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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: giugno 2012

Esser chiamati a rappresentare la Scuola  Sogetsu nell’ambito della XIV Mostra Nazionale Bonsai & Suiseki “Citta di Frascati” è stato come tornare a casa. Avevamo , anni fa, già partecipato a questo meraviglio evento conoscendo persone come Claudio Cofani (e tutto lo staff del Bonsai Club Castelli Romani di cui lui è Presidente) o Riccardo Sirica che quando impugna un pennello l’inchiostro prende vita. Ed era anche l’occasione per le nostre allieve di cimentarsi con una mostra di alto livello in una cornice di strabiliante prestigio e bellezza.

La preparazione è iniziata già durante il corso di studio provando gli ikebana che sarebbero stati esposti ed era anche un modo per festeggiare la fine del corso premiando tanta dedizione e passione. Cosa dire ad un’allieva che non potendo lasciare il lavoro, arriva di corsa da Lanciano, crea l’ikebana e riparte?  O ad un’altra che ritarda una partenza di lavoro per eseguir il suo? E le rimanenti che hanno seguito costantemente la mostra tenendo compagnia a me e all’altro maestro, Lucio Farinelli, oltre che condurre il pubblico lungo il perscorso della mostra? Questo per me è la magia dell’ikebana.

All’interno dell’immenso spazio espositivo erano in mostra dei bonsai di una bellezza incredibile, particolarissimi suiseki, il tutto posizionato nei perfetti tokonoma ricostruiti a regola d’arte.

Lorenzo Agnoletti e Luciana Queirolo hanno condotto con seminari particolareggiati i presenti alla mostra all’interno di queste due particolari arti.

Costantemente i maestri della Scuola italiana di Shodo Bokushin erano a disposizione con  workshop per chi voleva provare a cimentarsi con questa suggestiva arte e la domenica hanno tenuto un’indimenticabile  dimostrazione dove era palpabile l’attenzione e la copartecipazione del pubblico. E con estrema gioia (la dimostrazione si teneva nella sala dove erano esposti gli ikebana) una delle calligrafie è stata dedicata a noi.

(Il fiore ha cinque petali)

E’ stato chiaro per tutti i partecipanti (e credo anche per i visitatori) come le arti orientali formino un unico cammino che spesso le porta ad intersicarsi tra di loro. Questo è stato palese sia durante l’interessantissima conferenza tenuta da Luca Bragazzi sia nell’ambito di quella di Silvia Orsi. Silvia ha di recente pubblicato il libro Piante Spontanee Shitakusa e Kusamono dedicato alle piante di accompagnamento (e non) di bonsai e suiseki. Sentirle “rimproverare” coloro che espongono piante nei tokonoma di cui non sanno nè il nome nè la specie (anche nelle mostre di ikebana è poco professionale un tale atteggiamento) o ricordare che nella ricerca della perfezione si deve sempre tener conto della natura e non rendere il tutto uno sterile esercizio (gli ikebana devono essere comunicazione non un gelido e perfetto esercizio di stile) ci ha fatto capire quanto si sia davvero vicini di casa per non parlare della proporzione tra gli elementi di accenno e il bonsai o suiseki e l’estetica che si va a realizzare.

Questa mostra è stata anche l’occasione per incontrare amici virtuali (Carlo Scafuri una delle colonne portanti del Bonsai & Suiseki Magazine), commuoversi per un’esperta di suiseki come Daniela Schifano che ci ha omaggiato regalandoci dei meravigliosi ciottoli per i nostri ikebana ed ideare nuove possibilità di collaborazione (con Cosimo Pepe) perchè il percorso dei fiori non si fa da soli, ma in famiglia, con gioia e divertimento.

(Luca Bragazzi, Silvia, Orsi, Luca Ramacciotti, Carlo Scafuri, Lucio Farinelli)

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(Sapota, Aster)

Quando andai a Cielo e la signora Saluzzi mi introdusse dicendo che io i occupavo di bellezza lì per lì non capii che si riferiva a me. Stava parlando del mio lavoro in teatro. Per me il teatro è una passione totale e mai l’avevo associato all’idea del bello. E’ spettacolo, emozione, stupore. Bello nel senso di arricchimento della propria vita mi è piaciuto così come abbia abbinato la stessa parola anche all’arte dell’ikebana non tanto intesa come estetica, ma come portare ciò che di bello ci può essere nel mondo in noi.

Quel giorno ho capito quanto io sia fortunato. Il teatro in Italia ha grosse difficoltà al momento perchè lo stato non comprende che potremmo essere una nazione ricca soltanto attraverso il turismo e la cultura, ma pensare è sempre stato considerato dannoso quindi meglio chiudere i luoghi dove l’animo e il cervello si aprono. Però nonostante tutto realizzare uno spettacolo teatrale è un’emozione indescrivibile. Prima di tutto ti porta a conoscere persone da ogni lato del mondo con cui formi provvisoriamente una famiglia, poi perchè crei qualcosa che è sempre mutevole  e che ti scende nel profondo dell’animo e resta immobile come una bolla di sapone che l’applauso del pubblico farà frantumare in bellissime schegge di luce. Quando anni fa all’Istituto di Cultura Giapponese partecipai al workshop della scuola Sogetsu tenuto dalla maestra Lina Alicino mai avrei pensato che si sarebbe spalancato innanzi a me un altro mondo che mi avrebbe arricchito umanamente.

Nella mia vita ho fatto di tutto dal lavapiatti al cameriere, dal sommelier al giornalista e devo dire potersi occupare ora del bello fa piacere. E’ stancante non smettere mai di studiare ikebana, di preparare le lezioni, le mostre, questi piccoli post, workshop e dimostrazioni, ma c’è il bello che ti ripaga. Facendo il cameriere o il lavapiatti c’era solo la fatica in cambio. Vedere gli allievi progredire lungo il cammino dei fiori, le loro soddisfazioni ogni volta che riescono a padroneggiare una tecnica o che comprendono da soli dove sta un eventuale errore nell’ikebana che hanno innanzi sono sensazioni paragonabili all’applauso del pubblico. E attraverso l’ikebana, come in teatro, si formano famiglie nuove vicine e lontane con cui condividere il piacere di vivere nel bello.

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