioni ed eseguito una dimostrazione di ikebana Sogetsu oltre ad aver avuto la fortuna e l’onore di fare da assistente al Maestro Takao Okamura, regista dello spettacolo.

(© Koka Fukushima)

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(Erica, Diplocyclos palmatus, Mitsumata)

Ieri pomeriggio ho assistito all’interessantissima conferenza e alla straordinaria dimostrazione di Silvana Mattei, I Master della Scuola Ohara, per l’inaugurazione annuale del suo corso. Al termine mi ha fatto dono di un materiale che non conoscevo e molto particolare il Diplocyclos palmatus.

Sapendo che il 6 sarei partito per questioni di lavoro (il Teatro Verdi di Pisa mi attende), stamani mi sono recato subito al mercato dei fiori di Roma per poter scegliere del materiale in modo che il dono di Silvana non andasse sprecato. La particolare forma di questa pianta, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, mi ha fatto venire in mente i telefilm di fantascienza che vedevo da bambino (e che riguardo ancora con molto piacere). Vi erano (sia che si trattasse di basi spaziali sia di astronavi) sempre delle serre con piante piuttosto strane per foggia e colore.

Da qui l’idea per questo ikebana di stile libero che ho dedicato a quella che è stata la mia serie preferita in assoluto: Spazio 1999 (http://www.youtube.com/watch?v=8WZW4groJro)

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(Gloriosa)

Questo post odierno è dedicato a tutte le persone che ieri si son ricordate del mio compleanno.  Dalle mie allieve, ai colleghi maestri delle varie scuole di Ikebana da tutto il mondo (non me ne voglia nessuno, ma un saluto speciale va a It-tei Inoue alias Hitoshi Inoue che venendo in Italia per lavoro ha voluto incontrarmi), agli amici, ai colleghi di lavoro (a volte come nel caso del soprano Letizia del Magro collega di lavoro si mescola, nella definizione, a maestra della cerimonia del tè. Trovate il link al suo blog nel mio blogroll).

A loro dedico questo mio piccolo pensiero dove ho voluto utilizzare questi due specchi (che mi han creato non poche difficoltà nel fare la fotografia) proprio a sottolineare come ogni gesto, pensiero si raddoppi, si moltiplichi passando da una persona ad un’altra creando una sorta di unione che se fosse effettuata a tutti i livelli forse renderebbe questo mondo più poetico.

Grazie a tutti.

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