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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

(Sapota, Aster)

Quando andai a Cielo e la signora Saluzzi mi introdusse dicendo che io i occupavo di bellezza lì per lì non capii che si riferiva a me. Stava parlando del mio lavoro in teatro. Per me il teatro è una passione totale e mai l’avevo associato all’idea del bello. E’ spettacolo, emozione, stupore. Bello nel senso di arricchimento della propria vita mi è piaciuto così come abbia abbinato la stessa parola anche all’arte dell’ikebana non tanto intesa come estetica, ma come portare ciò che di bello ci può essere nel mondo in noi.

Quel giorno ho capito quanto io sia fortunato. Il teatro in Italia ha grosse difficoltà al momento perchè lo stato non comprende che potremmo essere una nazione ricca soltanto attraverso il turismo e la cultura, ma pensare è sempre stato considerato dannoso quindi meglio chiudere i luoghi dove l’animo e il cervello si aprono. Però nonostante tutto realizzare uno spettacolo teatrale è un’emozione indescrivibile. Prima di tutto ti porta a conoscere persone da ogni lato del mondo con cui formi provvisoriamente una famiglia, poi perchè crei qualcosa che è sempre mutevole  e che ti scende nel profondo dell’animo e resta immobile come una bolla di sapone che l’applauso del pubblico farà frantumare in bellissime schegge di luce. Quando anni fa all’Istituto di Cultura Giapponese partecipai al workshop della scuola Sogetsu tenuto dalla maestra Lina Alicino mai avrei pensato che si sarebbe spalancato innanzi a me un altro mondo che mi avrebbe arricchito umanamente.

Nella mia vita ho fatto di tutto dal lavapiatti al cameriere, dal sommelier al giornalista e devo dire potersi occupare ora del bello fa piacere. E’ stancante non smettere mai di studiare ikebana, di preparare le lezioni, le mostre, questi piccoli post, workshop e dimostrazioni, ma c’è il bello che ti ripaga. Facendo il cameriere o il lavapiatti c’era solo la fatica in cambio. Vedere gli allievi progredire lungo il cammino dei fiori, le loro soddisfazioni ogni volta che riescono a padroneggiare una tecnica o che comprendono da soli dove sta un eventuale errore nell’ikebana che hanno innanzi sono sensazioni paragonabili all’applauso del pubblico. E attraverso l’ikebana, come in teatro, si formano famiglie nuove vicine e lontane con cui condividere il piacere di vivere nel bello.

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