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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

(Edera Rampicante, Brassica Oleracea)

Nel 2008 ebbi la possibilità di visitare Nizza per un lavoro teatrale in cui facevo da assistente.  Al Museo di Arte Orientale seppi che, presso di loro, si tenevano lezioni della scuola Sogetsu, ma poichè stavo ripartendo non ebbi la possibilità di incontrare la maestra. Quando io viaggio cerco sempre di sapere se nel luogo che visiterò ci sono gruppi di studio della Sogetsu sia per incontrare colleghi sia per prendere lezioni da maestri.

Questa volta, prima di tornare a Nizza, ho contattato il Museo di Arte Orientale che, gentilmente, mi ha dato il recapito della signora Noriko Onda che ha il grado di maestra sia della scuola Sogetsu sia della Enshu.

A lei ho chiesto se c’era la possibbilità di fare una lezione.

Il giorno precedente alla lezione sono andati a visitare il Parc Phoenix (è sempre bene osservare le piante, le loro forme, anche in habitat ricostruiti come quello) e dopo al Museo di Arte Orientale dove mi ero prenotato per assistere alla Cerimonia del tè.

Avevo già assistito due volte al Cha no yu (o Chado).  La prima volta presso l’Istituto di Cultura Giapponese a Roma, e il secondo durante la manifestazione Le Camelie della Lucchesia dove esponevo degli ikebanana. E’  sempre molto interessante seguire questa cerimonia e la signora che l’ha eseguita si è profusa in molte spiegazioni ed ho  imparato nuove cose oltre ad assaggiare un Matcha perfettamente preparato.

La salai n cui si è svolta la Cerimonia del tè è molto luminosa e sia durante lo svolgimento della Cerimonia, sia nel momento delle spiegazioni eravamo avvolti dalla calma e dal silenzio più assoluti.

Il Mattino dopo mi sono recato presso l’atelier della sensei Onda che si trova al sesto piano di una palazzina situata tra Piazza Garibaldi e il porto di Nizza.

La maestra mi ha accolto sulla porta  con un formale inchino e mi ha fatto entrare in una bella stanza bianca e luminosa.

Per me aveva preparato del materiale e mi ha detto di sceglierlo e di osservarlo a lungo per capirne le forme e quali erano le possibilità per esaltarne le linee. Mi ha poi spiegato le differenze tra la scuola Enshu (ikebana più tradizionali) e la Sogetsu. Il materiale a disposizione erano dei fiori di Brassica Oleracea (Cavolo ornamentale), Ranuncoli gialli,  Lilyum rossi e rami di Edera Rampicante.

Sul tavolo aveva preparato dei barattoli di vetro pieni di acqua, dove riporre i fiori scelti, e dei kenzan. Mi ha chiesto di lavorare il materiale a quello che ritenevo fosse il 50% della forma che volevo ottenere e poi di scegliere il contenitore prima di proseguire. Su un mobiletto accanto a me aveva predisposto diversi contenitori, tutti fatti a mano, di varie forme e colori. Quello da me scelto aveva, da subito, catturato la mia attenzione pur sapendo che di sicuro per la sua forma avrebbe presentato delle difficoltà. E così è stato, ma è anche vero che se non affrontiamo queste sfide quando abbiamo accanto a noi un maestro che ci può insegnare come superarle, rimarremo sempre fermi al nostro stesso punto di apprendimento. Qualsiasi sia la nostra storia, il nostro percorso, il nostro livello non dovremo offenderci se un maestro ci farà delle osservazioni o correzioni al nostro lavoro o se farà notare che l’ikebana di un allievo ha centrato maggiormente un tema rispoetto ad un altro. I consigli e i confronti ci permettono di capire e di proseguire sul cammino che staimo intraprendendo.

Come fiore avevo scelto i Ranuncoli gialli dato che il contenitore dava l’impressione di qualcosa di “molto pesante” e volevo alleggerirlo utilizzando questi fiori. La sensei Onda stava alle mie spalle, seguiva silenziosamente il mio lavoro, mci osservava, raramente dava alcuni consigli. Immerso nel silenzio totale abbiamo lavorato tutti e due dato che la signora Onda ha realizzato un ikebana con il materiale che io avevo scelto di non utilizzare. La maestra è rimasta molto contenta del mio lavoro, ma mi ha fatto notare che se avessi, invece dei Ranuncoli, utilizzato la Brassica avrei perso l’effetto di contrasto che io volevo ottenere, ma il tutto sarebbe stato più armonico.

Insieme ci siamo messi di nuovo a rifare il lavoro ed ho avuto la fortuna di imparare anche una nuova tecnica. Il risultato lo vedete nella foto che è all’inizio di questo post.  E’ stato un bellissimo incontro, molto suggestivo ed interessante.

Al termine ho ripulito la sala e la maestra mi ha salutato con un inchino molto solenne.

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