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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

(Sterlizia, Ceramica di Susy Pugliese. Esposizione Tra cielo e Terra in onore di Maria Grazia Rosi)

Preparare una mostra di ikebana è molto simile al lavoro che io svolgo, ovvero la messa in scena di un’opera.

Ci sono le prove da fare, l’attrezzeria da utilizzare in scena, la sera della recita.

In ikebana si studia attentamente la composizione che andremo a realizzare, il vaso/contenitore, i fiori, la forma, il movimento, i colori, la luce. Prviamo il tutto, correggiamo, sistemiamo (le prove).

Con noi dobbiamo avere tutto ciò che ci può servire. Le hasami (le cesoie da ikebana) o robuste cesoie dai giardiniere, le forbici da carta qualora si dovessero affrontare fili di erba o materiale simile e un seghetto per rami più impegnativi. Un asciugamano per tamponare eventuali versamenti d’acqua, un cestino a portata di mano dove gettare subito il materiale di scarto. Rafia, stecchini, fili di ferro verde, gli Ito Harigane (fil di ferro, ricoperti di carta di diverso spessore e colori per mimetizzarsi meglio con gli elementi vegetali), sassolini per coprire il kenzan, il Kenzan Okoshi (un piccolo strumento che oltre a raddrizzare i chiodini del kenzan che tendono a storcersi a lungo andare serve anche ad eliminare lo sporco che tra i vari dentini può rimanere), un annaffiatoio, uno spruzzino (Kirifuki) , un coltellino con la lama a sega (se abbiamo steli erbacei come quelli dei tulipani o delle calle potrebbe aiutarci a non schiacciarli come succederebbe con le forbici) ed una ciotola per effettuare il mizugiri. (l’attrezzeria)

La sala dove esporremo deve essere luminosa, non presentare pareti o quadri che potrebbero distrarre l’occhio del visitatore dai nostri lavori (a meno che non si decida di fare un altro tipo di lavoro dove l’ikebana e gli sfondi siano un unica cosa), gli ikebana non devono essere esposti uno a ridosso dell’altro o uno dietro all’altro dove avremmo una sovrapposizione di linee che distrarrà l’occhio di chi osserva. Gli ikebana saranno posizionati o su tovaglie bianche, o su stuoie o sui dai (le apposite basi in legno). Se abbiamo bei tavoli da esposizione uguali potremmo utilizzare quelli senza alcuna tipologia di base. Dobbiamo sempre ricordarci che il tutto deve essere all’insegna dell’eleganza e della bellezza. Evitiamo tovaglie di carta o vasi che perdono acqua come fontane o fiori che sono in deciso stato di declino (ho assistito a queste scene purtroppo). Non è bene nemmeno in un’esposizione (soprattutto se piccola) ripetere la stessa tipologia di fiore seppur con sfumature di colore diverse. (la sera della recita)

In teatro c’è una figura professionale che è il direttore discena. Esso controlla che tutto sia posizionato bene in scena e che ogni personaggio entri al momento giusto e segua la regia. In una mostra di ikebana ognuno è il direttore di scena del suo lavoro. Deve essere presente (come minimo) all’apertura e chiusura di ogni giornata di esposizione, controllare il livello dell’acqua nei contenitori, lo stato dei fiori, eventualmente sostituire quelli che si stanno deteriorando. Nessuno può farlo al posto suo, ognuno è responsabile del proprio allestimento. E lo spettacolo continua.

(Spirea, Calle, Ederea. Ceramica di Susy Pugliese. Esposizione Tra cielo e Terra in onore di Maria Grazia Rosi – Ikebana realizzato da Lucio Farinelli)

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