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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: maggio 2012

(Filo di ferro morbido, Garofani, Chlorophyllum- foto effettuata con un Blackberry Curve 9380)

Durante il quarto livello di studio della Scuola Sogetsu si studia una composizione dove al materiale solitamente usato in ikebana si unisce qualsiasi cosa che la mente ci possa suggerire di oggettistica non convenzionale.

La Maestra Mari Grazia Rosi una volta per una mostra utilizzò un tubo metallico per condutture a tale scopo.

Dietro casa mia a Lido di Camaiore c’è un fiorista (Musetti) dove alle volte scovo dei veri e propri tesori. Marina, la proprietaria, prende dai rappresentanti tutto ciò che le propongono di novità (una volta ho rinvenuto nel suo magazzino anche dei kenzan!) per studiare sempre innovative soluzioni creative nell’ambito del suo lavoro. Da lei ho trovato una matassa di filo di ferro molto morbido, ma allo stesso tempo resistente, di colore rosso e subito l’ho comperato per poter realizzare un ikebana in cui quello fosse uno degli elementi.

Con la mia insegnante abbiamo giocato con questo filo ed i fiori ricreando l’ikebana che vedete in foto. Il materiale non convenzionale (ferro, carta, plastica, sassi etc) che utilizziamo per questo tipo di ikebana deve perfettamente integrarsi con il nostro materiale vegetale sia per armonia sia per contrasto. Possiamo decidere di ricorrere a poco materiale non convenzionale come invece usarne in abbondanza, ma il suo aspetto e presenza non deve essere inferiore per impatto “estetico” al materiale fresco sempre alla ricerca di quell’equilibrio ed armonia che dobbiamo ricreare nei nostri ikebana.

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(Gorgonia, Anthurium, Cyperus)

Da Wikipedia: L’acqua è un composto chimico di formula molecolare H2O, in cui i due atomi di idrogeno sono legati all’atomo di ossigeno con legame covalente. In condizioni di temperatura e pressione normali si presenta come un sistema bifase – costituito da un liquido incolore e insapore (che viene chiamato “acqua” in senso stretto) e da un gas incolore (detto vapore acqueo) – ma anche come un solido (detto ghiaccio) nel caso in cui la temperatura sia uguale o inferiore alla temperatura di congelamento.  [cut] L’acqua in natura è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute, uomo compreso; ad essa è dovuta anche la stessa origine della vita sul nostro pianeta ed è inoltre indispensabile anche nell’uso civile, agricolo e industriale; l’uomo ne ha inoltre riconosciuto sin da tempi antichissimi la sua importanza, identificandola come uno dei principali elementi costitutivi dell’universo, attribuendole un profondo valore simbolico, riscontrabile nelle principali religioni. Sulla Terra l’acqua copre il 70,8% della superficie del pianeta e più o meno con la stessa percentuale è il maggior costituente del corpo umano.

Tenendo presente questi dati è interessante realizzare ikebana Sogetsu in cui l’acqua , come ricordato in un mio precedente post, è uno degli elementi compositivi. Durante il secondo anno di studi si realizza il floating dove i materiali galleggiano in acqua. Si può usare tanto un suiban quanto una bowl. Una foglia aperta, pochi fiori possono contribuire  a mettere in risalto lo spazio dedicato all’acqua come nella composizione studiata durante il quarto anno nella quale il focus dell’ikebana è proprio sull’acqua come elemento principale. Questi ikebana possono anche ricordare le primordiali offerte di fiori poste dai monaci buddisti sugli altari a cui la storia fa risalire la nascita di questa particolare arte compositiva.

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(Lorenzo Palombini al lavoro)

In altri post (L’importanza di una foto, Trucchi fotografici, Ikebana e Multimedialità) ho parlato di quanto sia importante saper fotografare un ikebana e di come Robert Mapplethorpe sia stato uno dei pochi a saper esaltare questa arte attraverso il suo obiettivo che passava dalle geometrie dei corpi umani a quelle dei fiori cogliendone la particolarità, le suggestioni con un’impronta personale ben specifica.

Ho sempre fatto tesoro dei consigli fotografici di amici fotografi quando faccio la fotografia ad un mio ikebana, ma ovviamente quando scende in campo un professionista è tutt’altro risultato.

Mia aveva contattato Lorenzo Palombini (www.lorenzopalombini.com) perché interessato allo studio dello still life e quindi degli ikebana. Vedendo il suo portfolio appare immediatamente evidente come il suo occhio sappia scavare oltre alla realtà del quotidiano mettendo spesso in risalto i disagi che le persone possono vivere sotto un’apparente tranquillità, ma anche le geometrie del mondo costruito dalla mano dell’uomo, i paesaggi, i colori che balzano fuori dalle sue foto per avvolgerci e frastornarci.

Ci siamo quindi incontrati per un primo approccio. Lo still life è un tema molto impegnativo (si deve stare attenti alla tipologia delle ombre, a non rendere il tutto piatto, a dare un senso a ciò che si propone attraverso il nostro occhio) e in particolare lo è se il soggetto è l’ikebana che va vista nella sua totalità d’insieme, dove ogni linea, movimento ha un suo preciso posto.

Lorenzo ha disposto tutta la sua attrezzatura ed è iniziata la sessione fotografica durata ben 3 ore per un solo ikebana.

E’ stato molto interessante vedere come studiava i riflessi, le ombre, i colori, come rendere tridimensionale un ikebana che per come lo avevo strutturato di certo non facilitava il suo lavoro.

Mi ha ricordato più volte che quello non era un lavoro definitivo, ma un primo approccio. Mi ha consentito comunque di poter pubblicare il risultato della mattinata di lavoro.

(Anthurium, Cyperus © fotografico Lorenzo Palombini)

Come si vede dalla foto le linee erano piuttosto essenziali e “dure” salvo per il ciuffetto di Cyperus che per la sua conformazione poteva semmai presentare problemi sulla messa a fuoco. Lorenzo però ha saputo “ammorbidire” il contenitore piramidale (tipico della scuola Sogetsu) e far sì che l’ombra dell’anthurium fosse ben definita, interessante, quasi un altro elemento dell’ikebana, non una cosa in più.

Della stessa composizione ha realizzato anche una versione più artistica, da un punto di vista fotografico, molto interessante e dove ancora di più forse si vede la sua bravura, non solo fotograficamente parlando,  nell’aver compreso lo spirito dell’ikebana. E spero che ci siano presto altre sue sessioni fotogrfichee.

(© fotografico Lorenzo Palombini)

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(Asplenium, Iris)

Il bambino chiama la mamma e domanda: «Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?».

La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino.

«Eri un desiderio dentro al cuore.»

(Rabindranath Tagore)

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